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sabato 26 settembre 2009

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                       la città futura

Il ponte della musica

Tra le tante cose che cambieranno il volto di Roma (che frase retorica... che mi prende oggi?) c'era il Ponte della Musica. Chi se lo ricorda faccia un segno.

Faceva parte delle cose previste dalla giunta Veltroni, uno dei tanti bei progetti che il nuovo sindaco si è trovato nel cassetto.

e direi anche progetto finanziato visto che i lavori sono partiti alla fine di ottobre 2008, cioè quasi un anno fa e a soli 5 mesi dal cambiamento di governo della città.

Erano previsti 540 giorni di lavori e la consegna per giugno 2010.

Ecco di cosa si tratta: un ponte, inizialmente pedonale poi, mannaggia, previsto anche per il passaggio dei tram e automobili, che unirà le due sponde tiberine (di nuovo questa lingua aulica... bha) tra lungotevere Cadorna all'altezza dell'Ostello della Gioventù (che mi sa che sparisce per effetto della nuova Città dello Sport e anche per altri fatti ma questa è a storia)

e piazza Gentile da Fabriano che è il vertice del tridente Via Guido Reni, viale Pinturicchio e viale del Vignola, in pieno quartiere Flaminio.

Veltroni lo aveva chiamato ponte della Musica perchè via Giudo Reni porta dritta dritta all'Auditorium.

 

Per ora si sta spianando il terreno nei punti esatti dove le due estremità del ponte poseranno le fondamenta a terra. Dovrebbe essere l’unica parte del lavoro a rischio ritrovamenti archeologici visto che per fortuna il resto della struttura (essendo un ponte sospeso) non darà problemi!

I luoghi sono interessanti: da questa parte l'auditorium, il MAXXI, il Palazzetto dello Sport, dall'altra il Foro Italico, l'Auditorum della RAI.

Deve essere stato parte di quella "idea di città" che tanto animava i discorsi della passata giunta e che personalmente mi davano la sensazione di una Roma che guardava al futuro, in maniera anche spettacolare.

Questo per rispondere agli inevitabili detrattori del ponte che, mi dispiace dirlo, sono anche quelli di Lega Ambiente dell'oasi di via

luogo ameno, ruspante come si conviene e pieno di amabili zanzare.

Legambiente Roma - Video prova Ponte della Musica 15 set 2008

 

Approfitto per lanciare un appello:

Cari amici di Lega Ambiente, io non so se il ponte sia utile, dico solo che mi piace l'idea che l'umanità costruisca ponti perchè i ponti sono cose che uniscono; e poi penso che nella vita come nelle nostre giornate, non tutto quello che facciamo è all'insegna dell'utilità; a volte facciamo cose, compriamo cose non solo inutili ma nemmeno necessarie per il semplice desiderio del bello; e scopriamo quasi sempre che si riveleranno anche utili. cercate, per favore, di non diventare quello di cui vi si accusa:

i signori no

 

A vedere il progetto, dell'ingegnere inglese Davood Liaghat per lo Studio Buro Happold, che ha vinto il concorso internazionale, il ponte non manca di fascino: due archi ribassati in acciaio, 190 metri di leggerezza.


“La soluzione proposta – spiegano gli autori del progetto – è caratterizzata dall’inclinazione dei due archi rispetto al piano verticale e dall’assenza di un loro collegamento orizzontale nella zona sovrastante l’impalcato. Ciò consente una particolare leggerezza dell’immagine architettonica e l’eventualità di separare una corsia carrabile centrale dai due percorsi pedonali che si affacciano senza ostacoli sul fiume. Le imposte in calcestruzzo armato che riportano alle fondazioni le spinte degli archi proseguendone lo sviluppo fino al suolo, sono utilizzate anche come elementi di collegamento tra il piano di calpestio del ponte e le rive attrezzate del Tevere.  
L’accessibilità è favorita dall’assenza di raccordi in pendenza a scale e la sezione dell’impalcato consente una ottimale flessibilità d’uso del ponte”.  

 

 


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