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                                                                                                parole di sindaco

Dimore storiche: capolavori da scoprire a Palazzo Pallavicini e Odescalchi

 

Mi fa molto piacere essere per il secondo anno alla conferenza stampa di presentazione di una delle iniziative che assomigliano di più al tipo di città che stiamo cercando di realizzare e cioè una città nella quale ciascuno per la sua parte cerca di valorizzare la parte di bellezza che la storia gli ha consegnato; può essere un giardino, un parco una scuola, può essere un immenso patrimoni artistico e storico come quello che è racchiuso nelle dimore e per il quale vale esattamente quello che ha detto prima il principe Pallavicini, cioè qui c'è un grande lavoro di salvaguardia, di tutela, un meraviglioso lavoro di tutela che è degli edifici e del patrimonio, onerosissimo per le famiglie che lo hanno affrontato ma di grandissima importanza per la cultura dell'umanità. Vengono salvaguardati così luoghi che hanno racchiuso dentro di se in un caso la bellezza, in un altro caso la storia.

I due quadri che verranno esposti saranno credo una meravigliosa emozione perchè Rubens e Caravaggio saranno questo, nei luoghi in cui verranno esposti, dove conta il contesto perchè non si può esporre tutto dappertutto.

(a Palazzo Pallavicini dal 1 al 4 giugno "Cristo con i dodici Apostoli di Rubens - a Palazzo Odescalchi dal 14 al 18 giugno "La conversione di Saulo" di Caravaggio - ingresso libero dalle 10 alle 19 - n.d.r)

L'anno scorso ci furono migliaia di visitatori in pochi giorni, testimoniando quanto sia grande, molto più di quanto si è soliti immaginare,  la disponibilità, il desiderio e la voglia dei cittadini di entrare in rapporto con il bello.

Non può non emozionare che 1800 persone qualche giorno fa siano state ad ascoltare il Festival della Filosofia all'Auditorium di Roma, nella grande maggioranza giovani. Non può non emozionare il fatto che in migliaia vanno a vedere la bellissima mostra di Antonello da Messina; risultato analogo ha la mostra di Modigliani e lo stesso successo mi auguro avrà la mostra che si sta per aprire alla Galleria Borghese dedicata a Raffaello.

Non c'è attività nella quale la città si proietti, nella tutela ,diffusione e valorizzazione della bellezza che non incontri successo.

Questa è la nostra unicità e lo dico con orgoglio di italiano, che peraltro non è ancora criticabile, ma lo dico razionalmente: non c'è paese al mondo che abbia dall'archeologia all'epoca attuale queste migliaia di anni attraversate dal bello: nei disegni,m nei quadri, nelle note, nelle immagini, nelle case, nelle piazze, nei borghi; in un contesto ambientale straordinario. Non ci sarà mercato mondiale che potrà replicare tutto questo. Non ci sarà competizione nel tempo della globalizzazione nella quale qualcuno potrà rifare questa meraviglia. Il problema è di tutelarla e valorizzarla. Di farla conoscere nella maniera giusta perchè mai tutto quello di cui stiamo parlando potrà essere trasformato in un oggetto di consumo. Anzi la cultura della valorizzazione del bello comporta la discrezione lieve con la quale al bello bisogna saper guardare. Io ricordo la sofferenza fisica di andare in certi luoghi dove esistevano delle enormi trascuratezze, disattenzioni, abbandoni, luoghi meravigliosi del paese erano stati lasciati in abbandono per tanto tempo. Ne approfitto qui per ringraziare Progetto Italia perchè il loro lavoro si può fare in tanti modi però per farlo come fanno loro bisogna avere una formazione culturale che faccia capire che significato può avere esporre Rubens e Caravaggio in una condizione di questo tipo. Ma c'è una grande possibilità di bello. Io voglio dire due cose che ci sono accadute e una che ci accadrà.

Aver trasformato il Marco Aurelio da un gigante imprigionato in una stanzetta dove era ricoverato per ragioni di tutela, averlo portato in un'ala fatta per lui dentro ai Musei Capitolini, in una meraviglia di architettura contemporanea, ha avuto la forza di liberare questa meravigliosa testimonianza della nostra storia.

La seconda cosa, più piccola, è l'aver trasformato un luogo nel cuore di Villa Borghese dove prima c'erano degli uffici comunali in un Museo di arte contemporanea, il Museo Bilotti, incastonato come un piccolo museo di culto.

E invece la cosa più importante che faremo ed è con emozione che dico che riusciremo a fare qualcosa in città che corrisponderà ad una esigenza di milioni di visitatori. Ne abbiamo parlato con il Vaticano, insomma ci apprestiamo a realizzare insieme una struttura che superi l'attuale fruizione dei Musei Vaticani che comporta quelle file sotto la pioggia, sotto il sole, al freddo al caldo, una cosa che no n va bene in una città come Roma. E dunque l'idea è quella di realizzare insieme una importante porta di accesso a piazza Risorgimento di collegamento ai Musei Vaticani dove sottoterra si potranno avere tutti i servizi che sono necessari, dalle librerie ai servizi di ristoro, tutto quanto perchè milioni di visitatori possano andare ai Musei Vaticani nella condizioni che sono giuste.

E' esattamente questa la filosofia: tutelare e valorizzare il patrimonio che si ha. Io sono molto grato all'Associazione Dimore Storiche per l'immenso lavoro che fa di tutela soprattutto in una città come Roma, di una parte evidentemente straordinaria del nostro patrimonio architettonico e artistico. E sono anche molto contento della apertura e della generosità con la quale, lo dico in tempi in cui in molti settori difficilmente ciò che si ha si pensa di donare, in questo caso alla visita degli altri, la generosità con cui queste due famiglie, come le famiglie dell'anno scorso mostrano una parte di quello che hanno acquisito per farlo guardare in un contesto di valorizzazione complessiva nel contesto della città.

 

Walter Veltroni - 17 maggio 2006

 

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