04/11/2005      chi siamo scrivici

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                                                                                                        la città futura

Roma per Kyoto

Al convegno che illustra le politiche del Comune per il protocollo di Kyoto, annuncio del Sindaco con premessa.

La premessa di Veltroni - Se succede che a Roma in questi giorni si registra la temperatura più alta della media stagionale degli ultimi 40 anni, se succede che ci siano uno dietro l'altro terribili uragani (sempre con nomi di donna, chissà... come se le catastrofi fossero sempre legate alla donne), se succede che Praga si possa allagare in estate, allora vuol dire che qualcosa sul pianeta sta cambiando. E le immagini più terribili viste in Tv non sono quelle delle tante macchie di sangue a cui ci siamo dovuti abituare ma quelle dal satellite che raccontano di come avanza la desertificazione e di come si riducono i ghiacci.

E poi ci sono le grandi forze: si spinge per la non interdipendenza nel momento di massima interdipendenza e interconnessione fra i paesi della terra. Questo, come nella scienza dei movimenti tettonici, può causare "terremoti" dagli effetti devastanti incalcolabili. Non è possibile non tenere conto dello sviluppo di paesi come la Cina eppure la lotta alla povertà può diventare elemento di ulteriore squilibrio.

All'effetto serra non si può rispondere "se ne occuperanno i nostri nipoti" come fece anni fa un presidente della Camera e neanche con lo spirito della barzelletta che ha raccontato Veltroni:   un uomo si reca dal saggio della montagne e gli chiede qual'è il senso della vita. Il saggio ci pensa e risponde "la vita è come un volo di rondini, per scoprirne il senso devi prendere le rondini" Allora l'uomo gli chiede come fare e il saggio dice: "io le indicazioni politiche te le ho date, ai dettagli tecnici pensaci tu"

La politica deve pensare ai dettagli tecnici.

Ed ecco l'annuncio del sindaco di Roma. Dopo aver deliberato che tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione siano alimentati con energia rinnovabile, la giunta ha approvato che anche tutti gli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, debbano essere costruiti garantendo che il 30% della alimentazione sia da fonti rinnovabili. Vale la stessa regola del 30% di energia rinnovabile per tutti quegli edifici per cui si richiede il rifacimento totale delle coperture. Detto in soldoni: siccome è sul tetto che si possono mettere i pannelli solari, chi deve rifare il tetto ottiene il permesso se nel progetto di rifacimento è prevista l'installazione di pannelli che coprano il 30% del fabbisogno per riscaldamento. Stessa regola vale per tutte gli edifici per cui viene chiesto il permesso a costruirli ex novo.

Rispetto al milionesettecentomila case a Roma, quelle di nuova costruzione consentite dal nuovo piano regolatore rappresentano circa il 4%. Sembrerebbe poco ma è una pietra importante nel regolamento edilizio: non si tratta di agevolazioni o incentivi, è una regola, non si costruisce e non si ristrutturano coperture diversamente da così. E a chi obietta che l'obbligo comporta costi alti la risposta è che ormai, dati alla mano, i costi degli impianti di energia rinnovabile sono del tutto paragonabili a quelli delle energie tradizionali.

Ma tutto questo non è la soluzione, così come non lo sono le domeniche ecologiche e le targhe alterne. Che sul pianeta sta succedendo qualcosa di importante è evidente dai dati delle centraline di rilevamento delle polveri, e sono dati inquietanti: a ferragosto, giorno in cui a Roma c'era sicuramente pochissimo traffico, si sono superati i limiti. Gli stessi limiti non scendono sensibilmente nemmeno durante le domeniche ecologiche e le giornate a targhe alterne. Aspettiamo di sapere dal rapporto della regione, quindi, cosa c'è nelle polveri per capire se viene dal vento del deserto, se viene dalla centrale a carbone di Civitavecchia o cos'altro.

Di fronte a tutto questo, comunque. è evidente che c'è una sola strada praticabile, almeno per quanto riguarda l'immissione di sostanze derivanti dalle automobili e Veltroni lo ripete e lo ripete e lo ripete ancora: trasporto pubblico, trasporto pubblico e trasporto pubblico. Con sottotitolo: trasporto pubblico su ferro.

 

Per me, figlia di ferroviere innamorata del suono dei binari, sarebbe un futuro magnifico. Sarà un magnifico futro visti i lavori per le nuove metropolitane romane: prolungamento B1, linea C e linea D

il progetto dell'assessorato all'Ambiente per il protocollo di Kyoto

angela cannizzaro :) 

 

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