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Roma-Frascati in bici

Lo ammetto, va bene, non è tutto questo granché andare da Roma a Frascati in bici ma, se non si è per niente in forma e, nello stesso tempo, si vogliono stupire o preoccupare gli amici di scampagnate a pedali, è pur sempre un buon inizio.
Già, perché per me la salita fino a Frascati è la prima vera palestra d'allenamento quando ritorna la buona stagione (in realtà io mi fermo al centro del comune, ma si potrebbe salire fino al Tuscolo). E' un percorso relativamente breve ma, dal Raccordo in poi, tutto maledettamente in salita (tranne un tratto di, più o meno, cento metri) e le pendenze più pesanti si trovano alla fine. Quindi, oltre che un buon collaudo delle proprie gambe, è anche una buona palestra per la propria testa: risparmiarsi sotto, quando si è ancora freschi ed entusiasti, per non bloccarsi sopra.
E' più breve e semplice di altri famosi tour dei ciclisti amatoriali (ad esempio la Roma-Ariccia, o la Roma-Velletri via laghi), ma pur sempre gode di un certa dignità. Al punto che, di solito, al semaforo del bivio verso Grottaferrata, fine del primo tratto duro e preludio del secondo e peggiore strappo, si trovano quasi sempre ciclisti riuniti a riposarsi e rifiatare nel modo classico degli esponenti di tale categoria: chiacchierando amabilmente tra di loro, anche se si tratta di perfetti sconosciuti. Il bello dell'andare in bici è anche questo...
La strada, come detto, non è adatta a tutti, ma solo a coloro che “siano disposti a soffrire”. Si parte dall'interno di Roma e si deve raggiungere la Tuscolana. La via è bella e larga, anche se piena di semafori e macchine in doppia fila. All'altezza di Porta Furba una discesa ripida e piacevole dà uno slancio verso il X municipio (che tipicamente accoglie il ciclista con... un semaforo rosso!).
Segue un lungo tratto di strada ampia, bella, contornata da un quartiere intensivo ma arioso, almeno fino a Cinecittà. Là la strada si amplia ulteriormente e le case spariscono per lasciare posto prima ad un famoso centro commerciale, quindi agli studi cinematografici ed infine ad un paio di edifici uso ufficio. Al di là la strada si biforca: un cavalcavia supera l'inserimento verso il parcheggio metro di Anagnina ma, per i prodi ciclisti è consigliato passare sulla complanare in basso: di salite a venire ce ne sono più che a sufficienza.
L'unico vero pericolo appare al termine del cavalcavia: a destra si trovano le entrate del Raccordo, a sinistra la continuazione della Tuscolana. Ovviamente, il ciclista si trova (o dovrebbe trovare, secondo il codice della strada) completamente a destra, ma deve svoltare a sinistra. Attraversare tre corsie di una strada statale è sempre un rischio...
Una volta rifiatato per non essere stati arrotati, tuttavia, bisogna mantenere alta l'attenzione: alla nostra destra si trova la rampa di uscita dal Raccordo: le macchine sfrecciano sparate dirette sia verso il centro, che verso Frascati. Stando bene attenti a non scontrarsi, possiamo conquistare la destra della carreggiata anche in questo punto pericoloso.
Da quel punto in poi, ci si può concentrare solo sulla strada che sale. Siamo nella zona della Romanina, dominata da alcuni grandi centri commerciali, che, però, lasciano presto il passo all'agro romano ed alle case nate accanto alla statale. Per qualche chilometro la strada è morbida. Sale, ma in maniera dolce e costante. E' lì che si vede chi abbia la saggezza di risparmiare le proprie risorse: il percorso ti invita a spingere, la salita non è faticosa, si pedala bene nonostante si abbia la netta sensazione visiva della pendenza. Eppure, lo sforzo compiuto lì si paga immediatamente dopo.
Dopo lo svincolo per Ciampino ed un ampio curvone che termina con un opportuno semaforo (opportuno soprattutto se rosso... una buona scusa per qualche istante di riposo), arriva il bivio per Vermicino. Superato anche quello, all'improvviso, la strada si inerpica. Se uno è stato saggio nel tratto precedente, poco male: comincia la fatica e si deve attingere alle energie rimaste; in caso contrario, la sofferenza comincia ad essere notevole. Lo strappo non è lunghissimo, saranno poche centinaia di metri, ma stronca. Ed è solo il primo...
La strada comincia a spianare (ma in realtà pende ancora) all'altezza di un ennesimo semaforo. In media, dato che è pedonale o poco più, lo si trova verde anche se si spera con tutte le forze rimaste (già poche) che scatti prima del nostro arrivo. Neanche a pensarci... Si prosegue arrancando e ci si trova di fronte ad un bivio. I più furbi (apparentemente) si buttano a destra, si rinfrancano di una ventina di metri di discesa e risalgono verso il semaforo successivo. Gli altri, invece, proseguono con la stessa pendenza e lo stesso ritmo e, in generale, sprecano meno energie.
Al semaforo, che si può sperare di prendere rosso, si prosegue. La strada piega leggermente a sinistra, e ricomincia a salire sul serio. Nemmeno questo strappo è lungo, e precede l'unico vero momento di riposo: si valica un colle e, pertanto, si può godere di alcune decine di metri di vera discesa. Con tanto di semaforo in mezzo. E, per giunta, spesso rosso! E' lì che ci si raduna per riposare il gruppo di prodi ciclisti prima di affrontare i tratti più duri del percorso.
Infatti, dopo aver tirato il fiato per qualche secondo, dopo un curvone a sinistra, si passa sotto il cartello che avverte che siamo entrati nel comune di Frascati e la strada si inerpica di nuovo. Ma stavolta in maniera davvero intensa. Non è questione solo della fatica già accumulata: è proprio la strada che pende... Si comincia sperando di raggiungere il prima possibile il curvone sulla destra, sperando che dopo la strada migliori, ma superata la piega il lungo tratto di rettilineo è assolutamente ripido. E' vero che è interrotto da ben due semafori, ma il primo è pedonale e legato alla scuola che si trova sulla destra, per cui, a parte orari e giorni particolari, lo si trova immancabilmente verde...
Superato il rettilineo ci si trova di fronte ad una rotonda: a sinistra si nota l'ingresso del pronto soccorso (e molti vorrebbero transitare di là...), ma si svolta alla seconda a destra verso un altro strappo meno intenso del primo, ma che con la fatica accumulata si fa sentire. Alla fine un'altra rotonda con svolta a sinistra: siamo ad un passo e poche decine di metri di dislivello da piazza Roma, l'ingresso al centro storico di Frascati. Quando si è in piazza si può scegliere di entrare nel paese e terminare la fatica, oppure di seguire la via Tuscolana e, continuando ad inerpicarsi duramente, passare di fronte alle Ville Tuscolane (villa Aldobrandini, posta al centro di uno dei vari tornanti) e villa Tuscolana (ancora più su, due tornanti dopo), per poi dirigersi al Tuscolo. L'ultimo tratto è sicuramente il più duro e lo si consiglia solo a chi abbia ancora sufficienti energie... Certo che il premio è davvero eccezionale: dall'alto del colle si osserva Roma da lontano, ci si trova in mezzo ad un bel boschetto e ci si può riposare in mezzo alla natura. Orsù, prodi ciclisti: allenatevi a sufficienza ed anche voi potrete sperimentare le meraviglie di questo bellissimo percorso

Flavio

   

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