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                                                                                                parole di sindaco

Seconda conferenza sul turismo

Intanto fatemi  dire del grande lavoro che Maria Pia Garavaglia ha fatto in questi anni. Non è usuale svolgere con migliaia di persone un incontro sul turismo. Siamo cresciuti piano piano. l'anno scorso eravamo nella sala 700, quest'anno siamo qui, l'anno prossimo evitiamo la sala da 2800 posti perchè se no ci montiamo la testa. Però questo è il segno della consapevolezza che, almeno a Roma abbiamo, che non stiamo parlando di un settore, stiamo parlando di una delle più importanti politiche che si possano fare in una città per assicurare lo sviluppo e a crescita di una comunità. Abbiamo raggiunto dei risultati molto importanti ma non siamo qui per guardarli; certo siamo qui per riflettere, io penso che ragionevolmente i risultati che abbiamo raggiunto ci diano fiducia e cioè ci diano la possibilità di pensare, di immaginare che questa curva della crescita del turismo a Roma che obiettivamente è abbastanza impressionante possa ulteriormente continuare a crescere. Io penso che nel prossimo quinquennio la città debba porsi l'obiettivo di arrivare a 20 milioni di presenze turistiche. Oggi siamo a 16 milioni e ottocento mila; è ragionevole pensare che continuando su questa linea si possa arrivare a venti milioni. Il dato che noi abbiamo di fronte è un dato abbastanza chiaro. Stiamo ai dati. Dicono due cose molto semplici, dicono che tra il 2003 e il 2004 per gli arrivi turistici l'Italia perde il 6,4, guadagna lo 0,1 la Francia, il 3,4 la Spagna, guadagnano l'11,8 gli Stati Uniti, il 26,7 la Cina, cresce del 12,3 l'Inghilterra, del 40,4 Hong Kong, del 10,5 il Messico, del 9,5 la Germania, del 1,5 l'Austria. Cioè delle prime 10 mete turistiche del mondo l'Italia è l'unica che cala del 6,4%. Sta dietro a paesi come la Francia e la Spagna con i quali dobbiamo considerarci in ovvia e naturale competizione.

Nello stesso periodo, dal 2003 al 2004, Roma cresce del 6,1%. L'Italia cala del Roma cresce. E' un dato sul quale vale la pena di fermarsi a riflettere solo per capire
come è potuto accadere. E' potuto accadere perchè c'è stata la consapevolezza che questa è la sfida centrale per il destino della città e quindi si sono impegnate risorse pubbliche e private per favorire la possibilità che Roma diventasse una meta turistica appetibile. Questo non avviene mai suonando solamente un tasto del pianoforte ma suonandone tanti, cercando di mettersi in condizioni di offrire qualcosa di appetibile al turista potenziale; e l'area dei turisti potenziali deve essere la nostra ossessione perchè è ovvio che se Parigi ha più di trenta milioni di presenze turistiche non si capisce perchè noi non possiamo ambire a raggiungere in un certo periodo di tempo un risultato analogo.

Cosa ci manca rispetto a Parigi? Dal punto di vista delle bellezze storiche,
architettoniche, artistiche, archeologiche, archeologiche ancor di più, non manca nulla. Abbiamo in più altre cose, faccio un esempio: il mare. Parigi non essendo come Bari non ha il mare.

Abbiamo una vita culturale per la quale oggi, l'ho potuto misurare in occasione del gemellaggio con Parigi; noi siamo guardati con grande rispetto, con grande attenzione da quella città dove, quando andammo con l'allora vice sindaco Gasbarra, sentimmo dai membri della Giunta che la stragrande maggioranza dei parigini non veniva da anni a Roma perchè diceva di esserci già stata. E quindi era l'idea della città museo, "ci sono stato una volta, l'ho vista non ci torno più".

Tutto lo sforzo di questi 5 anni, penso anche a tante discussioni, è stato quello di creare energia a Roma. E l'energia la si crea in tanti modi, la si crea grazie a quello che fa Mons. Andreatta (opera romana pellegrinaggi) con lo sforzo che viene compiuto per dare forza e buona organizzazione al flusso dei pellegrini, lo si fa con la navigazione sul Tevere, lo si fa con gli autobus a due piani che è stata una piccola trovata ma che oggi costituisce anche per il nostro sistema di trasporto pubblico non solo un'opportunità turistica ma anche un guadagno perchè i bus a due piani come tutti vedono sono sempre pieni; si crea energia con l'attività culturale, con un'offerta culturale che non solo è cresciuta molto ma deve crescere ancora di più.

Io so che c'è spesso un certo odio per la cultura, la sensazione che la cultura dia sempre fastidio e che sia considerata uno spreco. Si dice "quelli spendono per fare una mostra". E infatti spendiamo per fare una mostra e facendo una mostra portiamo i turisti e portando i turisti facciamo più ricca la nostra città.

Come è potuto accadere che da una parte si scende e dall'altra si sale? Qual'è stato il differenziale? E' stato l'immagine della città.

L'immagine di una città energica., giovane, moderna, che fa iniziative, che ha una sua vitalità per la quale diventa una meta turistica. Una città fatta di notti bianche, fatta di mostre di Antonello da Messina come quella che si aprirà fra qualche tempo, fatta dalla Casa del Jazz, dalla Casa del Cinema, ma poi è fatta anche dell'architettura contemporanea, di trentamila turisti che vengono a vedere la chiesa di Mejer a Tor Tre Teste; e poi è fatta dell'Auditorium. Guardate che il caso dell'Auditorium è un caso straordinario, il merito è di Goffredo Bettini, di Carlo Fuortes, di tutti coloro che lavorano qui dentro ma questa macchina qui, quand'è partita tre anni fa c'erano profezie di sciagura di vario tipo. Prima c'era la profezia che non si sarebbe mai aperto, poi c'era la profezia che sarebbe andato male economicamente, poi la profezia che avrebbe divorato tutti gli altri, Sempre in negativo, questo è un paese nel quale la cosa migliore che si può fare nella vita è non fare niente. Qualsiasi cosa fai c'è una platea di gufi che spera che quello che fai fallisca, una sorta di maledizione italiana.

E invece bisogna fare, bisogna avere il coraggio di fare, bisogna prendere decisioni, mettere le firme, avere la voglia di vedere realizzate delle cose, il coraggio di ossessionare finchè non si siano realizzate le cose.

Questo fa l'energia di una città.

E quando l'auditorium può dire di essere diventato in tre anni l'istituzione culturale europea che stacca il maggior numero di biglietti e anche quella che ha il maggior livello di autofinanziamento, a questo risultato straordinario fatto solo coi soldi nostri perchè non ci da una lira nessuno dello Stato. Quando dico "nostro" non intendo dell'amministrazione, per me la parola nostro, che è la parola più bella in un mondo in cui ognuno dice solo io, è nostro, cioè delle persone che sono qui;  tutte, nessuna esclusa, hanno il merito di quello che è accaduto, non è il merito di una amministrazione, non è merito di persone se non della stima di squadra, di concertazione che c'è in questa città, Con Andrea Mondello, come è stato ricordato, l'Auditorium ha potuto conoscere una fase di ulteriore sviluppo. Con la Camera di Commercio abbiamo fato la Notte Bianca che ha
avuto un effetto turistico straordinario. Voglio fare un esempio: sfogliavo un rapporto annuale e notavo che sulla carta il comune di Milano - lo dico perchè siccome si parla molto in questi giorni, e poi in questi giorni arriva la campagna elettorale e purtroppo parlano anche tutti quelli che non si sono occupati delle cose delle quali parlano - il comune di Milano spende in termini assoluti per cultura più soldi di quanto spende il comune di Roma.

Posso azzardare a dire che noi, per l'effetto che questo ha, li spendiamo bene? Noi siamo ormai una specie di... devo misurare le parole se no mi viene sbagliata, ma insomma noi siamo a caccia di soldi tra i privati per fare iniziative culturali, perchè sappiamo che questi soldi che arrivano, poi producono ricchezza. Noi abbiamo portato, lo ripeto ancora una volta, con una punta di orgoglio e anche un po' di malinconia, grazie a questo incremento turistico, abbiamo portato cento milioni di euro in più quest'anno alla casse del ministero dell'economia.

Ma ricadute sulla città zero, non una lira. Ed è chiaro che un milione e mezzo di turisti sono un problema in più, sono un problema evidentemente della nettezza urbana per dire una cosa e ne potrei citare altre. Il senso e la ragione del successo della nostra esperienza sta in tutte queste cose. Sta nell'aver creato evidentemente tutti insieme un'immagine della città ma sta anche nel lavoro che hanno fatto le nostre imprese del settore. Sta nel fatto di essere la città più aperta in Europa per i negozi - qui la mattina alle nove trovi i negozi aperti, li trovi la sera alle otto, li trovi il sabato e la domenica, in altre città , grandi città europee sfido fino alle dieci e mezzo di mattina a trovare un negozio aperto.
E' merito evidentemente della qualità della nostra accoglienza alberghiera ma qui dobbiamo fare di più, i risultati ci dicono che siamo nella giusta direzione ma dobbiamo fare di più.

E che cos'è questo di più che noi dobbiamo fare?

Intanto ci sono degli aspetti strutturali che sono importati.

Il primo aspetto riguarda l'encoming cioè come facciamo ad avere più persone che arrivano. Qui è stato posto il problema degli aeroporti. Noi abbiamo Ciampino che va benissimo, guardavo i dati degli arrivi, sono dati certi, quest'anno noi aumentiamo rispetto al gennaio dell'anno scorso che era già un anno di incremento, aumentiamo fra Fiumicino e Ciampino di più del 6%, 6,3 %. Quindi vuol dire che la tendenza continua anche perchè se i turisti vengono a Roma e si trovano bene, racconteranno e non c'è miglior promoter turistico dei turisti soddisfatti dell'accoglienza ricevuta.

Però noi abbiamo una possibilità di espansione molto maggiore. Anche qui si è fatta una campagna nei confronti del low coast sbagliata; si pensava che i low coast fossero una specie di disperati del turismo i quali avevano raccolto quei 9 euro e 99 per fare il viaggio, arrivavano qui, dormivano sotto i ponti e se ne andavano. Non è così. Il costo del trasporto aereo consente, come è stato detto, di utilizzare meglio i soldi per avere un'accoglienza alberghiera migliore, poter comprare di più dentro ai negozi, per poter andare di più manifestazioni culturali; si considera, ma diciamoci la verità, legittimamente si considera, il trasporto come una cosa necessaria ma non è che quelle due ore ti cambiano la vita; lo fai spendendo il meno possibile, arrivi in una città e ha i evidentemente economizzato le risorse per poter stare meglio. Chi di fronte all'alternativa tra poter spendere 10, 20 o 30 euro o spenderne 200 spende semplicemente senza ragionarci? Ce ne sono, beati loro; ma per le famiglie medie di tutta Europa non è così. Quindi il low coast va implementato non va combattuto, più low coast c'è e meglio è.

Poi bisogna dire che più compagnia di bandiera c'è e meglio è e qui fatemi dire: c'è una nostra la nostra compagnia di bandiera: della quale degli irresponsabili si augurano il fallimento, irresponsabili perchè non c'è un grande paese europeo che non abbia una grande compagnia di bandiera, e augurarsene il fallimento significa volere altre cose.

Noi abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera forte e moderna. Perchè una compagnia di bandiera deve vedere tutto quello che si muove intorno a lei come una specie di oggetto sul quale sparare? Ci deve essere quel grado di modernità che consente alla compagnia di bandiera nelle dinamiche della domanda che c'è da parte dei viaggiatori e naturalmente questo ha delle ricadute sui trasporti. Fiumicino è un aeroporto che funziona e che si può sviluppare, diversamente da altri aeroporti dei quali non faccio il nome, che funzionano meno e che fanno fatica a svilupparsi anche per la loro collocazione in rapporto all'abitato. Fiumicino ha il mare, può svilupparsi tranquillamente, può crescere però bisogna aiutarlo a crescere. Erano previsti finanziamenti per il nuovo molo di Fiumicino: che fine hanno fatto?

E soprattutto, giustamente è stato fatto l'esempio di Madrid, è possibile che Roma non debba essere la porta europea più vicina al Medio Oriente, all'Africa così come per ragioni storiche Madrid può essere il punto di relazione con l'America Latina?

Ma è tutto un settore nel quale noi non ci siamo. La riduzione di rotte medie e transoceaniche che c'è stata su Fiumicino è del tutto irresponsabile. Io ho fatto più volte l'esempio del volo Cracovia - Milano per dire che non ha molta ragione visto che buona parte dei pellegrini che da Cracovia vengono in Italia, vengono a Roma per rendere omaggio a Giovanni Paolo II. Lo dico perchè c'è di mezzo la politica. Ecco un rapporto fra pubblico privato sbagliato; cioè pensare che tu forzi un'idea che è strategica per il paese: "siccome noi da un punto di vista elettorale siamo più insediati lì allora portiamo lì le attività". Milano e Roma non sono in competizione, non devono essere in competizione, anzi la loro reciproca forza sta nel non essere in competizione. Hanno coltivato ciascuna una vocazione.

L'idea di trasformare Milano e Malpensa in un hub che portasse Milano nel resto d'Europa, si è dimostrata impraticabile per la distanza di Malpensa dal centro abitato di Milano, per la difficoltà costituita sul quel terreno che Francoforte, Parigi e persino Briuxelles riescono ad esercitare,.

E dunque bisogna avere un'idea nazionale, un'idea di paese, di sistema Italia così come bisogna avere una politica del turismo, una politica nazionale che non significa necessariamente ripristinare il Ministero del Turismo, significa anzi pensare sempre di più questa competenza dentro le grandi politiche industriali italiane ma con una posizione politica definita;  cioè ci deve essere qualcuno che pensa alla politica italiana per il turismo perchè non può essere che l'Italia sa al quinto posto dopo la Francia, la Spagna , la Cina, gi Stati Uniti arriva il paese del Colosseo, di Venezia, di Siena, della costa Siciliana, della Costa Sarda, dei Castelli piemontesi... Non può essere, è uno spreco che l'Italia non si può permettere.

E allora speriamo che quale che sia il prossimo governo si possa aprire un ragionamento da "Italia" non da strapaese; una politica sulla capacità del paese di portare turisti attraverso il mezzo aereo.

Naturalmente non è il solo mezzo perchè giustamente è stato citato il porto di Civitavecchia. Civitavecchia è molto importante per il sistema di collegamenti che può rappresentare per la città di Roma, per tutta la provincia e per tutta la regione; perchè non dimentichiamoci che abbiamo Sabaudia, abbiamo il Circeo, abbiamo i Castelli, abbiamo centri medievali bellissimi, abbiamo una ricchezza enorme nella provincia e nella regione. La seconda cosa che dobbiamo fare è semplificare la vita dei turisti. E' per questo che noi il 21 aprile renderemo funzionante la card dei turisti. Io adesso ve la faccio vedere, non sarà questa la sua dimensione perchè non sarebbe comoda da mettere in tasca, Questa è la card che noi faremo e che consentirà ad un turista che la acquisterà per 18 euro, di poterla usare per 3 giorni, entrando nei musei, gratuitamente nei primi due musei e con degli sconti negli altri, utilizzandola per il trasporto pubblico; e poi si potranno fare con la Fiera e con l'Auditorium delle condizioni vantaggiose di sconto. Ci sarà poi una card ulteriormente scontata per i ragazzi.

Perchè che cos'è la cosa che può far arrivare Roma ai trenta milioni di turisti? Due cose, rafforzando quello che già abbiamo. E' ovvio che un paese può scegliere: o tutti a casa a vedere la televisione - però non so quanto sia turisticamente vantaggioso, non so quanti vengano da Parigi per vedere la televisione nostra - oppure una vita culturale la più ricca possibile, una cosa per la quale uno da Parigi faccia quello che hanno fatto tanti nel passato da Roma verso Parigi; qualcuno che dica "ho un fine settimana, c'è la mostra di Antonello da Messina, c'è il concerto di Keith Jarret, c'è la Notte Bianca, c'è da andar a vedere l'opera di architettura di Fuxas..Vado a Roma".

Che è quello che è successo, perchè dopo l'11 settembre del 2001 abbiamo visto davanti a noi il baratro e com'è che abbiamo sopperito? Inventandoci qualsiasi tipo di iniziativa. Iniziativa pubblica di promozione che è quello che la struttura pubblica deve fare, Lo abbiamo fatto prendendo le pagine sui giornali europei e cercando di dire "se venite a Roma ci sono tutte queste cose che accadono". E ha funzionato. Abbiamo sostituito nei primi ani il turismo americano con il turismo europeo e adesso è ripreso il turismo americano e quello giapponese che voi conoscete. Però ci sono due cose importanti che dobbiamo fare insieme alla ulteriore implementazione dell'offerta, della ricchezza dell'energia, delle idee. E' stato citato il turismo sportivo. Noi faremo i mondiali di nuoto nel 2009, speriamo di far gli europei di pallavolo, avremo gli europei di calcio;  cioè cerchiamo di andare in questa direzione perchè anche quello è turismo, stiamo cercando di fare persino i mondiali di pugilato dilettanti: fa tutto parte di una strategia.

Ma ci sono due cose da fare, due cose su cui riflettere.

La prima cosa è che noi non abbiamo un turismo business. Roma sta a zero da questo punto di vista. Adesso con l'Auditorium comincia ad avere delle strutture funzionanti ma da questo punto di vista la svolta è rappresentata dalla Fiera di Roma che tra l'altro sarà una fiera bella, moderna, in un posto importante della città, e dal Centro Congressi. Il Centro Congressi si era impastoiato in una vicenda complicata e per fortuna abbiamo trovato la soluzione del problema, e posso annunciare che fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo cominceremo a fare nell'aera del Centro Congressi i primi lavori di sottoservizi e stiamo facendo le prime gare, una per l'area alberghiera l'altra per la costruzione perchè noi vogliamo vedere realizzato entro due anni, entro il 2008, quella che sarà una straordinaria e bellissima opera architettonica che completerà l'offerta congressuale della città.

Tra la Fiera di Roma da una parte, il Centro Congressi dall'altra, le categorie dei notai, dei chirurghi e dei notai, categoria che si è detto pregiate anche perchè le loro mogli spendono bene nei negozi, dovendo scegliere fare un congresso a Roma, in questa Roma, o in un'altra città probabilmente, se le strutture sono adeguate, sceglieranno di farlo a Roma.

E l'altra cosa è il turismo familiare. Io ho questa ossessione perchè essendo stato padre - rimango padre - ma essendo stato padre di bambini, so quanto i bambini siano determinanti nella scelta del turismo.Sono andato più volte a Parigi, con le attrazioni di EuroDisney ci davamo del tu. Perchè? Perchè a Parigi si può e si deve andare al Louvre Però i figli, pena il fatto di rovinargli la vita, non si può far vedere solo il Louvre o il Museo d'Osai quando hanno solo sette otto anni; bisogna portarli a fare quello che i bambini amano più fare e cioè divertirsi. A parte il fatto che quando vai in questi parchi a tema vedi vedi tanti bambini ma vedi anche tanti giuggioloni, tanta gente d'età che fa finta di avere un lontano nipote per andare.

Noi adesso apriremo a Roma la casina di Raffaello e la limonaia di Villa Torlonia che saranno due grandi ludoteche ma ci vuole un grande attrattore ed è quello al quale da cinque anni lavoriamo e cioè la realizzazione di un parco a tema dedicato al cinema che è una delle ricchezze della città, dell'identità della città; sarà nell'area di Castel Romano, non lontano dal polo tecnologico, e quindi in un'area che potrà essere infrastrutturata tanto più se andrà avanti l'operazione di adattamento della Pontina. E questo completerà il quadro perchè a quel punto Roma sarà città di bellezza straordinaria, città di mare; io insisto perchè la vocazione di mare di Roma è una ricchezza in più e noi dovremmo convincere le agenzie turistiche a dire "vieni a Roma e ti fai anche un giorno due giorni al mare a Ostia e poi se vuoi te ne vai al lago a Nemi o a Bracciano.

Quando avremo concluso queste due operazioni, quella per i bambini e quella del turismo business, Roma potrà veramente fare il salto definitivo. Già abbiamo fatto un grandissimo lavoro però queste sono le altre cose che dobbiamo fare.

Poi ci sono degli aspetti più particolari. Io ne voglio citare solamente uno, anzi due. Uno riguarda la capacità di accoglienza delle nostre aree museali; noi stiamo lavorando per cambiare l'accesso ai Musei Vaticani. I Musei Vaticani sono insieme al Colosseo la più importante meta turistica della nostra città ma io soffro nel vedere i turisti quando piove con l'ombrello, quando fa 40 gradi sempre con l'ombrello per ripararsi dal sole, con quelle file chilometriche che si snodano lungo il quartiere Prati. Allora, d'intesa col Vaticano, stiamo lavorando per fare più o meno l'operazione che è stata fatta al Louvre che aveva lo stesso problema e cioè fare un accesso che sia opera di un grande architetto con un concorso mondiale e spostare tutta la fila nel sottosuolo mettendo sotto tutti i servizi necessari, ristoranti negozi eccetera, magari tutto collegato direttamente con la metropolitana della linea C che passerà di lì, in modo da consentire un collegamento diretto e immediato così come penso che dovremmo trovare con le ferrovie una forma di collegamento più rapido tra  Ciampino e il centro della città.

La seconda cosa importante sono i Campus universitari. Tutti dicono ma che c'entrano i campus universitari col turismo? C'entrano moltissimo: oggi un ragazzo americano o inglese che vuole studiare Storia dell'Arte e dove va? Ragionevolmente in Italia Ma arriva qui e fa fatica a trovare un posto per dormire: costano tanto, spesso chiedono l'affitto in nero. E' una cosa che non va bene per la nostra città. Con l'INAIL ci siamo messi d'accordo, e presenteremo fra qualche giorno il progetto dei tre Campus universitari che nasceranno ad Acilia per Roma 3, a Pietralata per la Sapienza, a Tor Vergata per l'università di Tor Vergata. Saranno alcune migliaia di posti letto per studenti, in condizioni evidentemente anche di pregio  architettonico perchè saranno fatti con concorsi, e che aiuteranno a rafforzare la possibilità di fare di Roma una città nella quale arrivare per studiare.  Questa è un'altra caratteristica che la città deve avere.

E quando saranno aperti i nuovi Mercati Generali con un progetto di architettura meraviglioso si vedrà cosa significa trasformare un quartiere come l'Ostiense in un quartiere giovanile, il nostro Village, perchè fra la Terza università , i Mercati Generali, il Teatro India collegato con la metropolitana, verrà una cosa credo di primissimo valore, E una città ha il suo futuro nel fatto di essere attenta ai giovani.

Gli anni che verranno saranno gli anni nei quali oltre all'Ara Pacis che i aprirà il 21 aprile, riaprirà il Palazzo delle Esposizioni, che diventerà
un polo museale di grandissimo valore; ho detto della Fiera di Roma, del Palazzo dei Congressi, dei Mercati Generali.

E aprirà nel giro di due anni la Stazione Tiburtina che sarà un nodo molto importante per il trasporto ad alta velocità e che consentirà di essere a Roma in un'ora e mezzo da Napoli, lo stesso che da Firenze. Sarà la costruzione di una grande aerea che anche dal punto di vista aeroportuale può diventare di grande interesse perchè se io so che parto dalla stazione di Napoli e arrivo a Fiumicino in un'ora e mezza, probabilmente sono più invogliato a prendere l'aereo a Fiumicino.

Così si fanno gli hub, i famosi hub; la prima cosa di cui un hub ha bisogno è un sistema di collegamento aereo.

Tutto qui.

Tutto qui per dire che abbiamo fatto un grande lavoro, che siamo evidentemente sulla strada giusta, che la città risponde bene, che c'è
bisogno di più pubblico e di più privato; più pubblico nel senso che  essendo quella del turismo una politica fondamentale ci deve essere quella cura, quell'attenzione, quello sforzo di sistema che sono necessari. La Fiera di Roma può aprire ma se noi non gli portiamo le strade o il mezzo su ferro non funziona più; e però ci vuole più privato, ci vuole più promozione, ci vuole più competitività sul mercato,

Noi stiamo facendo l'Agenzia del Turismo che svolgerà una funzione determinante.

Tanta iniziativa pubblica e tanta iniziativa privata.

E in questa città questo è possibile perchè qui pubblico e privato lavorano insieme e colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa nostra iniziativa.

Questa è una caratteristica del nostro successo; non solo cresce il nostro turismo mentre diminuisce quello italiano, ma cresce la nostra economia più di quanto cresce nel resto del paese. Evidentemente c'è una ragione, questa ragione è legata al clima di squadra, al clima di amore vero per questa città che ha mosso il lavoro di tutti gli operatori, in questo caso del settore del turismo, in questi anni che continuano ad essere anni molto difficili e che invece sono gli anni che ci consentono di guardare avanti con
fiducia.

Grazie.

 

Walter Veltroni - 7 febbraio 2006
 

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