08.06.2007
parole di sindaco
Carlo
e Nello Rosselli
Il sindaco
di Roma, Walter Veltroni ha scritto al Presidente della Fondazione Rosselli,
Valdo Spini, in occasione del settantesimo anniversario della barbara
uccisione di Carlo e Nello Rosselli.
Dal
Campidoglio, 8 giugno 2007
Caro Valdo,
ti prego di considerare come se fossi con voi, in queste giornate, a
ricordare Carlo e Nello Rosselli settant’anni dopo la loro barbara
uccisione.
Il presente e il futuro hanno basi solide se poggiano sulla consapevolezza
del proprio passato e della propria storia, se attingono a una memoria
capace di contribuire a definire una robusta e forte identità.
Di questo nostro passato, della nostra storia, Carlo e Nello Rosselli sono
state due figure grandi e nobili, capaci di infondere una profonda tensione
etica alla loro azione politica, senza per questo veder diminuita la loro
attenzione all’oggi, senza perdere nulla in fatto di comprensione della
natura del regime fascista e della realtà economico-sociale del loro tempo.
I fratelli Rosselli furono capaci di sentire la riflessione teorica e
l’impegno politico come militanza attiva e coerente fino in fondo. Se
necessario, come poi fu, fino al sacrificio più alto.
Penso a loro e a tutta una tradizione che aveva in Piero Gobetti, in
Giovanni Amendola, in Giacomo Matteotti e in Gaetano Salvemini i suoi punti
di riferimento. Penso ai giovani che ancora negli anni del regime si
avvicinarono al pensiero liberalsocialista e alla cospirazione antifascista,
al coraggio e alla passione di chi animò, durante la Resistenza, le
formazioni partigiane di Giustizia e Libertà.
Se i valori della libertà e della democrazia sono stati posti a fondamento
dell’Italia repubblicana è stato anche grazie al pensiero, all’impegno e al
sacrificio di uomini come loro, come Carlo e Nello Rosselli.
Per questo, oggi, voglio unirmi a tutti voi nel loro ricordo.
Walter Veltroni - 8 giugno 2007