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15.03.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                    parole di sindaco... e non solo

Festival della matematica

 

In occasione di questo festival siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica il quale ha voluto incontrare gli organizzatori e conoscere alcune delle personalità internazionali invitate al festival; è stato un incontro molto significativo e mi associo a quello che ha detto adesso il Ministro Mussi cioè il valore dell'insegnamento scientifico in un paese come il nostro è qualcosa di molto importante, qualcosa che si sta un pochino ora attenuando e della quale cosa invece il nostro paese ha bisogno per il suo futuro, ha immediatamente bisogno.

In quell'occasione ricordato una frase Voltaire che in fondo è un po' la ragione di questa nostra iniziativa. Voltaire diceva: c'è più immaginazione nella testa di Archimede di quanta ce ne sia nella testa di Omero" e forse aveva ragione nel senso che voleva dire ciò che è vero, che cioè la matematica è una specie di meraviglioso crocevia della nostra vita per la comprensione del senso, della ragione delle dinamiche della nostra vita.

Questo Auditorium dove noi siamo che ha fatto l'architetto Renzo Piano nasce da numeri, dai numeri che servono per tenere insieme questa struttura.

Quasi tutto ciò che riguarda la nostra vita quotidiana, anche questa voce che arriva, arriva attraverso un sistema di emissione della voce che anche essa è la composizione di una serie di numeri. Le play-station che vengono usate piuttosto che le bombe atomiche o tante altre cose nascono da questa dimensione di scoperta infinita ed è legata al numero.

La cosa meravigliosa per me è veramente il fatto che la matematica è insieme il massimo della bellezza e dell'austerità; Bertrand Russell la definisce "fredda e austera"; sì, fredda, però sicuramente ha dentro di sé un elemento di poesia.

Il professor John Nash che è qui è la persona alla quale stato dedicato un film che probabilmente molti hanno visto e che racconta che c'è sempre un rapporto fra la genialità della ricerca di matematico e l'estro; è difficile trovare dei matematici che non siano estrosi;  i matematici sono in generale persone che hanno una loro straordinaria predisposizione a leggere, interpretare, cercare di capire le cose che accadono attorno a loro, di tradurre.

Vivono una esistenza che è in questo viaggio che fa parte della loro vita ma che è in uno spazio molto largo.

E, cosa devo dire, quello che mi affascina della matematica è proprio questa sua dimensione di viaggio permanente. Se qualcuno ha dimostrato il teorema di Fermat significa  che è stato per molte centinaia di anni fermo sull'appendice di un libro e dopo alcune centinaia di anni è stato dimostrato vuol dire che per alcune centinaia di anni qualcuno ha lavorato alla dimostrazione di questo teorema la cui importanza verrà appunto dimostrata nel corso di questi giorni

La matematica è così, è costantemente un viaggio, è lo spostamento di una frontiera è la conquista di un nuovo spazio intellettuale.

Si è potuti andare sulla Luna grazie alla matematica e si può capire come sono collocate le stelle e la distanza che c'è tra le galassie grazie alla matematica ma al tempo stesso con la matematica si può fare la musica - Nicola Piovani farà una performance legata al numero 7 - e si può fare del teatro, si può giocare a scacchi  sapendo che lo scacco matto deriva da una serie di combinazioni matematiche. Matematica ed estro non sono fratelli antagonisti, sono la stessa cosa, vorrei dire non c'è estro senza matematica e viceversa; la matematica è anche il calcolo delle possibilità entro le quali l'estro sinceramente si mette alla prova e d'altra parte non ci può essere ricerca matematica acquisita e conclusa senza una dimensione di estro.

Da questo punto di vista la materia della matematica si predispone molto a una dimensione di lettura trasversale come quella che il festival fa e io sono molto contento che ci siano tanti ragazzi qui oggi; sono contento e voglio cogliere l'occasione per dire una cosa, avendo qui presente il Ministro Mussi: oggi i ragazzi italiani vengano raccontati dai giornali grazie al fatto che succede in un posto in qualche parte d'Italia qualcosa di brutto e vengono raccontati tutti quanti come bulli oppure come persone dedite all'uso della droga sempre sulla base del fatto che è tipico del meccanismo della comunicazione nel nostro paese per il quale succede una cosa e quella cosa diventa tutto, quella parte, quella piccola parte diventa un tutto

Io capisco, anche se non approvo, il meccanismo comunicativo: l'altro giorno a ragazzi che mi hanno incontrato ho detto è chiaro che purtroppo un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce ma quello a cui dobbiamo guardare se vogliamo guardare al futuro del nostro paese è esattamente la foresta che cresce;

e i ragazzi italiani  vivono la condizione di maggiore difficoltà di quanto fosse per le generazioni precedenti - lasciamo stare le condizioni materiali che forse sono migliori - ma il rapporto con il futuro è diverso, il respiro e le aspettative di vita sono diverse, più inquiete, la vita più cupa e più carica di preoccupazioni; e ragazzi italiani di oggi sono da questo punto di vista sono spettacolari al contrario. Non solo i ragazzi che sono qui che magari sono qui perchè portati dalla scuola, eviteranno una mattinata di lezione, forse pensano che si annoieranno, ma sono convinto che quando ascolteranno la professoressa Emma Castelnuovo, avranno esattamente quello di cui abbiamo parlato. Ho avuto Emma Castelnuovo come professoressa alle scuole medie, i risultati di profitto sono stati scarsi ma posso dire che io non so quanto imparato di matematica ma ho imparato molto della vita da Emma Castelnuovo; che è in fondo esattamente quello che la matematica aiuta a fare; ascoltandola troverete una chiave, che la chiave che sta dentro il lavoro che molti di noi fanno, non importa il profitto.. cioè importa, ma importa sopratutto il grado di tensione individuale nel rapporto con la vita, nel rapporto con la comprensione delle cose, nel rapporto con il senso delle cose.

Oggi un ragazzo di 16-17 anni si trova in una società molto meno strutturata dal punto di vista delle prospettive sociali ma anche delle sfide politiche e intellettuali, delle cose che fanno passione e danno risposta a queste domande di senso e spesso il senso è costretto a cercarlo da solo in assenza di ragioni collettive che vengano manifestate con grande forza e quindi fa più fatica e il fatto che ragazzi italiani riempiano tutte le iniziative, che quarantamila persone siano andati al festival della scienza, che siano ragazzi quelli che affollano le lezioni di storia e che vanno alle manifestazioni culturali che facciamo è importante.  Perché una parte della nostra politica sociale è questa: perché non tutti avrebbero avuto l'opportunità di sentire John Nash, come non tutti avrebbero avuto la possibilità di vivere eventi culturali o musicali come quelli che noi facciamo, dalla Notte Bianca ad altro, noi lo facciamo perché vogliamo che un ragazzo di un quartiere della periferia della città che ha una famiglia che magari non ha tanti soldi abbia le stesse possibilità di vivere esperienze culturali che hanno altri ragazzi di altre famiglie di altri quartieri.

Allora io sono certo e sono convinto che i ragazzi che verranno a questo festival della matematica sentiranno passione, poi non so se saranno degli esperti o delle persone che troveranno nella matematica  il fine della loro esistenza ma so che capiranno di più della vita e dell'universo e delle ragioni delle cose se entreranno magari timidamente dentro questa dimensione che la dimensione affascinante del gioco dei numeri

Io ringrazio il professor Odifreddi che ha costruito tutta questa manifestazione e però vorrei anche ringraziare quella meravigliosa tradizione di matematici italiani che è parte importante della storia del nostro paese e che ha attraversato la storia italiana fino ad arrivare è nostri nuovi matematici che sono delle figure di primissimo piano.

E concludo dicendo quello che ha detto Mussi: noi adesso abbiamo fatto un progetto per il quale diamo delle risorse alle ragazze che vorranno studiare materie scientifiche; noi abbiamo visto che c'è una differenza, le ragazze fanno prevalentemente per materie umanistiche e i ragazzi fanno prevalentemente materie scientifiche; dobbiamo riequilibrare questa cosa, dobbiamo fare in modo che ci sia una generazione di ragazze che entrano nell'ingegneria e in tante altre discipline e che questo paese produca magari un po' meno laureati in discipline che sono affascinanti dal punto di vista comunicativo ma magari con scarsa prospettiva e di più in questi settori che sono gli unici dei quali l'umanità ha sempre bisogno.

Il futuro dell'umanità da tutti i punti di vista, dall'ambiente, alla pace, alla conoscenza, alla medicina è legato alla dimensione dei numeri; entrare dentro questa dimensione è anche una grande garanzia, una grande prospettiva per il proprio futuro.

E' difficile e affascinante e per raccontare una cosa difficile, affascinante, apparentemente  fredda e poetica insieme noi abbiamo voluto fare questo festival che speriamo abbia il successo che speriamo.

Grazie.

Walter Veltroni

 

Io intanto voglio ringraziare davvero di cuore il sindaco di Roma per aver dato vita a questo festival perché mi sembra un'idea magnifica.

Ne parlo con un certo pudore, è il saluto da parte di un semi analfabeta matematico, di un filosofo che ha studiato filosofia nell'epoca in cui ormai la separazione fra filosofia e matematica era già avvenuta ma che ha tentato, con scarsi successi per la verità, di seguire qualche lezione, qualche studio di logica e di volta in volta è stato preso da qualche folgorazione come quando ha scoperto il grande pensiero matematico tra 800 e 900, pensiero che ha portato un bagaglio di idee senza le quali oggi non riusciremo a pensare e il saluto di un Ministro della Ricerca che sa che la matematica italiana del 900 ha prodotto grandissime scuole -  sentiremo la professoressa Castelnuovo alla quale va tutta la nostra ammirazione - ma insomma senza grandi matematici come definenti come Castelnuovo la nostra cultura apparirebbe qualcosa con al centro un buco è invece non c'è un buco, c'è il pieno di un pensiero, di una scienza che merita di essere comunicata e trasmessa anche a quelli che non sono specialisti e che faticano un po' a entrarci dentro come il sottoscritto.

Devo dire che la più grande idea politica di tutti i tempi viene da un matematico: è la indecidibilità di Godel, è una grandissima idea politica, l'idea che dato qualunque sistema assiomatico esisterà sempre una contraddizione non decidibile è quanto di più pluralista, aperto, democratico si sia mai potuto immaginare; cioè non esiste - non vorrei essere accusato di relativismo che è una cosa che va per la maggiore di questi tempi, ma non esiste il sistema ultimo, perfetto o il regno della verità di cui qualcuno sia definitivamente titolare.

Il pensiero umano, la cultura è sempre un sistema aperto a scoprire nuove cose, a organizzare le nuove cose.

E' molto bello anche che questa iniziativa non si chiami congresso, convegno, seminario; che si chiami festival.

Festival perché c'è la festa, l'allegria; perché, come recita il titolo di questo festival, la matematica ha qualcosa che a che fare con la bellezza, con l'eleganza e cioè con l'intelligenza.

Allora, da analfabeta matematico o impertinente, mi permetto di fare una appello, mi rivolgo soprattutto ai giovani: abbiamo avuto negli ultimi anni una riduzione degli iscritti e dei laureati nelle facoltà scientifiche, in particolare matematica.

Io non penso che ci sia un improvviso disamore, penso che ci sia qualche altra ragione di cui voglio essere testimone e confessato da cui dipende molto anche da come noi trattiamo i giovani che si dedicano allo studio delle materie scientifiche.

E' il più clamoroso oltraggio sociale al principio del merito che viene invocato che si possa immaginare. Bisogna provvedere rapidamente.

Detto questo però faccio un appello a tutti i giovani: ragazzi, c'è bisogno di matematica, c'è bisogno di matematica perché senza la matematica non si conosce niente altro; non si sa di fisica, di chimica e biologia, di informatica, non si di sociologia, non si sa di economia.

E poi  la matematica è bella quindi fatevelo dire un ministro che guarda con pudore ed è consapevole di non esserci dentro ma di guardare dall'esterno un mondo che è un mondo straordinariamente affascinante; consentite al ministro di esortare tutti i giovani alle matematiche; abbiamo bisogno di voi,abbiamo bisogno di voi.

Buon festival e un futuro felice per tutti.

Fabio Mussi

 


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