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21.11.2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             parole di sindaco

Presentazione dell'emporio della solidarietà

Io considero questo progetto, come altri che abbiamo fatto insieme spessissimo con la Caritas ma anche con altri soggetti, lo considero una parte essenziale di una idea di città; e non solo perché come è ovvio crea una condizione di maggiore opportunità e di minore ingiustizia sociale. Nel senso che mi sembra giusta l'idea che una associazione come la Caritas, le istituzioni e le imprese si stringano intorno al progetto di poter consentire a famiglie che vivono una condizione purtroppo di dramma diffuso, perché c'è sicuramente stata una riduzione delle risorse disponibili per le famiglie stesse, con tanti annessi e connessi, alcuni che riguardano i processi i processi di cartolarizzazione, l'aumento del costo degli affitti... potrei fare una sequenza molto impegnativa... ragioni per le quali spesso il sistema di vita di molte nostre famiglie è in una condizione di difficoltà.

L'idea di poter andare in un supermercato, in un emporio, chiamiamolo come vogliamo, e poter avere dei cibi da poter consumare in una condizione di gratuità con il meccanismo che stato descritto, è evidentemente una grande iniziativa, se volete al tempo stesso di solidarietà e di giustizia sociale, le due cose sono qualche volta separate e molto spesso vanno insieme.
Però c'è qualcosa di più di questo evidente significato, è nell'atto che c'è a monte di tutto questo ed è cioè il messaggio culturale che arriva attraverso questa iniziativa: un messaggio di lotta allo spreco che è una grande questione del nostro tempo. Crescono generazioni abituate a non avere più la misura del valore delle cose, abituati a vivere in un tempo nel quale sembra che tutto sia ovvio, a non avere quel senso della fatica della conquista delle cose e della loro salvaguardia e della loro non dispersione che è una parte essenziale della formazione di un cittadino giusto.
Allora la lotta alla cultura dello spreco insieme alla cultura del dono...

Cioè la cosa che mi piace di questo progetto è il fatto che ci sia uno scambio orizzontale; c'è evidentemente un impegno verticale di tutte le organizzazioni che qui sono presenti ma c'è anche proprio una dimensione orizzontale: è la piattaforma alimentare perché noi prendiamo dei supermercati e dei commercianti cose che porteremo all'emporio e gli sponsor che portano le loro cose, e i turisti...

Adesso capite perché abbiamo organizzato la notte bianca l'MBI: lo abbiamo fatto per aumentare il numero dei turisti e dunque aumentare il numero delle monetine delle quali dunque don Guerino Di Tora può disporre. E' tutto un piano di imbottigliamento orchestrato da Don Guerino e da noi e io vedo infatti che ogni volta che vede affacciandosi dal balcone tutti quei turisti e si frega le mani perché...
"sindaco, stanno discutendo delle finanziaria.."

Lasciamo perdere. Almeno le monetine ce le lascino.
Insomma, però è bello anche questo fatto delle monetine destinate alla Caritas, è anche bella l'idea dei molisani della monetine al virtuale, molto molto carina.

Cioè l'idea del dono.

Siccome qui tutto prendere e poco è donare,  l'idea che si può fare qualcosa, anche poco, per aiutare qualcun altro è bella; anche questo è una cultura controcorrente.

E poi il luogo dove tutto questo si svolge, santa Giacinta che è che diventata una cittadella della solidarietà e giustamente abbiamo voluto ringraziare il principe e la principessa Ruspoli con i quali da anni seguiamo questo progetto e con cui abbiamo avuto tante occasioni di incontro in loco.

Con Guerino insomma siamo dell'idea che più luoghi di questo genere si costruiscono in città più si hanno luoghi di solidarietà e di scambio meglio vive la città.

Io sono sicuro che una delle ragioni della sicurezza di Roma, della sicurezza diffusa, sta qui; non c'è sicurezza in città in cui chi non ha è abbandonato a se stesso, c'è più sicurezza in una città nella quale... non voglio fare del sociologismo, ma c'è una ragione sociale nelle cose che accadono, non accadono per una convergenza degli astri.

E in una città nella quale si ha la sensazione che qualche punto di ascolto c'è, c'è meno solitudine e se c'è meno solitudine e c'è anche meno insicurezza.

Allora vedete quante cose insieme stanno in un progetto come quello che Guerino ha illustrato e che io considero un progetto veramente esemplare. Raffaella Milano ha detto che ci piacerebbe che andasse fuori Roma e andasse andasse in altre città e magari andasse anche in altri paesi. Perché questo supermercato gratuito che sembra una contraddizione in termini e invece non lo è, questo supermercato gratuito e una parte di un'idea di Roma. Perché Roma soprattutto almeno per noi che siamo qui, è anche e soprattutto stare vicino a chi si trova in una condizione di sofferenza e sostenere ogni cultura fondata non sull'egoismo e il cinismo ma fondata sullo spirito della solidarietà e della comunità.

E questo progetto è quindi una specie di gemma di queste idea di città Grazie

 

Walter Veltroni - 21 novembre 2006


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