28.07.2007
for de porta
Il
quarto ponte di Venezia
Santiago Calatrava lo aveva annunciato alle Scuderie del Quirinale in risposta ad una domanda cattivella: i pezzi del quarto ponte di Venezia sono a Marghera e devono solo essere trasportati a Venezia per essere montati. Questo non dipende da me ma credo che succederà entro l'estate.
La domanda, in linea con quella sorta di strisciante conservatorismo che fa temere tutto ciò che è nuovo, intendeva dire: lo avete costruito ma è impossibile trasportarlo per poterlo montare.
E invece, come Santiago ha detto, stanotte il ponte è arrivato dopo aver attraversato il Canal Grande. Deve essere stato uno spettacolo, per l'affetto che mi lega a Venezia e per l'entusiasmo per l'opera degli uomini, avrei voluto esserci.
Un mio amico sostiene che l'umanità ha sempre costruito ponti, sono stati, a ben ragionare, una delle esigenze primarie: attraversare i fiumi senza dover risalire a monte cercando guadi possibili. Unire due rive, due mondi, a volte due culture.
Non a caso i ponti sono sempre stati costruiti in tempi di pace. Non a caso la prima cosa che si fa durante le guerre è minare i ponti.
Non a caso una delle magistrature più importanti a Roma era il "pontifex", colui che si occupava della costruzione e della manutenzione dei ponti sul Tevere. Da cui il "pontefice"
Bello, eh?
E dunque non resisto alla (sana) tentazione di citare l'articolo di Repubblica e le foto che lo stesso giornale ha reso disponibili.
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E infine, per gli amanti dell'architettura,
appuntamento a Natale quando sarà finito
angela cannizzaro :)