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parole di sindaco
Suicidio del professore Barbu in Via Benedetto Croce
La fine
tragica di Theodore Barbu mi ha colpito profondamente. Il suicidio
dell’anziano professore è l’ennesima testimonianza della gravità che va
assumendo, ogni giorno di più, il dramma della casa. Barbu si è ucciso
perché temeva di perdere l’appartamento in cui viveva da anni con la moglie
e perché non potendo ottenere un mutuo a causa dell’età, non vedeva una via
d’uscita.
Per molte persone, specie anziane, per molte famiglie, che magari debbono
affrontare anche difficili problemi di inabilità o di handicap, oggi è così,
ed è una realtà dura e inaccettabile. Si tratta di un problema che riguarda
tutto il paese, pur se è particolarmente avvertito nelle grandi città, che
non troverà soluzione senza una forte e coerente politica della casa a
livello nazionale.
Il Comune di Roma ha fatto molto, nell’ambito delle sue competenze, per
aiutare persone e famiglie in difficoltà. I nostri sforzi hanno ricevuto
risposte segnate da diversi gradi di sensibilità sociale, e buoni risultati
li abbiamo ottenuti. Ricordo ad esempio la vicenda della vendita delle case
della Pirelli a Poggio Ameno, dove, grazie alla nostra iniziativa, le banche
si mossero permettendo soluzioni accettabili per gli inquilini. Anche nel
caso degli appartamenti di via Benedetto Croce, che ha fatto da sfondo al
suicidio di Theodore Barbu, siamo intervenuti in due fasi, prima favorendo
un accordo che tutela soprattutto le fasce di reddito più deboli consentendo
sconti fino al 17% e altre facilitazioni e poi promuovendo un incontro con
la proprietà per sollecitare ulteriori misure di protezione, scongiurando
gli sfratti con nuovi contratti di locazione o inserendo le famiglie che ne
hanno titolo nelle graduatorie alloggiative del Comune.
Al di là delle singole situazioni di difficoltà, stiamo lavorando inoltre a
una serie di proposte che, in collaborazione con il sistema delle banche e
con la Regione, permetterebbero di affrontare il problema dell’accesso ai
mutui delle categorie svantaggiate che ora ne sono escluse, spesso con
conseguenze drammatiche, come le persone anziane o le giovani coppie. Si
tratta di un impegno al quale terremo fede
nella speranza che a tutti i livelli ci sia consapevolezza della gravità e
della estensione del fenomeno.
martedì 11 ottobre