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29.01.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                     la città futura

Piazza Augusto Imperatore, come diventerà


Una piazza-giardino pedonale, sullo stesso livello di quella attuale, davanti al Mausoleo di Augusto, collegata al livello antico grazie a due scalinate che scenderanno dalle chiese rinascimentali di San Rocco e San Carlo. E' il futuro assetto di piazza Augusto Imperatore, così come lo disegna il progetto "Urbs et civitas" del gruppo coordinato dall'architetto Francesco Cellini.

Il progetto, che ha vinto il concorso internazionale bandito dal Comune nel 2006 per la risistemazione della piazza, è stato presentato nell'auditorium dell'Ara Pacis. Tra i relatori, l'assessore capitolino all'urbanistica Corsini e il sovrintendente comunale Broccoli.

Tra gli intenti dei progettisti, "ri-trovare" il luogo restituendolo appieno al centro storico ed evocare la scalinata del settecentesco porto di Ripetta, scomparso con la costruzione degli argini sul Tevere.

Il piano del gruppo Cellini, fa sapere il Campidoglio, subirà modifiche per via delle scoperte archeologiche emerse sul posto a partire da settembre 2007: le strutture rinascimentali sull'area un tempo occupata dal Collegio dei Croati – che a loro volta restituiscono, dove lo scavo scende in profondità, reperti di epoca romana, tardo-antica e medievale –. E i basamenti dei due obelischi di epoca post-augustea, finiti nel '500 uno sulla piazza dietro l'abside di Santa Maria Maggiore, l'altro nella fontana dei Dioscuri sul Quirinale.

Molte delle nuove scoperte saranno lasciate in vista o tutelate ed esposte, assieme al vasto patrimonio di marmi e materiale archeologico oggi conservato nel Mausoleo, in un nuovo Antiquarium, grande sala sotterranea intorno al monumento.

Novità anche per alberi e siepi sul Mausoleo: i cipressi e l'alloro collocati in cima al monumento negli anni '30 saranno probabilmente rimossi, per più ragioni: perché le loro radici, espandendosi, continuano a danneggiare le murature antiche sottostanti; perché ostacolano gli scavi; perché i cipressi superstiti sono malati e non corrispondono neanche più al disegno originario. Al loro posto, una copertura vegetale che si ispirerà alla descrizione tramandata dallo storico Strabone: "una collina coperta di alberi sempreverdi"

Per saperne di più – concorso internazionale, dettagli del progetto, storia, scavi archeologici – le note messe a punto dagli archeologi e dai tecnici della Sovrintendenza comunale.

 

 


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