24.07.2009
for de porta
L'isola
di Sassola
Eravamo in roulotte, camping Casa Rossa alla Giannella, vicino Porto Ercole.
Compivo 34 anni, le mie tre ragazze, nove, otto e tre anni, mi avevano fatto un dono favoloso, proprio quella mattina. Un isola, tutta per me.
Ma andiamo con ordine: il camping era in una pineta alla foce dell’Albegna,
che proprio lì si gettava nel Tirreno, una vasta laguna costellata, nella
bassa marea, da piccole lingue di terra.
Ne avevamo raggiunto una il giorno prima, a una cinquantina di metri dalla riva, con il nostro piccolo canotto di plastica, da vero incosciente come diceva Franca che si rifiutava categoricamente di salirci; il mini-isolotto affiorava per non più di una quaranta, cinquanta centimetri per sparire poi nelle ore di alta.
Decidemmo di impadronircene, lo battezzammo con il nome di “Sassola”, in
effetti era quasi tutta ghiaia, venti metri di diametro più o meno.
Fu appunto quello il regalo di compleanno, mi nominarono formalmente Re di Sassola, con il diritto di battere moneta.
La piccola, Claudia, aveva deciso che la moneta si sarebbe chiamata “sassolini” e in pochi minuti ne aveva raccolti sul greto del fiume una certa quantità, pietre multicolori di varie pezzature ovviamente, che dovevano essere mantenute sempre bagnate, per via della lucentezza.
Claudio