scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti - scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani ... e dintorni - scrivici

 scrivi 

11.09.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             parole di sindaco

Signor Ambasciatore, per tutta la città di Roma è motivo di orgoglio averla con noi stamattina, così come voglio ringraziare il Prefetto, voglio ringraziare i rappresentanti delle comunità del dialogo a Roma: il presidente della Comunità Ebraica, il segretario della Comunità Islamica di Roma, il presidente della comunità di S. E gidio, e i rappresentanti di tante confessioni religiose che hanno accettato il nostro invito ad essere presenti con noi in questa giornata il cui numero 11/09 è nella memoria e sarà nella memoria dell'umanità per un tempo interminabile.

Sono passati cinque anni eppure nel rivedere in questi giorni quelle immagini ciascuno di noi ha la sensazione terribile di un dolore che non riesce a spegnersi.

Ognuno di noi ricorda dov'era alle ore 15 dell'11 settembre del 2001, ognuno di noi ricorda che cosa faceva e ricorda quale è stato il primo gesto.

Noi eravamo nella riunione della Giunta Comunale dove arrivarono prima la notizia del primo aereo e poi, con la notizia del secondo aereo la certezza che si trattasse non di un incidente come all'inizio diciamo così, si sperava, ma di un attacco agli Stati Uniti e al mondo.
Le ore che vennero dopo quei primi flash delle agenzia di stampa furono ore allucinanti. Chiunque di noi guardando la televisione o leggendo le agenzia aveva la sensazione che potesse materializzarsi davvero
quell'idea che faceva parte degli incubi più duri e più difficili dell'umanità, di un improvviso tracollo: le notizie di un attacco al pentagono e poi le minacce alla Casa Bianca, al Congresso degli Stati Uniti e soprattutto
quell'immagine spaventosa che fu accompagnata credo da un urlo in tutte le case di tutti gli esseri umani del mondo di quelle due torri che implodevano, che si sbriciolavano e di quelle migliaia di persone il cui destino in quel momento si concludeva.

E tuttavia quella tragedia che ha portato a quasi tremila morti, gli ultimi calcoli parlano di 2700 vittime, è una tragedia che aveva avuto dei momenti persino epici ancor prima che le torri si sbriciolassero, quando dei lavoratori delle torri gemelle si trovarono nella condizione di dover decidere se aspettare la morte o se precipitare.

Io non riesco a togliermi dagli occhi le immagini nelle quali si vedono
questi corpi che scendono dall'85esimo, dal 90esimo piano delle torri e posso immaginare che cosa deve essere stato per un essere umano dover prendere la decisione sull'una o l'altra morte possibile.
E' successo ai nostri amici, ai nostri fratelli americani, è successo in quelle torri gemelle nelle quali c'era il mondo intero perchè li dentro c'erano esseri umani che venivano da tutte le parti del mondo, perchè c'erano come si vede scorrendo i nomi, pakistani e cinesi, americani e messicani... c'era quel mondo globale che è il mondo moderno e che è stato attaccato quel giorno da un terrorismo assassino e vile che ha scelto di colpire dei poveri cittadini, quelli che stavano nelle torri gemelle e quelli che stavano sugli aerei che furono portati a schiantarsi sulle torri gemelle.

Nessuno di noi può dimenticare questo e la sensazione e il sentimento di
solidarietà e la sensazione di smarrimento che prese in quei giorni il mondo sono in qualche modo la testimonianza di un legame profondo che esiste con la nazione americana, che esiste col popolo americano e io voglio a lei e alla sua signora, ambasciatore, testimoniarle questo a nome di tutta la mia città.
La forza di un mondo globale sta nel saper garantire il dialogo.
(...)
...dobbiamo essere uomini capaci di vivere in pace, di rispettare il diritto di chiunque ma di essere soprattutto
uomini liberi.

walter veltroni - 11 settembre 2006

 


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio