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                                                                                                        la città futura

Policlinico Umberto I: si ristruttura

C'è qualcuno di noi che non sia andato almeno una volta al Policlinico? No, ci siamo capitati tutti.

C'è qualcuno di noi che non abbia esclamato più o meno sommessamente "mammamia"? No, nessuno che ci sia capitato come paziente o anche solo in visita ad un paziente ha potuto trattenersi dal commentare lo sfascio totale, il caos, il catastrofico degrado. A fronte di una grande professionalità degli operatori sanitari, eroi a mantenere la calma dovendo lavorare in condizioni così avvilenti dal punto di vista delle strutture.

Certo, all'epoca in cui fu costruito, il Policlinico era un edificio all'avanguardia ma da una parte gli edifici invecchiano e dall'altra cambia l'approccio alla medicina, alla malattia, cambia il concetto di accoglienza e organizzazione. Dire "obsoleto" è usare un eufemismo. Il Policlinico non è solo "vecchio" come strutture e concezioni, è un luogo dove per esigenze sempre nuove, si sono sovrapposte strutture senza un criterio di pianificazione, padiglioni aggiunti alcuni dei quali sono "provvisori" da 15 anni, tubazioni su tubazioni. Cortili che sono parcheggi, ambulatori introvabili, ingressi inaccessibili. Eccetera.  Eccetera.

Basta solo dare una sbirciatina alle gallerie di collegamento fra i reparti e i padiglioni, dove passano i malati in lettiga, dove passa il cibo, dove passano medici: le tubazioni sono scoperte, qualcuna ancora rivestita in amianto...

Sorvoliamo sull'importanza del Policlinico a Roma e in tutto il paese, sui suoi rapporti con la Sapienza che è la più grande università d'Italia e sulla ricerca che si fa.

Finalmente è stato approvato un progetto di ristrutturazione completa. I lavori interesseranno tutta l'area: 45 edifici, 15 ettari senza sospendere l'attività di cura per 1500 posti letto, ne' l'attività didattica , ne' la ricerca.

Sono previste due fasi. La prima che sarà ultimata entro il 2010, prevede la ristrutturazione della rete ipogea (le gallerie, 2700 metri), la razionalizzazione degli ingressi, la costruzione di due corpi centrali che serviranno da polmone per tutte le attività man mano che sarà necessario il progressivo spostamento.

La seconda fase che finirà nel 2015, prevede gli interventi su tutti i 45 padiglioni.

Sostanzialmente il progetto prevede di:

- accorpare laboratori di analisi e sale operatorie

- razionalizzare gli ingressi e i percorsi interni

- recuperare e valorizzare gli edifici di pregio architettonico, quelli su viale del Policlinico, destinandoli alla didattica e ai servizi amministrativi e alle prestazioni sanitarie "12h" che non prevedono degenza.

- destinare l'attuale area riservata alle malattie infettive, la parte in angolo fra viale Regina Elena e viale dell'Università, all'accoglienza: parcheggi, un albergo per i parenti dei degenti, strutture di servizio.

Tutto questa necessaria, benedetta opera faraonica con un investimento di 387 milioni di Euro, di cui 115 da finanziamenti pubblici. Il resto da privati con due modalità:

- concessioni con diritto di utilizzazione della struttura a fini commerciali e gestione di servizi (lavanderia, katering, pulizie che peraltro sono già ampiamente appaltate)

- locazione finanziaria, cioè prestiti da banche che rimangono proprietarie delle strutture fino all'estinzione del debito.

Va detto che questo è il metodo adottato ormai in tutti i paesi occidentali, non ho capito bene ma sembra che non sia conveniente costruire avendo i soldi in cassa, ammesso che si fossero e non ci sono.

E va detto anche, a proposito del personale, che attualmente ci sono al policlinico 6500 dipendenti per 1500 degenti; di questi 6500 lavoratori, solo 2 su dieci sono dipendenti pubblici, il resto sono già dipendenti da aziende private che gestiscono in appalto i servizi. Si renderà necessaria probabilmente anche una "ristrutturazione del personale" ma il presidente della Regione Piero Marrazzo ricorda che questa nuova amministrazione, già si è distinta per una politica che tende a garantire i posti di lavoro e certo non a ridurli.

E sottolinea che in questa operazione che prevede il coinvolgimento dei privati si procederà rigorosamente con tre criteri: trasparenza, regole e certezze.

Inizio dei cantieri nella primavera dell'anno prossimo, e nel 2015 il nuovo Policlinico bello e finito.

Arrivederci.

 

angela cannizzaro :)

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