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Roma sparita
Il vecchio porto di Ripetta
Era una di quelle giornate che non concedono pause e il pranzo si era risolto un un velocissimo medaglione al prosciutto e bicchiere d'acqua al baretto interno al Campidoglio. E lì l'ho vista, la grande foto del porto di Ripetta, sicuramente parte dell'archivio fotografico capitolino.
Mi scuso per il riflesso delle lampade che certo disturbano ma la foto è notevole. Le barche all'approdo, la scala monumentale che scende elegante al fiume e poi l'angolazione praticamente frontale: non mi sembra di aver visto foto scattate così, stampe sì, quella piena di caos di Piranesi, quella elegante di Vasi, ma foto da qui non mi sembra proprio.


La foto famosa del Porto di Ripetta è un'altra, scattata, dalla stessa angolazione di quella che scatta, nello stesso periodo Ettore Roesler Franz e a cui si è ispira per il suo altrettanto celebre acquerello del ciclo di Roma Sparita.

Ogni volta che mi capita di incontrare il vecchio Porto di Ripetta inevitabilmente sospiro: i muraglioni erano indispensabili ma che peccato!
Da quando il porto è scomparso per far posto ai lungotevere, non si riesce neanche a riconoscere in punto esatto; ma in fondo non difficile: era qui, al ponte all'altezza dell'Ara Pacis e del Mausoleo di Augusto, più o meno in asse e non a caso, con l'altrettanto monumentale scala di Trinità dei Monti: il segno che si pensava alla città costruendone segni e disegni.

E questa è una rara foto che racconta del momento di passaggio: non ci sono ancora i muraglioni ma è stato costruito un ponte provvisorio che si va ad innestare proprio sulla scala.
Foto dolorosa.

Ma qui adesso succede qualcosa: il prossimo 21 aprile apre il Museo dell'Ara Pacis e la sistemazione dell'area prevede che il traffico scorra nel sottosuolo in modo da costruire una terrazza sul Tevere.
Sarà bellissimo, non vedo l'ora

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