07.07.2006
Roma sparita
Sant'Urbano ai Pantani e la Samaritana
Sarā che stasera (finalmente) piove e che la pioggia mi concilia certa inclinazione storico-romantica, ma mi č venuta voglia di un tuffo nelle amate vecchie foto di parti scomparse di mondo. Parti scomparse di Roma.
Certo, tutto cambia. Ma ci sono cambiamenti fisiologici, graduali, tanto lenti da essere impercettibili. Altri cambiamenti sono repentini, veloci, decisi, progettati, "traumatici".
Su questo si puō aprire un lunghissimo discorso che ha a che fare con le necessitā di modernizzazione delle cittā. Eppure...
Insomma, una delle scomparse significative, forse l'ultima sparizione traumatica č stata l'apertura di via dei Fori Imperiali. Vogliamo discuterne? A che serve? Di fatto siamo nelle condizioni di voler riportare alla luce quello che č stato interrato. Di sicuro non potremo ricostruire quello che č stato demolito. Come per esempio al chiesa di S. Urbano ai Pantani dove c'era la Samaritana, fino al 10 settembre esposta a Palazzo Braschi e occasione di questa romantica riflessione.
Che da qui va poco oltre.
Sulla pubblicazione che abbiamo avuto alla presentazione della Samaritana restaurata, ho trovato un po' di foto e una planimetria che hanno da una parte il sapore dei vecchi libri, dall'altra mi hanno trascinata in un luogo familiare senza che io lo potessi riconoscere, come in quel vecchio film "L'uomo che visse nel futuro", come se fossi salita sulla macchina del tempo e fossi "qui", a via dei Fori Imperiali, ma in un altro "quando"
La cosa straziante di queste foto, č la sequenza quasi filmica:
l'interno della chiesa durante la demolizione,
la demolizione quasi ultimata.
Ma perchč S. Urbano ai Pantani? Perchč "pantani"?
Mi sono scaraventata su un motore di ricerca (potenza della tecnologia) e questo ho scoperto: "Per la profonditā del suolo in questa parte rimasto assai depresso fino al secolo XVI e dove le acque impaludavano, la contrada fu detta de' Pantani, finché S. Pio V circa il 1570 commise a Prospero Boccapaduli maestro delle strade che rialzasse in quel luogo il suolo impraticabile e malsano. La strada adiacente a quella regione conserva tuttora il nome di via Alessandrina"
Evviva! ...si fa per dire...
J