22/11/2005       chi siamo scrivici

             amici link

 

ViaVenetoRoma


Comune di Roma


Zètema


Upter


Atac Roma


LaScatolaChiara


Archivio

immaginiCinema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   accade a Roma

PIAZZA NAVONA
Piazza Navona libera dalle attività commerciali ambulanti è già più bella e più vivibile per tutti, per i romani e per i molti che vengono a Roma da tutto il mondo per ammirarla. Sono soddisfatto per l’ordinanza che abbiamo iniziato ad applicare nei tempi previsti e per il clima civile nel quale gli operatori della Polizia Municipale – ai quali vanno i miei ringraziamenti - hanno garantito l’esecutività delle decisioni prese dall’Amministrazione comunale. Abbiamo adottato i provvedimenti per il decoro di Piazza Navona con l’obbiettivo di salvaguardare la qualità e l’equilibrio artistico e architettonico di un luogo unico al mondo. Affermato concretamente e serenamente questo indirizzo, può proseguire il confronto con le altre categorie che operano nella piazza al fine di trovare, insieme, soluzioni alternative”.

 

e ancora a proposito di bambini...

Ogni anno muoiono per fame sei milioni di bambini. Dovrebbe essere la notizia principale per tutti i giornali del mondo. Ogni altra preoccupazione, nell’opinione pubblica e nell’attenzione dei governanti, dovrebbe scomparire di fronte a una tragedia che diventa perfino difficile afferrare nella sua dimensione. Quanti sono sei milioni di bambini? L’intera popolazione infantile del Giappone, ha detto il Direttore generale della Fao Jacques Diouf presentando il rapporto dell’agenzia. E’ come se ogni anno morissero i due terzi di tutti i bambini italiani con meno di 10 anni. E’ come se scomparissero nel nulla gli abitanti di interi paesi del pianeta.

Eppure sappiamo tutti che questa immane strage degli innocenti non dominerà i giornali, né le televisioni o le radio. Non, almeno, in questa nostra parte del mondo. A dircelo sono le cifre stesse che Diouf ha citato nel suo rapporto. Quelle cifre raccontano infatti, nel gelido linguaggio dell’economia globale, il disinteresse e l’insensibilità dei paesi ricchi. Gli Obiettivi del Millennio sono lontanissimi e il dimezzamento entro il 2015 delle persone che patiscono la fame è irrealizzabile a meno che non si verifichi una radicale svolta nella politica dei paesi industrializzati e delle grandi istituzioni finanziarie internazionali. Nel Sud America e nei Caraibi c’è qualche modesto progresso, ma la situazione continua ad aggravarsi di anno in anno nei paesi del Sud est asiatico e, soprattutto, nei paesi dell’Africa sub-sahariana.

Al quadro delineato dal Direttore della Fao vanno aggiunti, per quanto ci riguarda, i dati ancor più desolanti che leggiamo sulle statistiche di casa nostra. L’Italia era, con un miserrimo 0,17% del Pil che la collocava ben ultima nella classifica dei paesi industrializzati, lontanissima dall’impegno preso solennemente dai ricchi della terra di dedicare agli aiuti allo sviluppo almeno lo 0,70% del loro prodotto interno lordo. Ora, con i nuovi tagli decretati dal governo, l’esborso italiano si è ridotto ulteriormente e dovremmo essere a non più dello 0,12%.

E’ una cifra per la quale dovremmo provare vergogna. Un grave peccato di omissione contro le leggi della giustizia e della solidarietà. Ma anche un segnale di imprevidenza, di non comprensione di una realtà che pure è sotto gli occhi di tutti, anche di chi non è abituato a porsi problemi sotto il profilo della morale: il pianeta non può continuare a vivere portandosi dentro una simile ingiustizia. Se il divario tra ricchi e poveri continuerà a crescere, come sta facendo, il futuro sarà nero per tutti. Anche per quelli i quali ritengono che la morte di sei milioni di bambini non sia affare loro.

22 novembre 2005

 

cerca


soggettive


accade a Roma


la città futura


c'era una volta


città del cinema


for de porta


antichi sapori


Roma sparita


paroledisindaco