21.02.2008
antichi sapori
La
pastiera
In due parole: croce e delizia.
Croce e delizia per il mio palato perchè la pastiera, ahimè, contiene l'intollerabile (per me) candito. delizia perchè che sa di cosa parliamo non può che desiderarne una fetta, adesso e subito.
In principio fu la pastiera dello zio pasticcere di Adriano, dolce e piana di canditi come è gusto che sia, rigorosamente solo a Pasqua.
Poi fu la pastiera della Bella Napoli, pasticceria a due passi da casa e furono le domeniche di godimento dove Vittorio amava ripetere il rito dei suoi giorni di medico specializzando a Napoli: pizza e pastiera di Scaturchio. Anche se non era la stessa cosa e forse mai lo sarà.
Poi il nulla fino a stasera, quando, avendo vinto io la battaglia con la frolla, ho costruito la mia prima pastiera.
Croce e delizia ancora, perchè la bontà di questo dolce ha il prezzo di una preparazione lunga, fatta di tre composti uno diverso dall'altro.
Ed ecco a voi la ricetta con isoliti relativi trucchi.
per la frolla:
tre cucchiai belli pieni di farina
un uovo intero
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaio di burro tagliato a dadini
mezza bustina di lievito vanigliato
una scorza di limone grattugiato
una fiala di aroma fiori di arancio.
impastare velocemente la farina con il burro, lo zucchero, il tuorlo d'uovo, la vanillina e la scorza di limone. A parte montare le due chiare a neve con il lievito e un pizzico di sale. Unire all'impasto, aggiungere se serve un po' di farina finchè l'impasto sarà liscio e morbido; lasciare riposare in frigo per un'oretta. Ricordarsi sempre che la frolla va lavorata con le mani il meno possibile perchè il burro, col calore, si scioglie e sfalda l'impasto.
per il ripieno:
uno: due cucchiai di grano cotto
mezzo bicchiere di latte
un cucchiaino di burro
Mettere a cuocere mescolando fino a quando il grano sarà diventato come una crema.
due
un uovo intero
100 grammi di ricotta di pecora,
due cucchiai rasi di zucchero
un cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
scorza dimezzo limone grattugiata
Frullare tutto e unire il grano.
Stendere la frolla in un disco di un centimetro (meglio se è ancora più sottile; foderare un tegame dai bordi alti almeno 5 cm imburrato e infarinato facendo attenzione che la frolla nella parte ripiegata sia più sottile possibile (meglio stendere un disco sul fondo e foderare il bordo del tegame con una fettuccia di frolla sottile).
Versare il ripieno (sarà liquido ma niente paura, la pastiera NON è una crostata e l'uovo dell'impasto cuocerà rendendo solido il tutto).
Cuocere in forno a 150 gradi per 30 minuti. Spegnere il forno, coprire il tegame con un foglio di stagnola e lasciar raffreddare dentro al forno spento.
E i canditi? Ah, bhe, andavano uniti al ripieno prima di versarlo nel tegame. Io OVVIAMENTE non ce li ho messi e li ho sostituiti con l'uva passa perchè ero in vena di fare una marachella.
Ad un certo punto in casa si è diffuso un odore antico che mai avrei scommesso di sentire provenire dal mi forno, era odore di ... pastiera, di pasticceria, odore di pasqua. Sì.
J