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                                                                                               parole di sindaco

Il Festival della Filosofia

Due cose, una di merito e una che riguarda un po' il senso che ha la scelta un Festival della Filosofia o "di Filosofia" a Roma.

Intanto la scelta di avere una riapertura dell'attenzione di massa sul tema della filosofia, cioè su quello che a me sembra una delle chiavi, non la chiave, una delle chiavi attraverso cui sia possibile razionalizzare e sistematizzare, spiegarsi almeno una parte dei grandi accadimenti che sono sotto i nostri occhi e la cui velocità, la cui radicalità degli effetti di trasformazione è tale da rendere assolutamente difficile l'utilizzazione dei vecchi utensili per capire la società nuova. Ci sono tante cose sul piano etico, su piano delle culture, sul piano religioso, sul piano del rapporto tra individuo e collettività, sul piano del rapporto fra cittadino e istituzione che si sono radicalmente trasformate nel breve volgere di qualche anno. Penso che l'accelerazione impressa, per esempio al rapporto tra dialogo e conflitto, al tema del rapporto tra unicità e diversità dopo il 2001, sia impressionante, qualcosa che noi stentiamo a razionalizzare, sistemare e penso che sia venuto il momento di riaprire le porte e le fnestre all'irruzione della filosofia come unna delle chiavi, ripeto, per interpretare un tempo di radicale, grandissima mutazione. E siccome sempre di più la nostra vita pubblica è alimentata da banalità leggere, c'è bisogno invece di creare molteplici occasioni per incontrare cose più grandi; le persone che avete visto nel programma, da Massimo Cacciari, da Galimberti a Scalfari e cito solo a memoria in modo tale che, essendo a memoria, nessuno possa considerarsi non citato, abbiamo bisogno di far incontrare il maggior numero di persone con il grande desiderio della riflessione. Roma secondo me è molto matura, soprattutto fra le giovani generazioni c'è giustamente, legittimante un grande bisogno di razionalizzazione che le generazioni precedenti assolvevano sia utilizzando i classici della filosofia, e quella forma di derivazione un po' forzata della filosofia che era l'ideologia e la politica; adesso in assenza di questi due strumenti, la dimensione del primo, la filosofia, è assolutamente rilevante. E il fatto che sia praticamente sparita la filosofia dal dibattito corrente, dalla riflessione, persino dalla frequentazione... perchè è chiaro che chiamando in causa categorie di interpretazione della realtà più complesse di quelle normalmente utilizzate per leggere e non per interpretare quello che accade è ovvio che è più difficile scalare quella montagna, è più facile camminare in piano però ogni tanto per capire bene la vita bisogna scalare le montagne.

Questa è la prima considerazione che spiega perchè abbiamo voluto fare un Festival della Filosofia ed è un'idea che è diventata un crocevia di proposte che ci sono venute da Giacomo (Marramao) e da Paolo (Flores d'Arcais) ed essendo le due persone che sono con Giacomo e Paolo siamo riusciti a fare un lavoro di sintesi e oggi credo che possiamo presentare una proposta di primissima qualità.

La seconda considerazione è questa: noi abbiamo un sistema di Festival e un sistema di Case. Abbiamo fatto le Case per molti temi tutte con grandissimo successo. Io ricordo quando cominciammo a lavorare su questa questione delle Case, c'erano grandi dubbi, incertezze e invece vanno una meglio dell'altra il che vuol dire che c'è una voglia molto maggiore di quanto noi pensiamo di cultura di riflessione. I festival: noi abbiamo cominciato il Festival della Letteratura con il successo che sappiamo e che quest'anno lo riavrà sicuramente, il Festival della Fotografia, abbiamo fatto il Festival della Scienza all'Auditorium con Goffredo (Bettini) e con Carlo (Fuortes), abbiamo avuto 20mia presenze a sentire dibattiti complicatissimi, lezioni magistrali sul tema della scienza. Andate a vedere, ma io sono convinto che troverete migliaia di persone soprattutto di ragazzi ai dibattiti previsti dal Festival della Filosofia, mi sbaglierò ma penso di no. Sarà un grande successo e quindi anche questo è un sistema: Festival della Letteratura, Festival della Filosofia, Festival della Scienza. E l'anno prossimo mi auguro di fare, questa è una mia fissazione ma ci devo riuscire, il Festival della Matematica. Penso che nella matematica siano racchiuse tantissime chiavi anche lì di interpretazione, che la matematica abbia una storia meravigliosa, che i matematici sono dei grandi divulgatori, c'è una letteratura fantastica applicata alla matematica, di grande successo, dal "Teorema di Kemet" fino allo "Zero", alle biografie dei matematici che sono cose meravigliose, perchè i matematici sono dei pazzi poetici e meravigliosi. Quindi l'anno prossimo dobbiamo riuscire a fare questo. E poi abbiamo l'idea di fare le Olimpiadi dell'Architettura.

Però questo a che cosa serve? Serve a far vivere nella città un clima culturale ancora più grande che non può essere dato solo dai luoghi della nostra cultura, ma deve essere dato anche dalle occasioni, dalle opportunità. Questa è una parte del successo economico e turistico di Roma, non solo soltanto relativamente alla qualità della vita - si vive meglio in una città colta piuttosto che in una città incolta, tutti vivono meglio, pure quelli che non frequentano il Festival della Filosofia - ma le file che si fanno per Antonello da Messina o Modigliani sono la testimonianza di una città viva da punto di vista culturale. Adesso a teatro ci sono talmente tante cose, da Le Cirque du Soleil al nuovo spettacolo di Gigi Proietti per dire anche cose fra di loro molto diverse, che fanno una stagione teatrale fantastica. Fra un po' Sonny Rollins sarà all'Auditorium e Fuortes, che pensa che io sia malato di una malattia per la quale abbiamo aperto nove centri di terapia mi ricorda la Festa del cinema che avverrà nel mese di ottobre e che naturalmente costituisce di tutto quello che ho detto il punto di maggiore enfasi ma diciamo tanto più importante dentro questa strategia che è una strategia di promozione della cultura, della risposta alle grandi domande, del rapporto tra i giovani e il pensiero nelle sue varie forme, ma è anche una grande leva di crescita e di sviluppo della città per chi ha della crescita e dello sviluppo l'idea che noi cerchiamo di avere che è un'idea che cerca di tenere insieme qualità e quantità.

Grazie ad Andrea Kerbaker perchè veramente con Telecom abbiamo un rapporto straordinario di collaborazione; non per caso Andrea Kerbaker oltre ad essere uno dei massimi dirigenti di Telecom, è un intellettuale e uno scrittore raffinatissimo, amante dei libri, suggerisco la lettura del suo "Cento libri" così ho fatto anche uno spot... e ringrazio ovviamente l'Auditorium che con Goffredo e Carlo ha preso questa dimensione, il luogo dove tutte le cose belle si incontrano e tra le cose più belle c'è il dubbio e il pensiero che sono esattamente le due cose alle quali la filosofia fa riferimento.

 

Walter Veltroni - 2 maggio 2006

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