scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

             chi siamo

domenica 07 febbraio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           fuori porta


Perugia


Gran bella città, il capoluogo umbro per me aveva da anni un sapore decisamente strano: era stato il luogo della mia prima trasferta di lavoro, venuta in maniera quasi improvvisa e ripetuta svariate volte. Lavoravo nel mondo della Ricerca, quella vera, per cui certi particolari, come gli orari o la stanchezza erano dei di più assolutamente trascurabili. Così, l'essere sbattuto dall'oggi al dopodomani (l'avevo saputo due giorni prima) in un posto a 250km di distanza con la prospettiva di lavorare “fino al raggiungimento dell'obiettivo” era uno shock che, da un lato, mi ha sconvolto, e dall'altro formato. Dovevamo montare una strumentazione innovativa nel Dipartimento di Chimica dell'Università, con tutti i problemi immaginabili e meno, al punto che lì ho raggiunto un record di ore lavorative battute solo anni dopo al Sincrotrone di Trieste: dalle 7:30 del mattino alle 23:00 mangiando a pranzo in laboratorio un panino fattoci portare da fuori e saltando la cena.

Capirete, pertanto, se i ricordi che serbavo di Perugia non fossero, per usare un eufemismo, particolarmente gradevoli, anche se, d'altro canto, avevo notato che si trattava di un posto da non disprezzare affatto, anzi.

Il responsabile del Dipartimento ci aveva portato varie volte a cena nei vari angoli caratteristici della città, facendoci apprezzare le bellezze artistiche (purtroppo sempre a notte fonda), nonché la buona cucina umbra. Poi, una sera, visto che avevamo un paio d'ore di attesa che si completasse un ciclo automatico, avevo deciso di uscire e visitare un po' il centro storico, rimanendone affascinato. Era passato da poco il famoso terremoto e tutta la città era imbracata da ponteggi e travature, ma la bellezza del luogo risaltava ugualmente.

Lo scorso settembre, dopo tanti anni, ho deciso di tornare in quella città di cui serbavo ricordi tanto contrastanti per goderla da vero turista (con l'idea di realizzare questo articolo nonché un video). Ed ho scoperto che quella bellezza che avevo appena annusato nel 1997 e 1998 erano solo una minima porzione di quella complessiva. Ed anche che la città è molto più grande di quanto ricordassi.

Guidato (male) dal navigatore satellitare di cui non sono ancora avvezzo, non sono riuscito a ritrovare la porta da cui eravamo entrati tanti anni prima. Avrei gradito ripercorrere la strada che avevo fatto per arrivare in centro dall'Università, ma non ci sono riuscito. Sono finito a parcheggiare alla stazione, ovvero esattamente dall'altro capo cittadino, ho scoperto una magnifica scala mobile che porta a Piazza Italia, ad un passo dal magnifico Belvedere da un lato e dal corso principale dall'altro, tutta immersa in scavi archeologici mantenuti in maniera magnifica. E' un posto trafficato e pieno di locali e turisti ma non una cartaccia o un graffito deturpano l'area. Il confronto con la nostra povera città non poteva essere più stridente.

Poi, passeggiando per la città, ne ho ulteriormente assaporato la bellezza, la pulizia e... la fatica. Ricordavo una caratteristica curiosa di Perugia: si sale sempre. Arrivato al magnifico Palazzo dei Priori, sede del Comune, pensi di aver raggiunto la vetta, ma poi vedi la Fontana Maggiore, che è più in alto, quindi la Cattedrale, che è ancora più in alto, quindi altri vicoli e chiese che ti portano, con varie diramazioni, verso Porta Sole, il punto più alto della città. Il fatto è che per arrivarci hai fatto talmente tanti giri che, spesso, rinunci prima pensando che la salita, a Perugia, non finisce mai...

Ma non è solo quella la caratteristica: ci siamo, per caso, imbattuti nel Pozzo Etrusco, una bellissima versione in piccolo (e senza scala elicoidale) del Pozzo di S.Patrizio di Orvieto: all'entrata, dato che con noi era presente anche l'immancabile Febo, il mio adorato cagnolino, abbiamo chiesto se lo potessimo lasciare lì mentre visitavamo il sito. La risposta, abituati a ciò che dicono a Roma ci ha sconcertati:

“Se è buono potete portarlo giù con voi”. Incredibile! Ed anche al museo della Torre Stiri (dall'altra parte della città, al di là del magnifico Arco Etrusco, nonché della famosa Università per Stranieri e del quartiere costruito da Braccio Fortebraccio) la risposta è stata la stessa. In quel caso Febo ci ha effettivamente aspettato alla biglietteria perché le scale erano troppo ripide per lui, ma la disponibilità dei perugini ci ha lasciati davvero senza parole. Quasi come il gustosissimo pranzo consumato in un bellissimo locale del centro. O la grande fatica alla fine della gita: a forza di salire e scendere, dopo ore di camminata ininterrotta anch'io, famoso per i chilometri che pervicacemente riesco a macinare in quelle occasioni, mi sono dovuto arrendere. Non ce la facevo più. Ma di quella giornata, devo dire, serbo un ricordo bellissimo che mi porterà, prima o dopo, a tornare per visitare le parti mancanti della città. Il ricordo lontano della prima esperienza nel capoluogo umbro è completamente dimenticato: Perugia è una città magnifica che vale davvero la pena visitare (anche se con molta calma e senza affaticarsi troppo...)

Flavio

ed ecco il mio video

 


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

fuori porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zetema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema