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martedì 28 luglio 2015

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SCIUSCIA'

Pasquale e Giuseppe fanno gli sciuscià a via Veneto nella Roma del 1945  dove ancora ci sono gli americani liberatori.

Risparmiano e mettono soldi da parte perchè vogliono comprare un cavallo che "conoscono" e seguono al Galoppatoio di Villa Borghese.

Hanno già da parte buona parte della somma ma l'occasione di realizzare il loro sogno si presenta quando il fratello di Giuseppe li manda da una chiromante a vendere due coperte militari e con i suoi complici si finge poliziotto per entrare in casa e rapinare la donna. Giuseppe e Pasquale ricevono come compenso giusto la somma che manca per il cavallo ma la gioia dura poco: la polizia vera li arresta e li porta al carcere minorile dove la vicenda che fino ad ora è stata tutta "fuori", diventa tutta "dentro" in tutti i sensi possibili: dentro nel gergo della malavita, dentro al carcere, rigorosamente in interni, nell'interno di quello che succede dentro al loro cuore e dentro le loro vite.

 

Intanto i due vengono separati. Poi Paquale cade in un tranello: convinto che stanno picchiando l'amico, rivela i nomi dei rapinatori fra cui quello del fratello di Giuseppe. Giuseppe, considerandolo una spia e spalleggiato dai compagni di cella, lo denuncia per il possesso di una lima (di cui Pasquale ovviamente non sa nulla). Quando evade, Pasquale suggerisce alle guardie del carcere dove può essere andato: alla rimessa del loro cavallo. E qui accade la tragedia: i due ragazzi litigano....

 

Capolavoro.

Grandissimo lavoro di regia e di direzione di attori che non sono soltanto bambini ma anche figli di gente comune, che parlano un romano così vero e stretto e, a questo punto, anche vecchiotto, che a momenti si fa fatica a capire.

Meraviglioso uso della colonna sonora che oscilla fra le cantilene del gioco (anche se siamo in carcere) e le note del dramma.

Meravigliosi i ragazzi con una segnalazione per il tenerissimo bambino napoletano malato di tubercolosi e oggetto delle attenzioni degli altri.

 

Location che sono storia della città: Via Veneto che già 16 anni prima della Dolce Vita era già così, il San Michele a Ripa (esterni) che era ancora carcere minorile, piazza Campitelli, una rimessa per cavalli  a Porta San Sebastiano quando l'Appia Antica non era dei ricchi.

Interni del carcere ricostruiti in studio.

 

Primo Oscar per Vittorio De Sica che ne vincerà altri 3 e sarà, insieme a Federico Fellini, l'italiano che ne ha vinti di più.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

 

 


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