08.10.2006
parole di sindaco
Premiazione dei 60 ragazzi Rom che hanno conseguito la licenza media
Solo poche parole che sono queste. Mi fa molto piacere che Roma sia la città che fa di più in Italia per l'integrazione della popolazione nomade. Noi nel giro di cinque anni abbiamo quasi raddoppiato il numero dei ragazzi che sono entrati nel circuito. che hanno vissuto l'esperienza della scolarizzazione con risultati assolutamente positivi, ci sono ragazzi che vanno alle superiori e che andranno probabilmente all'università.
Questo percorso di integrazione è per noi è essenziale, è il modo attraverso il quale, pur rispettando le radici e la storia e la cultura di ciascuna comunità, si può favorire quel processo di conoscenza, di scambio e di relazione, di incontro che avviene in primo luogo all'interno della scuola;: più ragazzi dei campi no0madi vanno nella scuole e meglio è, per i ragazzi stessi e per tutta la città.
Come voi sapete il nostro atteggiamento è questo: braccia non aperte, dei più, il massimo sforzo di integrazione nei confronti di tutti coloro che vogliono stare nella nostra città col desiderio di provarci, di avere un chance di vita e di integrarsi nel rispetto delle diversità. Naturalmente invece siamo e dobbiamo essere severi contro tutti cioloro i quali compiono reati o fanno cose che sono in qualche misura di turbativa per la sicurezza di tutti e in primo luogo per la vostra sicurezza. però il progetto per l'integrazione, e voglio ringraziare qui le cooperative che se ne sono occupate, le organizzazioni sociali, le associazioni che hanno curato questo lavoro, ci ha dato risultati molto belli. Erano poco più di mille ragazzi, ora sono oltre duemila trecento; è una cifra importante in una città che ospita diverse migliaia di nomadi però è il segno di un lavoro che deve andare avanti. Miglioramento dei campi, responsabilizzazione, perchè c'è anche un problema di responsabilizzazione di chi nei campi sta, e al tempo stesso processo di integrazione attraverso la scolarizzazione. Potete star certi che noi continueremo e continueremo con i vostri fratelli minori. Grazie di essere venuti
Walter Veltroni - 6 ottobre 2006