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giovedì 17 novembre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le polpette di conforto

 

Così le chiama la mia amica Tiziana e, soprattutto da un punto di vista medico, non ha per niente torto perchè sono le polpette che si mangiano quando si interrompe un qualunque digiuno e quello dello Yom Kippur, attenzione, dura 25 ore durante le quali non si può nemmeno bere.

Ovvio che dopo non ci si può scofanare di ogni ben di  dio, pena ... bhe...

 

Sono dunque polpette leggere, di tacchino o pollo, cotte in un brodo di verdure. La preparazione è intuibile: si lessa il pollo (o il tacchino), si spolpa la carne, si mette nel frullatore, si fanno le polpette con pan grattato, uovo e spezie a piacere e una volta fatte, le polpette si mettono a cuocere in una salsa di sedani con un ombra di pomodoro per renderla rosea (come gli auspici per il futuro). Qualcuno aggiunge un po' di vino rosso.

E si servono accompagnate con una tazza di brodo.

Facile.

 

Io però ho elaborato la mia personale variante perchè per il mio nasino il pollo puzza (e Tiziana dice che anche suo papà all'odore del pollo lesso praticamente sviene) e il troppo sedano lo trovo stucchevole.

Ho lessato il pollo in acqua con aggiunta di dado da brodo e una costa di sedano.

Una volta lessato, ho spolpato la carne, scolato un pezzetto di sedano e messo tutto nel frullatore.

Aggiunta di uovo, pan grattato, curry e pepe nero.

Le polpette le ho cotte in un altro brodo con l'ombra di pomodoro per via dei rosei auspici (quello della bollitura puzza suo malgrado ed è stato gettato via immediatamente) brodo che è lo stesso con cui ho servito le polpette.

Sono state davvero una coccola.

 

angela :)
 

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