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venerdì 17 settembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                     antichi sapori

Pasta e patate

Non è esattamente il massimo dell'equilibrio che, si sa, vuole che non si mettano insieme diversi tipi di amidi, e cioè se c'è la pasta non ci devono essere riso o patate o pane.

Sarà che le patate erano considerate prodotto dell'orto, sarà che i poveri avevano tanta fame e non stavano a guardare alle regole della sana alimentazione che peraltro non conoscevano e non potevano permettersi...

Ma la pasta e patate è una cosa...

 

Mia madre veniva dalla campagna. non era esattamente una contadina e ci teneva, oh se ci teneva a precisarlo: la sua era una famiglia di piccoli, ma piccoli, proprio piccoli, tanto piccoli proprietari. Insomma al paesello calabrese ai confini delle Serre, fra la provincia di Reggio e quella d Catanzaro, in collina, la famiglia di mamma aveva un po' di ulivi, ma tanto pochi che non bastavano tant'è che il nonno era emigrato "all'America" negli anni '20 e la famiglia viveva anche, forse soprattutto, con i soldi che lui mandava da Nuova York dove faceva il ciabattino. La carne si mangiava solo la domenica, il pesce era un evento, nell'orto di casa c'era la stalla dove si allevava il maiale, la nonna con le figlie e le ragazze che aiutavano faceva il pane una volta a settimana e si mangiavano minestre. Tra cui la pasta e patate.

Mia madre non è mai stata una gran cuoca, ho già avuto modo di dirlo. non che non sapesse cucinare ma era come se lo facesse senza un particolare piacere, senza una passione vera. Cucinava perchè le mamme cucinano. E infatti non c'erano due volte consecutive che una minestra venisse uguale. Le minestre, per noi di terronia non sono brodolose come per il resto del mondo, per noi sono "asciutte", come gli spaghetti al pomodoro, sono "tirate"  e perchè siano tirate ci vuole abilità e attenzione perchè la pasta deve essere al dente e la minestra asciutta.

Significa trovare il giusto punto di cottura fra la densità della minestra e la pasta. io ho rinunciato e ho adottato, come già detto per la pasta e fagioli, il trucco dei ristoranti, cioè della cottura separata: la minestra tira da una parte, la pasta la tiro via un minuto prima e poi salto tutto insieme nella pentola, secondo lo stesso principio dello spaghetto che per essere intriso del sapore del pomodoro,va saltato un minutino in padella.

E allora parliamo della pasta e patate:

per quattro persone

tre patate di media grandezza  

250 gr di pasta visto che ci vogliamo sforzare di rispettare le regole

due pomodori o due cucchiai di passata

due cucchiai d'olio d'oliva

una cipolla

una costina di sedano

 

Soffriggiamo la cipolla e il sedano in una pentola.

Aggiungiamo le patate tagliate a dadini, il pomodoro, olio e sale QB tutto insieme, copriamo con l'acqua nella pentola e facciamo cuocere.

 

A parte cuociamo la pasta, preferibilmente ditalini.

tiriamola via quando è un po' meno che al dente e aggiungiamola alla minestra. Completiamo la cottura mescolando.

Serviamo in tavola con una bella manciata di grana.


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