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parole di sindaco
A Roma la luce per la pace degli scout
Per il terzo anno consecutivo da Betlemme città della pace a Roma città della pace.
Ho cercato
di ritrovare le parole che vi aveva rivolto Giovanni Paolo II in occasione
di un incontro con gli scout italiani; vi invitò a non avere paura, vi
esortò a nuotare contro corrente per vincere la tentazione
dell'individualismo, della pigrizia, del disimpegno
in questo, continuava Giovanni Paolo II, vi sarebbe stato d'aiuto la legge
scout mediante la quale, come il vostro fondatore Baden Powell amava dire,
voi potete rendere possibile l'impossibile.
Possibile l'impossibile
Cosa di più grande, di più affascinante, di più entusiasmante se non questo
nella vita?
Un'altra grande persona che per me è stata molto importante che è Robert
Kennedy, amava citare una frase di George Bernard Shaw: "c'è gente che
vede le cose esistono e si domanda perchè, io vedo le cose che non esistono
e mi domando perchè no."
Ciò che fa
la vita meritevole di essere vissuta è proprio il tentativo costante del
cuore e del cervello di ciascuno di noi di rendere possibile l'impossibile
oggi nel il mondo sembra esserci ogni giorno un motivo di
inquietudine, di cupezza; sembra esserci del fuoco che si accende che non è
questo fuoco di pace ma è un fuoco di guerra; sembra esserci in molti
la tentazione di affermale la propria superiorità sugli altri.
Io credo che dalla vostra esperienza, dalla vostra esperienza civile, dalla
vostra esperienza di fede, nasce qualcosa di molto importante: nasce la
naturale propensione al dialogo, all'ascolto e all'incontro, nasce la
bellezza dell'umiltà dello scambio, l'idea che non ci sia mai un porto al
quale si è arrivati una volta per tutte, ma che bisogna sempre continuare a
viaggiare, a cercare, a dubitare; ad avere voglia delle opinioni, del
pensiero e dei sentimenti degli altri anche quando e certezze appaiono
inossidabili.
E' lo
scambio la vita.
Il tempo in cui qualcuno pensa di essere superiore a qualcun'altro e si
chiude in se stesso, e comincia a guardare in cagnesco chi gli è di fronte,
è il tempo che precede la guerra e che precede come spesso è stato, la
catastrofe dell'umanità
Allora queste luci che sono arrivate fin qui e che adesso vivranno nelle
vostre mani, sono le luci della speranza.
Il nostro paese ha un grande bisogno di speranza, ha un grande bisogno
persino di ottimismo e io penso che proprio dall'esperienza di un movimento
come lo scoutismo italiano venga un grande motivo di speranza. C'è fede, c'è
impegno civile, c'è passione, c'è disponibilità al dialogo e alla
comprensione; è tutto quello che può fare migliore il mondo.
Accendiamo la candela e facciamolo per rischiarare nella luce della pace il
cammino di tutti.
Walter Veltroni - 17 dicembre 2005