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                                                                                                parole di sindaco

Viale Nino Manfredi al Giardino degli Aranci

Ha detto giustamente Ettore Scola, questo è un clima allegro, diciamoci la verità, io penso che a Nino piacerebbe, piacerebbe che le persone che si sono ritrovate oggi qui per lui sentano quell'allegria che lui ha trasmesso per tutta la sua vita al prossimo anche perchè, diciamoci la verità, siamo in un posto di tale beLlezza! Se pensiamo che siamo esattamente nel centro di Roma, questo è il cuore delle città e che qui, in questo silenzio in questi colori, con questo sole che è arrivato dopo una mattinata in cui tutto si poteva immaginare tranne che questo, con questo panorama davanti... insomma, è uno dei posti più belli, più sanamente malinconici della città. Malinconici nel senso alto del termine, quello bello, quello che è meglio di Maria (la bellissima cameriera di Nino che, dice Scola, li ispirava), fa scrivere delle cose molto belle.

Noi cerchiamo di dedicare tante parti di Roma a persone che hanno fatto del bene alla città, semplicemente, come facciamo oggi e mi fa piacere che oggi ci siano tanti suoi amici, che ci sia il prefetto al cui presenza veramente ci onora, e che tutti insieme possiamo con questo gesto che faremo con Erminia, con il fratello di Nino fratello, con i suoi figli, dire semplicemente grazie. Grazie perchè ci siamo divertiti un sacco. Perchè con Pasquino di Gigi, con Titino di Ettore, il personaggio di Calvino dei racconti portati in cinema, e con il protagonista di "Pane e cioccolata", e potrei continuare con tante cose con cui Nino ha lasciato il segno. Oltre alle altre cose, oltre alla televisione, la musica, la commedia musicale, ne abbiamo parlato ieri ricordando Pietro Garinei e mi fa piacere rivedere qui molte delle persone che c'erano ieri non per caso.

Ci siamo divertiti un sacco perchè Nino aveva questa caratteristica di essere un comico intelligente e popolare, quasi sempre le due cose si saldano: comici intelligenti che non siano popolari se ne vedono pochi  e comici popolari che non siano intelligenti anche di loro se ne vedono pochi. Di solito le due cose si combinano.

Nino non era romano ma era romano come molti dei romani che non sono romani ma sono romani perchè l'anagrafe e al carta di identità conta, certo, ma poi conta il rapporto con la città e Nino era un sampietrino, era un pezzo della storia e dell'identità di questa città. La gente gli voleva molto bene, gli era grata perchè è il sentimento che si ha, e questa è la chiave di questa intitolazione, nei confronti soprattutto di persone che fanno ridere, che è una delle cose più difficili del mondo. Far ridere è estremamente complicato soprattutto in tempi che mano mano hanno reso più difficile, un po' perchè si è acquisito molti degli stilemi con i quali si faceva ridere. Adesso uno che scivola su una buccia di banana può far ridere ancora. Roberto Benigni mi raccontava che girando con Blake Edwards "Il ritorno della Pantera Rosa" era rimasto affascinato dal fatto che Blake Edwards era ancora uno che si divertiva a fare scenette tipo quella di chi bussa alla porta, poi qualcuno lo chiama, lui si gira, l'altro apre la porta e lui gli bussa sulla fronte. Però è difficile perchè ne abbiamo vista tanta di gente che è scivolata sulla buccia di banana. insomma far ridere è sempre più complicato e Nino ci riusciva, ci riusciva tanto con quella cosa che hanno tutti  i grandi comici che è la malinconia. I grandi comici della storia non sono masi stati solamente alleri; Buster Keaton non lo era, Charlie Chaplin non ne parliamo, non lo è Woody Allen, non lo era Jack Lemmon grande amico di Ettore. E ho citato solo gli stranieri perchè citare Totò è talmente evidente! C'è sempre una vena di malinconia, c'è una doppia dimensione, una doppia identità che è quella che rende la macchinetta comica più divertente perchè si sa che quella macchina può andare in un'altra direzione, nella direzione della malinconia. In fondo Alberto Sordi può essere quello di "Riusciranno i nostri eroi" e quello d "Un borghese piccolo piccolo" o di "Una vita difficile". Nino poi aveva incontrato grazie alla televisione anche un pubblico diverso ed era di quelli che aveva la forza, come hanno avuto questi attori comici, comici va bene perchè è un superlativo di attore, aveva la forza che molte delle cose che dicevano restavano nel linguaggio comune. Potrei citare dieci frasi di Nino che si usano ancora adesso, che si useranno sempre: fusse che fusse na vorta bona... e capirai, ci andiamo avanti per anni, E ce ne sono tante altre.

Io che sono un cultore di "Nell'anno del Signore", lì Nino è gigantesco, è una delle sue interpretazioni più belle merito anche d questo autore e cultore di Roma che è Gigi Magni.

E allora abbiamo pensato che il posto giusto per ricordare con allegria Nino fosse qui, nel suo Giardino degli Aranci dove presto ci sarà qualcosa per Fiorenzo Fiorentini. Fiorenzo era un altro uomo fantastico. Basti solo il rapporto di Fiorenzo con la sua balbuzie che io conosco ad origine perchè mio padre che era direttore delle radiocronache mandò Fiorenzo a fare una radiocronaca a Venezia e quando Fiorenzo si presentò alla sede RAI di Venezia e faceva fatica a dire il suo nome e spiegò al funzionario di servizio che lui era stato mandato  da Roma per fare la radiocronaca, mio padre fu raggiunto da una telefonata che gli chiese se era matto, e mio padre gli disse andate tranquilli che quello appena si accende il microfono parte come un treno. E infatti Fiorenzo partiva come un treno. Lui saliva quel gradino del palco... e qui ha fatto tante cose e lo vogliamo ricordare così. E lo dico perchè come ha detto Ettore, adesso noi siamo un po' più orgogliosi di essere cittadini di questa città e allora anche la nostra cultura, anche la nostra musica... la nostra musica è una musica stupenda. Adesso io non voglio fare l'esaltazione di una identità perchè per fortuna noi siamo senza pareti, si entra e si esce molto facilmente però dai nostri poeti, al nostro teatro, alla nostra musica, al nostro cinema, alla nostra lingua, ci sono tante cose veramente bellissime di cui dobbiamo avere un pochino più di considerazione, un pochino più di orgoglio.

Allora ecco tutti motivi per cui qui al Giardino degli Aranci ci sarà questo luogo dedicato a Nino e adesso quando scopriremo quella targa vedremo come sta bene, come sta bene quella targa con quel nome avendo sullo sfondo la città che Nino tanto amava. Grazie.

 

Walter Veltroni - 11 maggio 2006

 

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