11/10/2005       chi siamo scrivici

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                                                                                               parole di sindaco

Suicidio del professore Barbu in Via Benedetto Croce 

La fine tragica di Theodore Barbu mi ha colpito profondamente. Il suicidio dell’anziano professore è l’ennesima testimonianza della gravità che va assumendo, ogni giorno di più, il dramma della casa. Barbu si è ucciso perché temeva di perdere l’appartamento in cui viveva da anni con la moglie e perché non potendo ottenere un mutuo a causa dell’età, non vedeva una via d’uscita.

Per molte persone, specie anziane, per molte famiglie, che magari debbono affrontare anche difficili problemi di inabilità o di handicap, oggi è così, ed è una realtà dura e inaccettabile. Si tratta di un problema che riguarda tutto il paese, pur se è particolarmente avvertito nelle grandi città, che non troverà soluzione senza una forte e coerente politica della casa a livello nazionale.

Il Comune di Roma ha fatto molto, nell’ambito delle sue competenze, per aiutare persone e famiglie in difficoltà. I nostri sforzi hanno ricevuto risposte segnate da diversi gradi di sensibilità sociale, e buoni risultati li abbiamo ottenuti. Ricordo ad esempio la vicenda della vendita delle case della Pirelli a Poggio Ameno, dove, grazie alla nostra iniziativa, le banche si mossero permettendo soluzioni accettabili per gli inquilini. Anche nel caso degli appartamenti di via Benedetto Croce, che ha fatto da sfondo al suicidio di Theodore Barbu, siamo intervenuti in due fasi, prima favorendo un accordo che tutela soprattutto le fasce di reddito più deboli consentendo sconti fino al 17% e altre facilitazioni e poi promuovendo un incontro con la proprietà per sollecitare ulteriori misure di protezione, scongiurando gli sfratti con nuovi contratti di locazione o inserendo le famiglie che ne hanno titolo nelle graduatorie alloggiative del Comune.

Al di là delle singole situazioni di difficoltà, stiamo lavorando inoltre a una serie di proposte che, in collaborazione con il sistema delle banche e con la Regione, permetterebbero di affrontare il problema dell’accesso ai mutui delle categorie svantaggiate che ora ne sono escluse, spesso con conseguenze drammatiche, come le persone anziane o le giovani coppie. Si tratta di un impegno al quale terremo fede

nella speranza che a tutti i livelli ci sia consapevolezza della gravità e della estensione del fenomeno.
martedì 11 ottobre

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