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Roma Pass: Crypta Balbi

Dopo il Colosseo decido di andare a Galleria Borghese, ho ancora un ingresso gratuito. E qui sorpresa: della fila preferenziale neanche l'ombra ma sopratutto Roma Pass prevede comunque la prenotazione della visita.

Insomma non posso entrare.

Ma è assurdo!Ma c'era scritto da qualche parte sul kit? Fammi controllare. Oh sì, c'è scritto sulla guida: prenotazione obbligatoria.

Uffa! per usare un eufemismo.

La mia Roma Pass scade stasera, cosa vado a vedere? Ho voglia di una cosa strana, sfiziosa a rischio di delusione, con un qualche disservizio su cui accumulare anche l'affare Galleria Borghese. Ecco, trovata, la Crypta Balbi. Anche se... è un piccolo sito, può essere lo sfacelo organizzativo come il paradiso dell'efficienza e il fatto che sia stato aperto da poco, da quello che vedo passando da via Botteghe Oscure quando capita, opterei per la seconda ipotesi. E infatti....

Poca gente, soprattutto stranieri, americani. Ma si sa, da "Cleopatra" e "Ben Hur", gli americani amano la Roma dell'impero, anzi pare che quest'anno sia tornata prepotentemente di moda (buon per noi e per il nostro turismo).

E una straordinaria avventura nel "tempo" perchè questo sito racconta cosa è successo in questo pezzetto di Roma dall'epoca di Augusto ai nostri giorni. Sono visibili tutte le stratificazioni successive su tre piani, un po' come a San Clemente solo che qui è tutto luminoso, chiaro anche nella lettura. Ad illuminare ancora di più c'è un allestimento leggero ed estremamente esplicativo.

Il tutto in un restauro che è un pezzo di buona architettura fatta di vetro, tiranti in acciaio, climatizzazione. Un manifesto di cosa può essere "la tutela del passato e la voglia di futuro".

Chi se li ricorda? Erano i lavori anni fa. E va detto che i lavori per la sistemazione di questo sito sono durati venti anni.

Il sito - In estrema sintesi si può dire che ai tempi di Augusto c'era un prefetto di origine spagnola che decise di costruire un magnifico teatro e accanto un portico coperto. Si scopre, in questo, che Crypta non è un ambiente sotterraneo, no no, è un "ambulacro", un percorso tra il portico e il muro perimetrale esterno del teatro.

Poi Roma decade, l'esedra del teatro scompare, l'area si svuota (tanto per dire soltanto una cosa, l'area viene adoperata fino al vi secolo come mondezzaio, pubblica latrina), restano rovine, poi sopra si comincia a costruire e poi... e poi si arriva al degrado dei palazzi su via delle Botteghe Oscure che qualcuno ricorda. A me facevano senso, sembrava fossero malati di una brutta malattia. Poi il cantiere e poi nel 2000 è stato aperto questo museo che soddisfa anche i palati più schifiltosi.

 

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