05.03.2007
accade a Roma
PRISONS: in mostra a Roma le prigioni italiane viste dall'obiettivo di Francesco Cocco
Nella Sala Santa Rita dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune
di Roma dall’1 al 30 marzo 2007 una mostra sulle carceri italiane attraverso
gli scatti del fotografo Francesco Cocco
Prisons è un percorso fotografico all’interno delle carceri, nelle celle e
nei corridoi dei maggiori istituti penitenziari italiani, dove uomini e
donne, detenuti e detenute, si sono lasciati ritrarre per dare in qualche
modo voce alle loro esistenze. Più di una descrizione sulle carceri, Prisons
vuole essere una finestra su quell’umanità che popola, come dice Cocco, “gli
interni di quei contenitori, di quei grandi e asettici edifici che a volte
osservavo mentre percorrevo in automobile qualche tangenziale”.
La sua narrazione è pura, a tratti scarna, dolorosa e impietosa; condotta
con un linguaggio essenziale che non cerca ornamenti e non cela l’essenza.
Le fotografie, in bianco e nero, sono state realizzate tra il 2001 e il 2005
nelle carceri di Milano, Modena, Palermo, Bologna, Trani, Roma, Messina,
Prato, Torino, Cagliari, Alghero, Pisa e sono state raccolte nel volume
Prisons pubblicato in Italia da Logos nel 2006, con testi di Adriano Sofri e
Renata Ferri.
La sequenza visiva rappresenta la testimonianza preziosa di un mondo a
parte, di cui conosciamo l’esistenza ma che non vediamo e di cui, di
conseguenza, non ci occupiamo.
dove:
Sala Santa Rita -Via Montanara - adiacente Piazza Campitelli
periodo: fino al 30 Marzo 2007
orario: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18 - chiuso sabato e
domenica
ingresso gratuito
info: 06 67105568
web:
www.salasantarita.culturaroma.it
L'Autore
Nato a
Recanati nel 1960, Francesco Cocco vive e lavora a Carpi.
Comincia la sua attività di fotografo nel 1989, interessato soprattutto dai
temi sociali e dal desiderio di esplorare, con la macchina fotografica, gli
ambienti sociali più emarginati o fragili, si sposta presto verso paesi
“difficili”, specialmente d’area asiatica. In Bangladesh, fotografa le
condizioni di vita dei bambini di strada e il lavoro minorile; in Vietnam,
subito dopo la riapertura delle frontiere, realizza un reportage, confluito
nel 1993 nella mostra Vietnam Oggi (1993); in Cambogia, in collaborazione
con Emergency, affronta il dramma delle vittime delle mine antiuomo e, con
New Humanity, realizza un progetto fotografico sulla prostituzione minorile.
Nel 1999 una selezione di sue foto sul tema dell’infanzia traumatizzata
dalla guerra viene esposta nella mostra Ci sono bambini a zig-zag. Nel 2000,
nell’ambito del progetto educativo Semi di pace, realizza a Mitrovica (Kosovo)
un lavoro di testimonianza sulle condizioni di vita dei civili nel dopo
guerra.
Nel frattempo, Cocco porta avanti una ricerca personale sul mondo
dell’handicap e su quello delle cosiddette “abilità differenti” dal titolo
“Babilonia“.
Nel 2001 realizza un progetto all’interno del reparto di onco-ematologia
pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.
Nel 2002, su incarico della Commissione Pari Opportunità di Carpi e sotto
l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, inizia il suo complesso
lavoro di documentazione sulla condizione carceraria in Italia.
Dal 2003, inoltre, comincia a realizzare una vasta ricognizione
sull’immigrazione in Italia, in collaborazione con Medici senza frontiere.
Dal 2003 collabora con Contrasto; i suoi reportage appaiono regolarmente su
testate come Repubblica, l’Espresso, Panorama, Marie Claire, Vanity Fair. Ha
esposto a Milano, Roma e Arezzo nell’ambito della mostra collettiva
Eurogeneration (2003-2005); a Perpignan, nel quadro del festival Visa pour
l’image (2005) e a Arles, ai Rencontre Internationales de la Photographie
(2006).
cs