26.12.2006
antichi sapori di roma... e non solo

La pasta al forno
Era il piatto della festa e a casa si faceva per Natale, per Pasqua e in occasione dei compleanni. La domenica si optava per i più "semplici" maccheroni fatti in casa.
Il condimento:
- sugo di pomodoro sufficientemente ristretto
- provolone dolce tagliato a dadini (ma la morte sua sarebbe la provola Soresina, di calabra produzione, simile al Galbanino)
- salame tagliato a dadini (la solita morte sua è il salame a pasta grossa)
- polpettine di carne più piccole che si può
- uovo sodo
Come si fanno le polpettine?:
per due etti di macinato, quattro cucchiai di pan grattato, 5 o sei ciuffi di prezzemolo tritato sottile sottile, un uovo, due cucchiai di parmigiano, uno spicchio d'aglio tritato sottile sottile sottile, una presa di sale. Impastare e aggiustare l'impasto con altro pan grattato se è troppo soffice, con un ciccinino di latte se è troppo farinoso. Fare delle polpettine piccole, più piccole che si può, l'ideale è che siano grandi come il polpastrello del pollice (!!!). Friggere le polpettine. Versarle nel sugo di pomodoro e far cuocere per dieci minuti a fuoco lento (le polpettine non devono disfarsi ma solo ammorbidirsi)
La pasta.
Intendiamoci: la pasta al forno, concettualmente, si può fare con molti tipi di pasta corta: fusilli, pennette rigate e non, rigatoni...
Ma per la "mia" pasta al forno sono indispensabili i paccheri, quella sorta di mega rigatoni quadrotti che una volta cotti tendono a crescere e sfaldarsi. Non vi preoccupate, se sono sfaldati hanno la giusta consistenza perchè la nostra pasta al forno deve somigliare ad un pasticcio.
Dunque cuocere la pasta e mescolarla ben bene con tutto il condimento: sugo con le polpettine, salame, provolone. Aggiungere abbondante parmigiano (se amate i sapori forti allora aggiungete il pecorino), tutto in forno per una 15cina di minuti e se volete la crosticina, attivate la griglia dall'alto.
Non so se mi spiego, una bomba.
Davanti a tanto trionfo proteinico (certo se penso alla cucina kasher che non mescola mai la carne col formaggio o con le uova...), mi viene da pensare che si trattasse di un parossismo da cibo, come quelli che dopo aver avuto tanta fame mangiano tutto e tutto insieme, come in "Miseria e nobiltà"; o forse, data l'importanza della festa, c'era anche la voglia di ostentare la possibilità di comprare tutto quel ben di dio e di usarlo tutto. Non si sa come facessimo a passare la secondo e poi al contorno, la frutta e il dolce. Altri tempi altre fibre. E d'altra parte questo accadeva solo tre o quattro volte l'anno. Per il resto, circa 360 giorni, erano minestre, insalate di pomodori, frittate, pastasciutta... carne una volta a settimana solo la domenica... Altri tempi
Ad un certo punto, anche sulla pasta al forno, Mariuccia inserì una variante, seguita dai prevedibili materni brontolii: al posto delle laboriose polpettine, Mariuccia suggerì le più leggere melanzane (fritte). Che gli volete dire? La variante è molto buona e l'alleggerimento... a conti fatti, non è che sia esattamente una minestrina ma... era tre-quattro volte l'anno.
angela :)