domenica 22 febbraio 2015

            

                                                                                             la cittā del cinema

Quo vadis?


Tratto dall'omonimo romanzo storico di Henryk Sienkiewicz (Nobel per la letteratura nel 1905), il film racconta dell'amore fra Marco Vinicio, comandante romano, e Licia, cristiana e figlia adottiva di un generale in pensione ma tecnicamente un ostaggio. Intorno al precorso di conversione di Marco, tutte le vicende dell'imperatore Nerone, dell'incendio di Roma, delle persecuzioni ai cristiani.
Lo stesso titolo (dove vai, in latino) si riferisce alla domanda che Pietro, all'inizio della Via Appia scappando da Roma, fa a Cristo. E Pietro torna indietro per finire crocifisso come il maestro ai piedi del colle Vaticano dove sorge, appunto, la basilica.

Il film fu girato quasi interamente a Roma ed č stato considerato un grande polpettone colossal per il tema, lo sfarzo, i mezzi impiegati.
Tanto per fare alcuni numeri:
- ottiene 8 nomination agli Oscar (non ne vince nemmeno uno)
- resta il film col maggio numero di costumi (circa 32 mila)

E' la quarta riduzione cinematografica del romanzo, dopo quella del 1901, quella del 1912 e quella del 1925.

Due chicche tutte italiane:
- un giovane Bud spencer nella parte di una guardia
- una sconosciuta Sofia Loren comparsa nella scena in cui Marco Vinicio entra trionfante nel Foro e lei lancia dei fiori (nei titoli appare come Sofia Scicolone)

Inizialmente il ruolo della protagonista sembrava essere destinato a Elizabeth Taylor che comunque compare come una cristiana prigioniera.
La controfigura di Buddy Baer (Ursus) nella famosa scena del combattimento contro il toro č il portoghese Nuno da Salvaįão Barreto; la mossa che egli fa (afferrare il toro gettandosi praticamente tra le sue corna), all'epoca era sconosciuta agli spettatori ed č una delle mosse pių pericolose della tourada, la corrida portoghese.

Č il film che nel romanzo Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini il protagonista Tommaso e la sua fidanzata Irene decidono di andare a vedere al cinema.

Ed č il primo film del periodo che in seguito fu ribattezzato "Hollywood sul Tevere". Questa espressione venne usata per la prima volta in un articolo del Time.


fiore di cactus :)

 

 

 


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