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                                                                                               parole di sindaco 

Ara Pacis

Oggi succedono tante cose insieme a Roma. Oggi è una giornata speciale che cominciata stanotte a mezzanotte quando abbiamo salutato il natale di Roma nella nuova Fiera realizzata dallo studio Valle, un'opera
straordinaria che avrà degli effetti sull'economia e sulla vita delle imprese della città molto rilevante.
Oggi consegniamo alla città l'Ara Pacis e vorrei dire che si tratta di un momento importante nella vita culturale della città non solo per la bellezza del luogo in cui siamo ma soprattutto perchè si è messa in sicurezza l'Ara Pacis.
Questo è l'obiettivo da cui prese le mosse Francesco Rutelli, è l'obiettivo giusto che ha portato ad evitare, con una scelta coraggiosa, il rischio reale di un progressivo degrado della struttura del monumento che era
evidentemente stata immagazzinata dentro un edificio pensato nel 1938 che non teneva conto di una serie di fattori che si sono prodotti successivamente.

Oggi lì'Ara Pacis è in sicurezza, per oggi e per domani. questa è per noi romani probabilmente, sla cosa più importante. A questo si salda la bellezza di questo luogo, un intervento architettonico che non avrebbe avuto senso fare se non introducendo un elemento di novità. Ora,
quando si fanno cose nuove è ovvio che se ne discuta, è giusto che se ne discuta, sarebbe assurdo che così non fosse ma ci sono due tipi di discussione: c'è una discussione di ordine estetico culturale che è
sacrosanto, non c'è opera architettonica fatta nei centri storici delle città del mondo che non sia stata oggetto di una discussione. Vogliamo parlare della piramide del Louvre o dell'intervento fatto a Les Halles o del
Millenium Dome o delle tante altere cose che sono state fatte laddove la storia ha maggiori insediamenti?

Poi ci sono considerazioni che appartengono ad un'altra sfera. Noi oggi
dobbiamo fare uno sforzo per capire che questo luogo fantastico offre a Roma come ha detto Gianni Borgna, uno spazio espositivo in più, un ulteriore spazio espositivo che ci darà la possibilità di fare tante cose belle e importanti, un auditorium dove penso sarà particolarmente bello poter fare un convengo dentro l'Ara Pacis; al tempo stesso questo luogo è parte di un progetto di riorganizzazione di questa area. Noi dobbiamo immaginare questa area in maniera molto diversa da oggi: intanto dobbiamo immaginarla senza queste macchine che passano e con la
possibilità di pedonalizzare tutta questa area che è fuori dall'Ara Pacis fino all'affaccio al Tevere, un Tevere che è diventato navigabile, perchè questo è quello che faremo con un project financing per la costruzione del
sottopasso dell'Ara Pacis.
E poi a febbraio abbiamo deciso in giunta di lanciare un concorso per la sistemazione della piazza. Questo concorso sarà espletato a maggio e sarà un altro grande evento culturale.

Ecco, anche qui vale quello che vale per il Marco Aurelio ai Musei Capitolini. Il Marco Aurelio era nella stesso rischio di degrado, a rischio molto serio e per evitare questo rischio lo si era ricoverato in una stanzetta dove sembrava un gigante imbrigliato. Si è fatto un intervento di architettura contemporanea di primissima qualità fatto da Carlo Aymonino dentro il museo più antico del mondo, si è collocato il Marco Aurelio che, come posso dire, respira, respira come non poteva fare e si è unita questa doppia identità di Roma che oggi qui è confermata che è l'identità di una
grande città che ha come scopo ne' l'avvenirismo senza cultura, ne' la pura conservazione del passato. Le grandi città sono l'intreccio di una doppia dimensione: la salvaguardia e la tutela puntuale della storia, dell'archeologia, della ricchezza culturale ma anche la capacità di produrre il nuovo perchè la capacità di creare il bello non è finita cinquecento anni fa, la capacità di creare il bello è ancora assolutamente tra noi; e la città di Roma con la straordinaria partecipazione di architetti di tutto il mondo e di architetti italiani, giovani architetti italiani che stanno in qualche modo costruendo l'immagine di una Roma che è insieme antica e moderna vuole dire questo. E questo luogo è esattamente, insieme al Marco Aurelio, il simbolo di una Roma insieme antica e moderna.

Voglio ringraziare l'architetto Meyer anche per la grande attenzione che ha avuto, la sensibilità in tutti gli interventi che abbiamo fatto; al ringraziamento al maestro si unisce il ringraziamento a tutti gli operai che hanno lavorato giorno dopo giorno, che hanno costruito questa struttura straordinaria.

Un ringraziamento alla Sovrintendenza.

Non si fa mai nulla da soli, questo è il risultato di un lavoro collettivo che da oggi è a disposizione della nostra città. Grazie 

 

Walter Veltroni - 21 aprile 2006 - Natale di Roma

 

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