mercoledì 05 agosto 2015

            

                                                                                             la città del cinema

Se dio vuole

Tommaso, famoso cardiochirurgo, ateo, di solide certezze, con moglie che beve di nascosto, figlia che ama segretamente la musica di  Gigi D'Alessio e genero agente immobiliare di modestissima levatura culturale, scopre che il figlio, unica sua speranza, ha deciso di farsi prete.

Tommaso avrebbe accettato senza battere ciglio un figlio gay ma prete no. Lo ritiene una figura anacronistica, come lo zampognaro. E un figlio zampognaro non lo vuole.

 

E così, cercando ci capire come il figlio ha deciso, lo segue e scopre che dietro la sua decisione c'è un prete molto particolare, don Pietro, un prete rock, che con accento romanesco racconta i vangeli e la parole di Dio con una verve all'altezza di De Crescenzo quando racconta i miti greci e la guerra di Troia. Travolgente, accattivante e con un passato a Rebibbia e poi "vocazione tardiva", come dirà lui stesso a Tommaso.

Tommaso si finge un poveraccio per smascherarlo ma don Pietro scopre tutto e, per non rivelare niente al figlio, lo costringe a dare una mano nel restauro di una vecchia chiesetta per un mese.

Sarà il mese in cui queste due fortissime personalità cominceranno a conoscersi, a rispettarsi, a diventare forse amici.

Sarebbe facile pensare ad una conversione canonica ma forse Tommaso più che una illuminazione di fede, finisce semplicemente per smussare i lati duri del suo carattere.

Finale a sorpresa e aperto apertissimo.

 

Alessandro Gassman è bravissimo così come il sottovalutato Marco Giallini.

Il film unisce alla migliore tradizione della commedia all'italiana, un ritmo serrato da video-clip senza che si perda l'unitarietà della vicenda.

E quindi grande sceneggiatura, grande controllo del film.

 

Sullo sfondo del meraviglioso terrazzo della meravigliosa casa, ovviamente San PIetro. Nel film si dice che la casa è in Prati ma secondo me la casa, dagli arredi, sembra più ai parioli e il terrazzo, data l'angolazione da cui di vede Castel S. Angelo, è su via dei Coronari o dintorni.

E poi una chiesetta di periferia, scorci di periferia da cui, visto l'accento, viene don Pietro.

Bella location

 

Molto molto originale. E va sottolineato che è film d'esordio.

Forse un po' da Giubileo straordinario ma con l'intelligenza di una risoluzione non fideistica ma semplicemente umana.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

 

 


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