26.09.2007
parole di sindaco
DICHIARAZIONE
SULLA BIRMANIA
“Le notizie che arrivano dalla Birmania ci lasciano con il fiato sospeso e
ci fanno temere il peggio. L’annuncio della morte di un monaco è una notizia
che riempie di dolore e moltiplica la nostra preoccupazione per la sorte di
migliaia di persone innocenti. Spero davvero che la comunità internazionale
riesca in queste ore a bloccare la repressione delle proteste pacifiche.
Mi auguro che gli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che
già ieri si è appellato al capo del regime, vadano a buon fine per far sì
che Cina e India, i Paesi che hanno maggiore influenza sulla Giunta militare
birmana, costringano il governo di Rangoon a rinunciare all’uso della forza
armata contro i monaci e il popolo birmano.
Credo che Paesi importanti come la Cina, che è membro permanente del
Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e l’India, la più grande democrazia
asiatica, abbiano la responsabilità di far sapere alla Giunta militare
birmana che la Comunità internazionale non può accettare il ripetersi delle
violenze che sconvolsero il Paese nel 1988 e che l’uso della forza per
fermare le manifestazioni pacifiche di questi giorni comporterebbe gravi
conseguenze e l’intervento diretto del Consiglio di Sicurezza.
Se la situazione dovesse precipitare mi auguro che il Consiglio di Sicurezza
possa promuovere un’iniziativa urgente a sostegno di una missione immediata
da parte del Segretario Generale affinché convinca i generali birmani a
lavorare con il suo Inviato Speciale e avviare un processo reale di riforma
politica ed economica del Paese.
Un processo che deve includere l’incondizionato rilascio di tutti i
prigionieri politici, a partire da Aung San Suu Kyi, misure immediate che
aiutino economicamente la popolazione e l’inizio di un reale dialogo con
l’opposizione
Walter Veltroni - 26 settembre 2007