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                                                                                                parole di sindaco

Walter Veltroni di nuovo Sindaco di Roma

Io questa sera essendo uno che rispetta gli accordi, soprattutto gli accordi con chi si è preso cura di me potrò dire poche parole e mi dispiace perchè mi verrebbe voglia di ragionare insieme su questo risultato straordinario. A proposito, penso vi possa far piacere, l'ultimo dato reale, non le proiezioni, non gli exitpol, al 30% dei seggi scrutinati dice che siamo 61 a 36,59. io penso che non ci mancherà occasione insieme per riflettere su qualcosa di grande che è successo nella nostra città nel corso di questi anni, qualcosa di grande che è cominciato appunto nel '93, che poi è continuato e che da cinque anni a questa parte ci vede vincere ogni volta le elezioni nelle quali siamo chiamati a cimentarci. Ma stasera non è per l'occasione di una considerazione di carattere politico; per me è l'occasione per dire semplicemente questo, l'ho detto oggi nella breve dichiarazione che ho fatto appresi i risultati del voto. Questo risultato non è il frutto di una campagna elettorale concitata; è il frutto di 1500 giorni di lavoro, millecinquecento giorni di lavoro dalla mattina alla sera di tutta una coalizione, di una giunta, dei presidenti i municipio che voglio salutare. Spero che potremo registrare un risultato importante anche nei municipi quando domani si saranno conosciuti i dati.

Millecinquecento giorni di lavoro nella città, nel profondo della città. Vedete la cosa più sbagliata che è stata detta, tra le tante cose sbagliate di questa campagna elettorale è stato non capire che c'era qualcosa di profondo nel legame tra la nostra esperienza di governo e il cuore di questa città. E quello che mi fa più piacere e mi conferma nell'orgoglio di essere romano è il fatto che in una campagna elettorale nella quale si è cercato, devo dirlo, con aggressività, di far leva sull'istinto... come posso dire... più chiuso, in qualche misura più egoistico sollecitando tutti quegli argomenti su cui si poteva immaginare ci fosse una reazione istintiva, i cittadini romani hanno risposto con una straordinaria razionalità, con una straordinaria saggezza. E hanno dato quasi il 62%, speriamo, se questi dati saranno confermati sarebbe un risultato clamoroso, alla coalizione che ha fatto esattamente il contrario: per cinque anni in questa città noi abbiamo cercato di cucire, abbiamo cercato di convincere, abbiamo cercato di motivare sul fatto che una città non è un agglomerato di persone l'una contro l'altra armata ma è una comunità nella quale si cerca di far valere le ragioni e i diritti secondo un principio che è la partecipazione, la decisione comune, la costruzione delle scelte . E' stato questo il nostro lavoro di questi anni. E il modello romano del quale noi parliamo, Goffredo, Francesco, io e tanti altri, Piero ed Enrico che ora hanno questa funzione importantissima e della quale tutti ci gioviamo, che cos'è alla fine il modello romano? Il modello romano è la sintesi della capacità di modernizzazione e della coscienza sociale; è la capacità di far stare insieme ciò che altri non riescono a far stare insieme e cioè l'idea che una società cresce, si innova, si trasforma solo esclusivamente se riesca a volgere lo sguardo nei confronti di chi soffre, di chi si trova nella condizione di disagio, di chi ha bisogno di aiuto, di chi deve combattere la solitudine. E' questo che lo schieramento a noi avverso non riesce a fare. E guardate, il dato interessante di queste elezioni, è la crescita anche rispetto alle politiche del nostro consenso e il calo del consenso dello schieramento avverso; il che vuol dire che ci sono molti elettori o che hanno deciso di non andare a votare perchè non sono stati convinti dal messaggio che è venuto, oppure elettori che hanno votato per uno schieramento magari diverso da quello a cui fanno riferimento ma perchè hanno visto in quello schieramento una capacità di unire, persino un tono di voce.

Ogni tanto qualcuno mi ha detto in questi anni "ma perchè..." No.

Perchè non reagisci, perchè non rispondi... e avete visto in questi mesi quante ne sono state dette e anche veramente di spiacevoli e io non l'ho mai fatto, non l'ho mai fatto perchè penso che questa sia la carta vincente in un paese che ha bisogno do unità, di serenità, di spirito di ricostruzione. Penso che carta vincente sia cercare di tenere unite le generazioni, il centro e la periferia,  i giovani e gli anziani dentro un processo di modernizzazione che però guardi in primo luogo alla promozione, che abbia il coraggio di innovare, di cercare e di dare fiducia, di accendere speranze e di costruire un clima di comunità. In fondo è quello che abbiamo fatto a Roma nel corso di questi anni.

E se posso dire e concludo, quello che mi ha fatto più piacere di questo risultato elettorale poi domani avremo modo di esaminarlo nel merito, quartiere per quartiere ma c'è un dato che balza agli occhi ed è per me il dato più importante di questi cinque anni di lavoro per i quali devo dire molti grazie; un grazie l'ho detto stamattina ai miei colleghi della giunta, a tutti i sedici assessori della giunta comunale, io gli ho regalato una maglietta oggi, in verità gli ho scritto "grazie per questi anni meravigliosi". In verità avevo pensato quando stavo in questi giorni diciamo di riposo ad un'altra cosa da scrivere, avevo pensato di scrivere sulla maglietta "sono sopravvissuto alla prima giunta Veltroni". Però mi sembrava una cosa presuntuosa perchè avrebbe già postulato il fatto che ce ne sarebbe stata una seconda. Ma con gli assessori ai quali ho chiesto a tutti un impegno particolare, anche, mi rendo conto, essendo ogni tanto troppo esigente, si salda la meravigliosa...

dovete saperlo, perchè si parla tanto dei partiti, degli egoismi eccetera, e lo dico per oggi e per domani,  e lo dico anche ai partiti. Com'è che si conquistano i voti? Com'è che si ottiene il massimo del consenso? Non animando ciascuno la sua bandiera ma unendo le bandiere in una grande coalizione. E' così che ciascuno cresce, non con gli egoismi ma attraverso la capacità di promuovere e di far vivere le ragioni coesive, culturali, politiche, programmatiche e ideali che ci tengono insieme. Mai, mai in questi anni c'è stata una polemica, un conflitto, una tensione. E io voglio ringraziare il coordinatore della maggioranza Silvio di Francia e tutti i capigruppo che sono qui. Ma un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere al vicesindaco di Roma, a Maria Pia Garavaglia per il lavoro fantastico che ha fatto in un settore, quello del turismo, nel quale Roma ha raggiunto risultati straordinari, per il suo stile, la sua lealtà, la sua serenità personale.

Infine fatemi solo dire questo: un grazie ai volontari, l'ho detto telefonando al Palladium, grazie alle centinaia soprattutto di ragazze e ragazzi. Non è vero che le ragazze e i ragazzi non si appassionano per la politica, spesso è vero il contrario. Ma con loro voglio dire grazie alle elettrici e agli elettori di Roma. Veramente un grazie sentito. Se più del 60% dei romani che hanno voluto partecipare a questa consultazione elettorale hanno deciso di votare, io credo che questo sa da parte mia la ragione di un ringraziamento profondo perchè il messaggio che noi abbiamo mandato era un messaggio non semplice in tempi come quelli che viviamo.

E tuttavia questa città, questa meravigliosa città, questa città generosa e splendida, questa città da far innamorare ogni volta che la guardi, questa città fatta dei portantini del policlinico Gemelli e dei ragazzi che si svegliano e studiano e cercano un futuro, fatta delle ragazze dei nostri quartieri che fanno vivere nelle ludoteche e negli asili nido un rapporto assolutamente straordinario di carattere educativo con i bambini, agli anziani dei nostri centri anziani, questa città colta e capace di senso dell'umorismo, questa città mai chiusa, questa città aperta che ha sempre dimostrato anche in questi anni di saper fare dei miracoli per il proprio paese, di sapersi fare in quattro e di saper essere capitale. Ora nessuno dice più,  pena possibile per questa affermazione può essere quella di essere presi in giro, nessuno dice più Roma ladrona.

Oggi Roma è la locomotiva del paese e noi oggi guardando qui, guardando intorno, guardando a tutte le persone che stanno lavorando nel nuovo governo del paese, possiamo dire: adesso le locomotive devono essere tante e devono tirare tutte nella stessa direzione come ieri perchè le istituzioni non hanno colore, tutte nella stessa direzione e la direzione deve essere l'interesse del paese.

A Romano Prodi, al suo sforzo particolarmente impegnativo, a tutti i suoi ministri, alla coalizione, ai sindaci neoeletti o rieletti ai quali ho telefonato prima di venire qui, a Sergio Chiamparino e a Rosa Russo Jervolino, io voglio dire solamente questo: la nostra grandezza sarà nel non essere di parte, la nostra grandezza sarà di non sentirci una parte di uno schieramento ma sentirci una forza capace di rivolgersi, di parlare, di coinvolgere, di conquistare o comunque di persuadere della giustezza del modo in cui lavoriamo anche chi la pensa diversamente da noi.

Questo è il senso ultimo di questo voto e a tutti voi ancora una volta in questa piazza in cui abbiamo celebrato tante delle nostre feste, io posso dire grazie e posso solamente dire che, non proprio da domani magari, ma tra qualche ora ci rimboccheremo le maniche e torneremo a lavorare per la più bella città del mondo.

Grazie.

 

Walter Veltroni - 29 maggio 2006

 

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