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parole di sindaco
SCOMPARSA
PIETRO GARINEI
Quando
scompaiono persone come Pietro Garinei, assieme al dolore per la fine di una
vita inevitabilmente si prova la sensazione forte di perdita di un
patrimonio di tutti, di un pezzo della nostra storia, della nostra cultura.
Della nostra identità.
Perché Garinei non è stato soltanto uno dei padri del teatro italiano
contemporaneo, ma ha saputo raccontare, per decenni, anche assieme al
fortunatissimo sodalizio con Sandro Giovannini, i nostri vizi e le nostre
virtù, i nostri sentimenti, i nostri desideri, con tratti di una scrittura
sempre acuta, intessuta di un umorismo fine, intelligente, di una cifra che
è divenuta “classica”. Si prova davvero emozione a ripercorrere con la
memoria il suo lavoro, il mondo del suo teatro, i testi, le musiche, gli
attori che lo hanno animato da “Rugantino” ad “Aggiungi un posto a tavola”,
da “Attanasio cavallo vanesio” a “Rinaldo in campo” da “Ciao Rudy” ad
“Alleluja brava gente” in un elenco sterminato e fantastico che, a
ripensarlo nel giorno della sua scomparsa, più che mai è il segno di un
amore e di una passione infinita.
“Io credo che andare a teatro sia un'attività bella sempre, in qualsiasi
epoca – diceva - e penso che il fascino di ritrovarsi tutti insieme ad
assistere ad una rappresentazione che tutte le sere è uguale e sempre
diversa, è qualcosa che dà valore di per sé al teatro. E questo è l'elemento
che davvero conta.”
Oggi tutta l’Italia, e Roma in particolare, sarà un po’ più triste, anche se
il suo teatro, la sua passione, continuerà a vivere, unita ai personaggi che
egli ha creato, alle situazioni che ha descritto, ai volti degli attori che
l’hanno interpretata. Questa città, continuerà a ricambiare l’amore che egli
le ha sempre dimostrato come cittadino e come artista, stringendosi attorno
a lui e alla sua famiglia per un ultimo, caloroso saluto.
Walter Veltroni - 9 maggio 2006