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domenica 20 novembre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Piazza del Quirinale

E' bella, ha una vista magnifica, è ariosa, elegante, ha anche quella tensione data dalla asimmetria che spesso è più stimolante del perfetto equilibrio matematico degli spazi rinascimentali.

Può essere considerata la piazza degli italiani.

Ed è ovviamente uno dei luoghi più sicuri di Roma e dell'Italia tutta.

Eppure...

Eppure l'unica sera che ci sono andata, al tramonto, a leggere il mio e-book, alla fine ho capito che non mi sentivo esattamente a mio agio, che non stavo esattamente comoda.

 

Le panchine non sono tra quelle che preferisco, sono di travertino, senza schienale, vanno bene per soste brevi perchè dopo un po', almeno io, sento il bisogno di un assetto meno rigoroso; diciamo che quel genere di panchina per me va bene il tempo di un gelato.

Le ho escluse subito e mi sono diretta alla scalinata che porta giù verso fontana di Trevi. mi ricordo che una volta ci avevo fatto una lezione di sceneggiatura: era una bella giornata di sole e avevo preso il gruppo di aspiranti videomaker e li avevo portati in questo luogo conosciuto eppure in un certo senso segreto.  Comodi gradoni. Leggevo da poco quando ho sentito un carabiniere che segnalava alla radiomobile la presenza di "una signora seduta sui primi gradini, vicino alle finestre del palazzo con un piccolo computer sulle ginocchia". Nulla di che, è evidente che ci sono mille motivi di sicurezza ed è altrettanto evidente che il fatto che fossi sola mi rendeva strana e visibile. Ma ero nel mio pieno diritto, sulla piazza e sulla scalinata non esiste alcun divieto. ciononostante, dopo un po' mi sono sentita a disagio, come fossi fuori posto e ho preso di mira una delle panchine anche se scomoda. Sulla panchina accanto lì sì che c'era un classico "personaggio sospetto": un ragazzone dall'aria anglosassone con zaino e buste del supermercato banchettava tranquillo e aveva tutta l'aria di avere scelto la piazza del Quirinale come dimora. E infatti man mano che avanzava il buio, si facevano più vicini i giri della macchina della polizia. giusto, legittimo, comprensibile. Però a quel punto ho chiuso il  mio computer e sono andata via. Mi sentivo osservata.

 

C'è un momento bellissimo in cui la piazza del Quirinale si manifesta in tutto il suo valore civile: ogni giorno alle tre del pomeriggio c'è il cambio della guardia. Due plotoni di corpi diversi delle forze armate (esercito, aeronautica, marina, carabinieri) si danno il cambio mentre la banda di un terzo corpo suona le rispettive marce e alla fine l'inno nazionale. Il momento bello è quando il corpo che da il cambio, con alla testa un giovane ufficiale, entra nel cortile: mi da la sensazione dei giovani guerrieri che difendono il principe. E tutto sommato è esattamente quello che succede: il nostro presidente Napolitano difeso fino alla morte dai suoi fedeli soldati. Bello.

Andataci appena potete perchè un po' di sacralità civile (e non è un controsenso) non può che farci bene.

 

angela :)


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