giovedì 26 agosto 2010
antichi sapori
Pomodori
ripieni
Lo stesso principio delle melanzane ripiene vale nel "vecchio, romantico sud" anche per i pomodori e per i peperoni (ma i peperoni devono essere piccoli e io non li vedo da decenni).
Da Roma si può definire una variante ai pomodori al riso ma suggerisco di non definirli così con i permalosi calabresi, forse giusto con i siciliani che poichè sono "Dèi", come disse il Gattopardo, si degnano di passare sopra ad alcune cose.
I pomodori devono essere tondi, non necessariamente grossi come quelli da riso.
Si taglia il cappuccio, si svuotano, si mette via la polpa, si lasciano capovolti per una mezzoretta in modo che buttino via il più possibile di acqua.
La polpa privata dalle parti dure e l'acquetta raccolta nel piatto si mettono per un paio di minuti a restringere sul fuoco, con un filo d'olio, fino ad avere come una salsa lenta.
Questa salsa si mescolerà con pan grattato condito con prezzemolo tritato, capperi e olive sminuzzate.
Con l'impasto, aiutandosi con un cucchiaino, si farciranno i pomodori. Alla fine si rimetterà il cappuccio e si legheranno con un filo di cotone.
perchè?
Perchè i pomodori vanno fritti, alla faccia del colesterolo, e legarli è il modo per non farli spappolare.
Per la frittura suggerisco il solito trucco: pentolo alto, molto olio (o friggitrice se la quantità la giustifica).
Una volta in tavola, si tira via il filo, il cappuccio e, per gli schizzinosi come, sarà possibile addirittura tirare via la pelle del pomodoro e godersi la delizia.
ciao ciao
angela :)