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                                                                                               parole di sindaco

 

Metropolitana: la linea D

 

Il messaggio che noi vogliamo mandare oggi - e credo sia stato giusto richiamare le esperienze precedenti che sono state per noi esperienze molto positive, almeno allo stato delle cose, poi la realizzazione chiama in causa tutti quanti e ciascuno è chiamato ad una prova evidentemente tutta particolare - è che dal punto di vista procedurale sia ciò che è avvenuto con la metro B1 sia quello che è avvenuto in un lasso di tempo molto breve con la linea C dicono che le procedure che abbiamo attivato, le metodologie e vorrei dire la trasparenza nei metodi di formazione di queste decisioni hanno funzionato, e hanno funzionato nel modo migliore.
E ora ci apprestiamo a dar vita ad un altro grande tassello di quella rivoluzione urbana che è costituita dalla sequenza B1, C, linea D e dall'anello ferroviario.

E' una vera rivoluzione urbana, qualcosa che cambierà profondamente il modo di vivere e di funzionare della città. Ora il presidente Testa ha illustrato i dati che però forse meritano di essere un attimo ingranditi. Noi passeremo cioè da circa 40 km a più di 84 km di rete; ma soprattutto passeremo dalla copertura di 400 mila residenti alla copertura di 820 mila residenti, con una domanda servita che passerà da 860 mila a un milione e settecento mila. Questo è ciò di cui stiamo parlando, cioè qualcosa che cambia la natura della città. Cambia la natura della città scontando la complessità di Roma che non si può mai dimenticare perchè ripeto, l'ho raccontato in altre circostanze, quando sono andato a Madrid con il sindaco a vedere come stavano costruendo l'interramento di una parte "raccordo anulare", la classica macchina che scava e insieme fa le pareti, quando gli ho chiesto quale fosse stato il rapporto con la Sovrintendenza, mi ha guardato come se venissi da un altro pianeta perchè lì la sovrintendenza non viene considerata mentre da noi non solo viene considerata ma viene tenuta in grandissima considerazione e io voglio cogliere l'occasione per ringraziare il sovrintendente Bottini e tutti i sovrintendenti che si sono adoperati, che si adoperano e che si adopereranno per cercare di tenere insieme quell'esperienza del tutto unica al mondo che è fare una rete di metropolitane in una città a preesistenza archeologica così consolidata come la nostra.

E' un'esperienza unica al mondo e io sono molto grato a Roma Metropolitane e voglio cogliere l'occasione per dirlo. Un sindaco ha una famiglia molto larga, fatta di tante persone che lavorano in tanti settori. Io sono molto grato al presidente, all'amministratore delegato, al consiglio di amministrazione, al collegio dei sindaci, sono molto grato alle persone che hanno composto le commissioni che hanno valutato la B1 e la C, cioè un clima di squadra ispirato ad un principio che è quello del fare e del fare trasparente, principio che porta risultati. Non conosco alternative a questo metodo e penso che questa sfida che lanciamo a tutti noi, perchè è una sfida per la città ma è una sfida anche per gli operatori, qualcosa di assolutamente innovativo; abbiamo già fatto esperienze di questo genere, con i Mercati Generali, l'abbiamo fatto con Giustiniano Imperatore - la prima operazione di demolizione e ricostruzione con la partecipazione di centinaia di famiglie, di condomini, che hanno aderito, che sono stati qualche anno fuori casa e adesso vedranno rinascere un quartiere del tutto nuovo - cioè in questa città stiamo sperimentando alcuni modelli innovativi e devo dire funzionano.

Questo è uno di quelli.

Fare una linea metropolitana in project financing con la struttura che è stata descritta da Bortoli e da Testa che si colloca dentro il quadro generale al quale Calamante ha fatto riferimento, che è il quadro di insieme del progetto della cura del ferro, che è l'unica alternativa possibile all'auto privata e che ha una serie di effetti sui quali vorrei rapidamente richiamare l'attenzione.
Il primo è che noi stiamo cominciando a collegare pezzi di città sia verticalmente sia orizzontalmente: la linea D verticalmente, la linea C orizzontalmente, cioè il passaggio da Pantano a Vigna Clara per la linea C e il passaggio da piazza Agricoltura fino a Ojetti è una saldatura che sgraverà gran parte del traffico privato. Perchè, guardate, la vera alternativa all'uso della macchina è il ferro; perchè gli autobus funzionano, noi facciamo un grande lavoro, abbiamo intensificato, ma il grado di certezza che arrivo: io prendo la metropolitana, va veloce, arriva alla stazione è vicina... tutto questo cambia psicologicamente. Poi in alcune città, come abbiamo visto in alcune città europee, pupi avere quante linee metropolitane ti pare ma la gente va sempre in macchina, io non capisco perchè francamente ma tuttavia così è. Però questa è la condizione fondamentale e quindi avere la costruzione di un sistema di rete e di scambi, che finalmente avere 4 reti con prolungamenti di cui parlerò di qui ad un attimo, produce.
Secondo: il grande lavoro di ricucitura della periferia della città. Questa per noi è come il Piano Regolatore, un idea sociale, prima che un'idea urbanistica la linea D è una grande idea sociale: riconnettere la città, non creare zone di separazione, fare operazioni di inclusione anche dal punto di vista della mobilità fisica. Questo è il senso di questa scelta e dei percorsi che abbiamo individuato oltre a migliorare la qualità della vita perchè come tutte le inchieste dicono, una delle caratteristiche del tempo che noi viviamo è quello di questa specie di bulimia di tempo stesso. Ieri abbiamo fatto il consiglio comunale dei bambini che si è riunito con la giunta comunale: mi ha colpito una lettera che un bambino ha rivolto ai propri genitori nella quale diceva "voi non avete tempo per me" E il problema del tempo è dato dal fatto che la città è complessivamente bulimica ma uno dei problemi è dato dai tempi di trasferimento. Tutto quello che riusciamo a risparmiare di tempo va fatto: siamo riusciti con le operazione burocratiche, dobbiamo adesso accelerare e continuare. Pensiamo come è cambiata la vita degli abitanti della zona nord, di una parte della zona nord, con l'apertura del passante, quanto tempo trascorrevano nelle auto prima che ci fosse il passante, quanto ne trascorrono adesso? Tutto tempo recuperato.
Altra questione, lo ha detto Chicco Testa, noi ingabbieremo il centro dentro le 4 linee della Metropolitana e potremo concludere la grande operazione cominciata da Giulio Carlo Argan qualche anno fa, cioè chiudere il centro storico di Roma alle auto e definitivamente pedonalizzarlo. Ma siccome queste cose non si possono fare demagogicamente perchè, come sappiamo le chiacchiere sono quelle che volano più rapidamente, fare le cose è più complicato, non si può chiudere e pedonalizzare il centro storico se non c'è una soluzione alternativa alla mobilità. Questa soluzione alternativa è data dal fatto che ci siano stazioni della metropolitana che circondano il centro storico, che ci siano parcheggi, (il Pincio, la piastra della stazione Termini, il parcheggio si lungotevere) che consentano di tenere il centro storico di Roma che è un centro particolare, nell'ambito della pedonalizzazione. Tutti voi che siate passati in pazza di Spagna riorganizzata ha visto l'immensa differenza proprio per la della città che è avere una piazza senza auto o avere una piazza con i parcheggi. Piazza del Popolo fino a dieci anni fa era un grande parcheggio adesso è una piazza, piazza Capranica la stessa cosa. Noi cioè abbiamo progressivamente riconquistato ampie fette di centro storico, dobbiamo completare questo processo attraverso la costruzione di questa maglia di fermate della metropolitana che ci consentano di intervenire.
Devono essere metropolitane belle. RomaMetropolitane sa che l'unica cosa che ho chiesto è che ci sia una qualità architettonica particolare per le stazioni, che le stazioni non siano come sono state fatte quelle della linea B e della linea A della stazioni così, le facciamo perchè le dobbiamo fare, impersonali; la linea C, lo abbiamo detto, è una metropolitana archeologica ma questa non è diversa, questa è una metropolitana che tocca Largo Argentina, San Silvestro, Spagna e tocca Trastevere e Ippolito Nievo, zone di assoluto pregio della città. Bisogna che ci sia sempre un'attenzione, uno sguardo, una cultura del bello e anche però una fantasia progettuale. Lo ha detto Chicco Testa e non deve essere sottovalutato: noi possiamo avere con questo project financing avere possibile estensioni di servizi, di luoghi di ristorazione piuttosto che di parcheggi; cioè avere una serie di strutture che servano a far diventare la metropolitana in una città che per fortuna cresce turisticamente (adesso lo vedremo a Pasqua); ci sono per fortuna milioni di turisti che arrivano e ne arriveranno sempre di più perchè con la Fiera di Roma che il 20 aprile verrà consegnata alla città, e con il Centro Congressi che sta partendo e con le attività, questa è una città che crescerà in termini turistici e avrà bisogno di metropolitane e quando avremo, faccio solo questa considerazione, quando avremo fatto il nuovo ingresso dei Musei Vaticani al quale stiamo lavorando, quando lo avremo portato sottoterra con una porta di accesso che sarà di qualità architettonica particolare, e lo avremo collegato con la metropolitana, di lì passeranno milioni di turisti e gli dobbiamo offrire servizi e li dobbiamo mettere in condizione di poter stare in luoghi belli. Le stazioni della metropolitana devono essere belle come piazze della città, non può essere un esercizio rituale, poiché saranno luoghi dove passeranno delle persone, bisogna che ci sia la stessa cura e la stessa bellezza che ci si mette se si dovesse progettare una piazza a San Silvestro. "Progetta San Silvestro": non è uno scherzo, ci vuole una cura del tutto particolare.
E ancora l'attenzione all'archeologia perchè, vedete, l'archeologia può essere due cose. Può essere un problema e lo è obiettivamente, non è che è colpa dei sovrintendenti, i sovrintendenti fanno i loro lavoro ed è un lavoro preziosissimo perchè se Roma fosse sta a sventrata come è stata sventrata in altri momenti noi saremmo una città più povera; naturalmente poi la modernità e vorrei dire l'intelligenza e lo spirito civico dei sovrintendenti fa sì che questa opera di tutela si coniughi con la necessità di far andare avanti e crescere una città avendo dalla città però in cambio una cosa: io non considero l'archeologia una specie di impiccio, la considero una ricchezza e dunque dobbiamo valorizzarla. Dobbiamo fare queste opere come stiamo facendo e al tempo stesso valorizzare la dimensione originale, archeologica della città. Quando si va a Parigi la stazione del Louvre è una stazione particolare, le stazioni di una grande città possono essere evidentemente esse stesse un luogo di appeal e di richiamo turistico e di rispetto culturale e archeologico di questa struttura.
Ancora: quando prima sono stato alla Fiera di Roma e ho chiesto quante persone lavorassero nel cantiere, ci lavoravano in questo momento 800 persone; migliaia stanno lavorando nella B1, nella C, lavoreranno nei prolungamenti che stiamo progettando; stiamo parlando di un grande traino dell'economia della città che va bene ma in un momento particolare del nostro Paese come quello che stiamo vivendo, io penso che abbia un grande valore questa indicazione serena e positiva della cultura del fare e anche della cultura del rischiare, richiamo tutti insieme. Noi abbiamo fatto una scelta innovativa, chiediamo al sistema delle imprese italiano, sapendo di poter contare sull'intelligenza e sulla modernità del sistema delle imprese italiano, di accompagnare questo sforzo con una disponibilità all'innovazione progettuale e metodologica per questa ipotesi di project financing, ma anzi a questo punto molto più di una ipotesi (abbiamo fatto in consiglio tutte le procedure preliminari, troverete in cartella i lineamenti dell'invito); invitiamo a partecipare perchè questa può essere l'inizio di una nuova stagione: cominciamo da Roma ma penso che se questa metodologia passa, la potremo diffondere, si potrà diffondere in altre città italiane.
Infine tutto questo senza una lira che non sia una lira del sistema Roma. Quando dico Roma intendo dire la città e le imprese; poco importa che abbiano sede a Roma o no ma nel momento in cui accettano una sfida di questo genere le consideriamo parte del sistema Roma. Nessuna lira da nessun altro, uno sforzo assolutamente straordinario figlio di una città più sicura di se, più orgogliosa di se, più cosciente dei proprio mezzi e delle proprie possibilità e quando dico una città mi riferisco in primo luogo a chi in una città opera e agisce, investe e rischia. E se potremo nel tempo che Chicco Testa ha annunciato, entro il 2008, concludere tutte le procedure e quindi far partire i cantieri, questo significherà lavoro per migliaia di famiglie, per migliaia di famiglie. Come sempre succede quando si fanno le cose, gli effetti positivi sono sistemici, quando non si fanno le ricadute sono sempre drammatiche e penso che oggi sia per noi un'occasione molto importante. Se riusciremo a fare questo, avremo dato il contributo probabilmente decisivo a uno dei cambiamenti più profondi che la città può conoscere e cioè la possibilità di avere finalmente quella rete metropolitana che da metà degli anni '30 fino agli anni '80 ha portato a scarsi risultati e che nel corso di dieci anni può portare ad una vera e propria rivoluzione.

Spetta naturalmente a noi, al nostro coraggio e appunto alla nostra voglia di fare

Walter Veltroni - 13 aprile 2006

 

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