29.06.2006              chi siamo scrivici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                accade a Roma

Scultura lignea dalle terre russe

Strana mostra, ad un primo impatto. Ma è di quelle che si rivelano piano piano.

La cosa che salta subito all'attenzione è che alcune sculture ricordano la maschere africane ma vengono dalla Siberia. Evidentemente gli uomini sono molto più "uguali" di quanto non si immagini.

E poi affiorano altre stupefacenti piccole cose. Che, ad esempio, alcune effigi sono frutto dell'incontro fra la tradizione cristiana ortodossa e certo paganesimo del popolo dei villaggi lontani; e lo stupore vero è guardando le date: XIX secolo, l'800... incredibile.

E poi la cultura del legno: certo, ci sono paesi dove è quella la materia prima, l'elemento immediatamente disponibile e allora sarcofagi in legno, corone per il matrimonio ortodosso in legno, intere piccole chiese da viaggio in legno, croci processionali in legno... Crocifissi in legno è già più normale. Porte regali in legno altrettanto non fosse che sono piccole, come le porticine di Alice nel Paese delle Meraviglie; ed è presto spiegato: risalgono ai tempi di Ivan il Terribile che così costringeva i visitatori ad entrare chianti davanti a lui in atto di riverenza (se mai avessero osato dimenticarsene...)

Sono 60 opere  che, al di là della prima suggestione, offrono un panorama storico molto vasto, dall'età del bronzo al 19° secolo; arrivano in Italia da Musei Russi che raramente le hanno prestate anche per la particolare delicatezza.

Consentono un interessante paragone fra la nostra scultura lignea e quella russa; anche da questo punto di vista emergono similitudini: San Nicola è lui, come il nostro San Nicola di Bari, è la stessa effigie.

E sotto o forse sopra a tutto questo la considerazione che prima di questi oggetti sacri scolpiti pensando e pregando il divino, c'è qualcosa considerato divino pria ancora delle religioni: c'è l'albero, che da una parte si tende verso il cielo e dall'altra affonda le radici nell'oscurità della terra, luce e ombra, cielo e inferi, spiriti della luce, spiriti delle tenebre.

E tutti questi scultori che pregavano intagliando il loro legno, mi sembrano di colpo teneri e allo stesso tempo avvolti da un mistero più grande.

 

Ai Musei Capitolini - dal 29 giugno al 27 agosto

J


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