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25 Aprile ricorrenza della Liberazione.

La nostra Costituzione, all’art.11, dichiara solennemente che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Tale articolo affonda le radici nella lotta per la liberazione sostenuta dagli italiani come riscatto degli anni bui della nostra storia nella seconda guerra mondiale. La giornata del 25 aprile è il segno del ringraziamento che l’Italia rivolge a tutti gli eroi, conosciuti e non, che hanno contribuito a consentirci di vivere ora in un paese democratico che rispetta le libertà degli altri come non fu, in quel periodo, da parte di chi pensava di poter regolare il mondo secondo i propri distorti voleri, ignorando i diritti altrui. Gloria ai nostri connazionali che spesso hanno sacrificato se stessi per affermare tale diritto mai sopito, neanche negli anni di guerra. In un’epoca in cui si ricercano i valori veri della vita sociale collettiva, dalla famiglia alla religione, al diritto al lavoro, credo che uno dei valori da far trionfare principalmente sia proprio quello della libertà e dell’onore di vivere in un paese libero. Ricordiamoci di non trattare il 25 aprile solo come un giorno di festa qualsiasi che può aiutarci a fare un bel “ ponte “ per prolungare le ferie o gite al mare.
Io ero bambino, avevo otto anni, quando vedevo l’acredine dei soldati nazisti scatenarsi a Roma contro il popolo italiano, ricordo il traffico dei panzer che andavano verso il fronte di Cassino e di Anzio ove erano sbarcati gli eserciti alleati, ho ancora nelle orecchie lo sferragliare dei cingoli. Abitavo vicino a Via Appia Nuova, a due passi da S. Giovanni e ricordo visivamente, avendolo visto, quello che foto d’epoca documentano ancora su giornali, un nido di mitragliatrici con paracadutisti nazisti puntare le loro armi verso la via Appia dietro le mura all’interno della piazza.
Ho vissuto la paura che può avere un bambino di otto anni, ormai cosciente di quello che ha intorno, a vivere quei brutti momenti di incertezza , di timore dei bombardamenti e delle bombe, della fame che ci attanagliava tutti. E poi il terrore e lo sgomento per quello che avveniva intorno a noi dall’eccidio delle Fosse Ardeatine alle voci di quello che avveniva a Via Tasso, a due passi da S. Giovanni. Poi finalmente, dopo la resistenza, la liberazione di Roma che anticipava quella d’Italia, anche se tante altre atrocità sono avvenute nel procedere del fronte di guerra verso il nord. Ricordo ancora le voci che circolavano ed arrivavano a casa dell’eroica difesa di Roma dei granatieri italiani a Porta S. Paolo, ricordo che molti giovanotti della strada ove abitavo, quando si seppe cosa avveniva, corsero a combattere insieme ai soldati. Roma è medaglia d’oro della Resistenza per tutte queste cose e credo che sia giusto ricordarlo, quando capita l’occasione, ai nostri giovani perché molti atteggiamenti sociali e politici dei nostri giorni sembrano dimenticarlo.
Ben ha fatto il Sindaco di Roma Veltroni a coinvolgere gli alunni delle scuole superiori romane, portandoli a visitare i vecchi campi di concentramento nazisti in Germania ove ebrei e cattolici di ogni regione italiana e di altre nazioni europee vennero deportati ed uccisi dai seguaci di Hitler come memoria di una ignominia senza tempo. E’ un’opera meritoria che vale più di quello che costa all’amministrazione perché rende giustizia alla storia di Roma e dell’Italia tutta, facendo capire ai giovani che si affacciano alla vita quanto valga la libertà e che tipo di valore sia, sicuramente il più alto che la nostra Costituzione possa racchiudere nel suo interno.
Quindi viva il 25 aprile, giorno della nascita dell’Italia moderna.

massimo giacomozzi
 

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