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                                                                                                   accade a Roma

Premio "Il Campidoglio"

Roma è tanto bella "e ricca di suo che noin è facile fare del bene a roma",dice il sindaco. Cio nonostante per il 4 anno consecitivo sono stati individuati i premi a chi, romano e non, ha fatto grande il nome di Roma. La giuria di cui Walter Veltroni è presidente, è composta da Mons. Guerino di Tora, Gianni Letta, Dacia Maraini, Ettore Scola.

E ha premiato: .

Per lo sport: Damiano Tommasi e Max Biagi

Per lo spettacolo: Lino Banfi, Giorgia, Gigi Proietti, Francesco Rosi

Per la cultura: Miriam Mafai, Paolo Portoghesi

Per l'economia: Roberto Wirth, Cesare Paladini

Per la solidarietà: don Bruno Nicolini, Giovanni Aversa

Premio speciale a Mons. Stanislao Dzwisz

Premio alla memoria a Suor Teresilla.

 

Le motivazioni sono intuibili ma belle sono state le dichiarazioni di ognuno, piccole schegge di vita.

Damiano Tommasi, nato in un piccolo paesino del veronese, ringrazia Roma per averlo accolto con tanto calore.

Max Biagi ricorda quanto è difficile essere romani in un mondo, l'automobilismo, fatto tutto di "nordici"

Lino Banfi annuncia uno scoop: non sono nato a Roma ma quando siamo fuori diciamo di Roma "torniamo a casa"

Giorgia ringrazia il padre che anzichè farla nascere ad Atene, dove lavorava, spedì la madre a Roma all'ultimo mese di gravidanza perchè la figlia nascesse romana come lui

Gigi Proietti fa uno spaccato del suo nomadismo capitolino; da via Giulia dove è nato, al Tufello, all'Alberone, al Colosseo... Una vita passata ad imparar le lingue, dal politichese al coatto.

Francesco Rosi, napoletano, finisce per parlare accoratamente di Napoli che considera "ancora", dopo tanti anni da romano - Veltroni tre anni fa ha voluto che si festeggiassero i suoi 80 anni qui in Campidoglio -  la sua città

Miriam Mafai dissente con Veltroni solo in una cosa: la passeggiata più bella non è a Villa Borghese al tramonto di una sera di primavera, ma è al Gianicolo.

Paolo Portoghesi tace sulla passeggiata più bella ma racconta di quando da ragazzo, cominciava a conoscere Roma entrando furtivamente dentro tutti i cortili, anche quelli vietati tanto che una volta lo portarono anche in carcere.

Roberto Wirth è romano nonostante il nome, discendente di una grande dinastia di albergatori; ha dimostrato al padre che gli diceva "figlio mio, tu sei sordo, fai un altro mestiere" che la sensibilità particolare derivata dalla disabilità gli ha consentito di pensare che il viaggiatore vive una disabilità temporanea a cui l'albergo, come il suo Hassler, deve sopperire con l'accoglienza.

Cesare Paladini ringrazia sobriamente, in linea con la discrezione che lo ha portato ad ospitare per mesi delegazioni da Israele e Palestina che andarono a firmare gli "accordi di Roma"

Don Bruno Nicolini ricorda che a Roma decise di restare anzichè tornare nella sua Trento, e che qui,  nelle periferie e tra il popolo rom ha trovato sempre grande passione e che i poveri sono quella cosa che ci permettono di conoscere l'uomo.

Giovanni Aversa, che viene da un paesino della bassa padana, divide idealmente il premio con tutte le persone di cui si occupa nel suo programma e perfini con la RAI, pensata nella sua vocazione di sevizio pubblico

Mons. Stanislao da Cracovia ha mandato un messaggio letto da Navarro Wals dove complimeta con il sindaco per aver imparato a pronunciare benissimo il suo impronunciabile cognome.

E per suor Teresilla parla una consorella ricordando che ha lasciato i suoi carcerati un paio di mesi fa durante un pellegrinaggio notturno al Divino Amore.

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