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                                                                                               parole di sindaco

Roma insieme a Torino capitale mondiale del libro 

Oggi comincia, anzi a mezzanotte comincia quello che per noi è l'anno del libro fra Roma e Torino, abbiamo voluto farlo insieme, abbiamo voluto farlo con due città, con il sindaco di Torino che ogni anno ospita il Salone del Libro, abbiamo voluto farlo mettendo insieme due città che hanno un'attenzione particolare a questa dimensione che peraltro, se si pensa, è abbastanza sparita da tutta la programmazione televisiva, non c'è più un programma che parli di libri, se ne parla molto raramente mentre fino a poco tempo fa c'erano tante occasioni durante le quali si poteva ascoltare quella bellissima cosa che parlava di libri. E tuttavia nonostante
questo o proprio per questo, le vendite dei libri, le vendite dei romanzi ma non solo i romanzi, aumentano consistentemente, almeno aumentano a Roma; a Roma siamo la prima città col più alto indice di lettura di tutta
Italia, non lo eravamo prima, lo siamo diventati.

Abbiamo aperto tante librerie in città, soprattutto tante librerie in periferia, 26 librerie in periferia, hanno aperto librerie in zone dove prima non c'erano, nei quartieri popolari dove hanno avuto un successo straordinario.

Abbiamo aperto tante biblioteche, l'ultima, ci tengo a dirlo perchè è quella a cui sono più affezionato, è una bellissima biblioteca ad Acilia dedicata ad un nostro scrittore, anche un mio amico, una persona alla quale volevo molto bene, Sandro Onofri che è la persona alla quale questa bellissima biblioteca moderna è stata dedicata.

Poi fra qualche giorno comincia il festival della letteratura con la partecipazione di tanti scrittori.
Questa iniziativa ha anche un'altra caratteristica che è quella di essere votata alla solidarietà. Tra poco conoscerete una persona che ha scritto un libro che dalla tragedia della tsunami, dalle testimonianze e racconti dei sopravvissuti. il libro servirà a finanziare progetti. Ed un modo bello di fare cultura.
Pensiamo che ci siano due simboli molto belli, almeno se io dovessi scegliere due immagini per raccontare la storia del secolo che si è appena concluso, la parte finale, sceglierei quella meravigliosa immagine che è al
tempo stesso televisiva, cinematografica e fotografica di quel ragazzo con le due buste di plastica davanti al carro armato sulla piazza Tienanmen che è in qualche maniera, per me, il simbolo della battaglia moderna per la libertà e per i diritti, e poi la bellissima immagine di Rostropovic che suona dentro la biblioteca di Sarajevo sventrata dai bombardamenti come a indicare la bellezza della testimonianza che attraverso la cultura si può far rinascere quella cosa che la cultura fa meglio di ogni altra l'idea del ponte, dell'incontro, della globalizzazione. Noi viviamo una cosa molto bella che è la possibilità di conoscere altre culture, altri linguaggi, altre esperienze, di sapere altre letterature, di vedere altro cinema e con il cinema altri paesaggi, di ascoltare altra musica... oggi siamo molto più colti musicalmente di quanto non fossimo trenta anni fa quando ignoravamo l'esistenza di una bellissima musica africana o di una musica asiatica che oggi invece conosciamo più da vicino. E tutto questo è ricchezza per noi. Quando sento ogni tanto delle grandi polemiche contro la cultura e purtroppo se ne sentono, c'è ancora qualcuno che quando sente la parola cultura mette un po' mano alla pistola; non si capisce non solo che si vive meglio in una società non dico più colta ma nella quale circolino più emozioni, esperienze, di storie, di linguaggi ma la cultura è anche per un paese come l'Italia il principale investimento su se stesso e anche cercare di accentuare, di sviluppare, di far crescere la cultura significa anche far crescere l'economia di un paese perchè un paese più colto è un paese che dal punto di vista economico sta bene. Oggi passando ho visto le file davanti alla mostra di Antonello da Messina, come ci sono per la mostra di Modigliani: quello è il segno di una vitalità intellettuale ma anche economica di una città e di una comunità.

 

Walter Veltroni - 22 aprile 2006 - Globe Theatre 

 

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