lunedì 20 dicembre 2010
soggettive
Tra pochi giorni ci sarà un'altra manifestazione degli studenti mentre sta per essere approvata la legge Gelmini che riforma la scuola e l'università.
Non voglio entrare nel merito della legge sia perchè la conosco solo per grandissime linee, sia perchè il nostro giornale non ha mai inteso esprimere posizioni squisitamente politiche.
Voglio solo riflettere a proposito delle foto di una settimana fa quando veniva approvata la fiducia al governo Berlusconi.
Il lavoro quella mattina mi ha tenuta lontana dai luoghi degli scontri, all'ora degli scontri tornavo in treno da Maccarese e l'unico "fastidio" è stato dover scendere dal 64 su lungotevere perchè la linea era stata deviata e fare un pezzo di corso Vittorio a piedi, nulla di più di quello che faccio normalmente per andare alla posta.
Poi mentre scrivevo alla mia solita finestra sul cortile con un occhio alle notizie del TG, ho sentito una esplosione, proveniva dalle parti di piazza Venezia, forse era solo uno di quei petardi odiosi rumorosissimi che si esplodono a capodanno ma ho cominciato a preoccuparmi. E poi sui giornali sono arrivate le foto dagli scontri tra i ragazzi e la polizia.
E mi sono sentita come in un film alla moviola che torna rapidamente indietro, come su una macchina del tempo che va indietro, a trenta anni fa, nei terribili anni 70, quando avevo più o meno vent'anni, come i ragazzi a piazza del Popolo e a piazza Venezia.
E ho pensato che la storia si ripete, che c'è ancora qualcuno dentro le manifestazioni che pompa sulla violenza, che come a Genova nove anni fa non si capisce esattamente chi siano questi black-block e che da un momento all'altro poteva scapparci un morto che come tutti i morti in queste circostanze fanno tragicamente troppo comodo a qualcuno, sempre.
Ci tengo a segnalare un video del Corriere della Sera fatto da un giornalista appostato in alto a piazza Venezia dove si sentono chiaramente i ragazzi dire "imbecilli" a quei due che aggredivano la camionetta della polizia che chiudeva via del Plebiscito dove c'è palazzo Grazioli, residenza privata di Berlusconi.
Vedere Roma così non mi è piaciuto affatto, mi sono sentita davvero molto strana e sono preoccupata. Tra pochi giorni c'è un'altra manifestazione.
Stiamo attenti, molto molto attenti.
angela cannizzaro