30.01.2007
parole di sindaco
Cari
amici,
vorrei esprimere la nostra forte
preoccupazione per la situazione di stallo che si è prodotta nell’ultimo
consiglio di amministrazione di Aeroporti di Roma chiamato ad approvare il
piano industriale e le linee di sviluppo per i prossimi anni. Sono mancati
due voti all’altissima maggioranza richiesta. Occorrevano dieci voti
favorevoli su dodici ed è bastata l’astensione dei quattro consiglieri
espressi dal socio australiano per bloccare il piano di sviluppo all’esame
del consiglio.
Fin qui sono stati ottenuti risultati davvero positivi. Nel corso del 2006
ci sono stati a Fiumicino 30 milioni e 200 mila passeggeri con un aumento
del 5,4% rispetto all’anno precedente. Il sistema aeroportuale romano nel
suo complesso ha servito oltre 35 milioni di passeggeri ed è al sesto posto
tra gli scali europei per volumi di traffico e dinamismo di attività
aeronautiche e commerciali. L’ultimo bilancio approvato certifica un utile
netto pari a 80,84 milioni di euro, con ricavi complessivi pari a 580,7
milioni di euro (+4,3%) e un margine operativo lordo pari a 261,1 milioni di
euro con un aumento di nuovo pari al 4,3% rispetto all’anno precedente.
Ottimi risultati che portano naturalmente alla distribuzione di utile agli
azionisti con un dividendo pari a 1,13 euro per azione.
A nessuno sfugge credo che per continuare ad ottenere risultati di questo
tipo ci vuole una rinnovata coesione nella compagine azionaria e un chiaro e
impegnativo piano di sviluppo che faccia crescere la capacità offerta a
Fiumicino e migliori i servizi per i passeggeri. Non si può certo pensare di
continuare a produrre utili solo sfruttando la posizione di vantaggio del
principale scalo italiano o magari rifugiandosi nella prospettiva di
tagliare i costi. Occorre impegnarsi per essere in condizione di rispondere
al meglio alla domanda crescente. Occorrono investimenti e con tutta
probabilità anche nuovi capitali da immettere nella società.
Il sistema aeroportuale romano è un bene prezioso. E’ una infrastruttura
strategica di importanza fondamentale per la nostra città ma anche per
l’intero paese e va tutelato e valorizzato nel modo più opportuno. Lo scalo
di Ciampino va riportato entro limiti che siano compatibili con il rispetto
che dobbiamo alla salute di chi vive intorno a quell’aeroporto e Fiumicino
va invece attrezzato sempre di più come quel grande scalo europeo che già è.
Bisogna puntare ad accogliere 45 – 50 milioni di passeggeri nel medio
periodo e guardare se possibile ancora più avanti. Dobbiamo farlo per
rispondere alle stime di crescita della domanda di trasporto aereo e agli
aumenti continui dei flussi turistici verso la nostra città.
Occorre quindi programmare il futuro dello scalo di Fiumicino e in questo
progetto di ampio respiro non può non trovar posto anche un’attenzione forte
alla nostra principale compagnia aerea. Alitalia ha tutte le potenzialità
per uscire dalla difficilissima crisi nella quale si trova e deve poter
trovare le condizioni per operare in modo opportuno sul principale scalo
italiano. Fiumicino potrà crescere al meglio se continuerà ad accogliere le
compagnie straniere che chiedono collegamenti su Roma ma anche se sarà
sempre di più lo scalo di riferimento di Alitalia che torna su un percorso
di risanamento e di rilancio.
La posta in gioco è troppo alta e impone di uscire dalla situazione di
stallo in cui si è trovato lo scorso consiglio di amministrazione. Non si
può ritardare ulteriormente lo sviluppo del principale aeroporto italiano.
Faccio perciò appello al vostro senso di responsabilità e alla vostra
capacità di cogliere tutti gli aspetti della situazione per arrivare con
urgenza ad una decisione forte e condivisa sul piano industriale e far
partire al più presto gli investimenti dei quali Fiumicino ha bisogno.
walter veltroni - 29 gennaio 2007