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09.05.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            parole di sindaco

 

Presentazione delle cinquine ai David Donatello

 

Mi fa piacere essere qui per una doppia circostanza: primo perché è stato un anno particolarmente favorevole per il cinema italiano; lo è stato al box office ma è stato anche per i tanti autori, per i talenti nuovi, lo è stato e si è dimostrato che era sbagliato il luogo comune che ciò che va bene in televisione non va bene cinema e viceversa.

L'altra circostanza che mi fa felice di essere qui è perché ci sono state opere dei grandi autori della storia del cinema italiano che hanno lasciato un segno importante,  perché ci sono state delle bellissime opere prime.

Insomma è un anno dal dal punto di vista del talento che dimostra ancora una volta che c'è una grande ricchezza ricchezza di autori, ricchezza che è fatta anche di attori e anche di scoperte di autori che magari e non avevano avuto occasioni per emergere; una ricchezza che è fatta anche della meravigliosa riserva di talento racchiuso in tutte le professionalità del cinema fino ai macchinisti e gli elettricisti.

C'è qualcosa nel DNA della nostra storia culturale che fa sì che sappiamo fare cinema.

Altra cosa sono le questioni industriali e questo è invece il problema che è ancora aperto; so che ieri il mondo dello spettacolo si è incontrato all'Ambra Jovinelli dve si sono dette cose dal mio punto di vista assolutamente condivisibili; io voglio solo raccontare una cosa alla quale credo da molti anni è cioè il fatto che le televisioni hanno, dovrebbero avere il dovere morale, diciamo la responsabilità di partecipare allo sviluppo dell'industria culturale del nostro paese.

Il fatto che si investa nella produzione di film o di telefilm o di fiction o di serial fa si che si smetta smetta di acquistare format e prodotti che vengono da tutte le parti del mondo. Nella storia televisiva televisivo italiana ci sono stati momenti molto belli,

momenti in cui la RAI produceva i suoi film a da lì sono passati e tanti tanti attori e autori; penso a "La presa del potere da parte di Luigi XIV" di Roberto Rosselini ma si potrebbero fare tanti altri esempi.

Ci sono state cose che hanno pesato nella storia delle industrie cinematografiche come quando approvammo, e so quante resistenze ci sono state, quella norma che prevedeva un'un obbligo di produzione per le televisioni pubbliche e private e che fece uscire dai palinsesti televisivi qualcosa che era estraneo alla nostra cultura come le soap opera che aveva costretto a ripensare ai palinsesti e che sostituì tutto questo
con un prodotto con quello della fiction.

Produrre cinema italiano ed europeo ha avuto un doppio vantaggio: ha riabituato il nostro pubblico agli attori italiani, alle scene italiane, ai temi italiani, ai colori italiani ed europei e dall'altro ha costituito un plafon di prodotti che possono essere venduti: invece di importare siamo diventati esportatori.

Sono stato in Cina per un viaggio e in Cina ho visto il Maresciallo Rocca in cinese che è una cosa abbastanza particolare ma va bene che sia così perchè torniamo ad esportare cinema come lo avevamo fatto per molto tempo.

 e abbiamo esportato
Naturalmente è che vero che il cinema debba essere legato alle sale di proiezione ma per fortuna a Roma le sale hanno raddoppiato gli incassi.

E' importante anche che altre cose vengano dette:  il Davide di Donatello è in tutto questo un premio di eccellenza, un momento di eccellenza, il momento del premio importante di cui nostro paese dispone;  spero che quest'anno grazie alla presenza di Tullio Solenghi si possa avere una a parte televisiva rappresentativa e che si possa fare intorno al cinema italiano e agli artisti del cinema uno spettacolo come Dio
comanda.
Insomma complementi al cinema italiano per i risultati raggiunti, complimenti ai nuovi talenti del cinema italiano, registi attori scenografi direttori della fotografia montatori davvero fino agli elettricisti elettricisti perché la loro bravura è una delle delle nostre originalità .
Quando si chiudono gli occhi nel mondo e si pensa all'Italia, si pensa anche all'Italia come paese del cinema e vogliamo che questo rimanga così.
Grazie

 

Walter Veltroni - 8 maggio 2007


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