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13.12.2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I segni che rimangono

Di sicuro non deve essere facile governare Roma, non fosse altro per le dimensioni, il ruolo di capitale ecc. Figuriamoci con la pioggia torrenziale e la piena veramente eccezionale del Tevere. E quindi povero sindaco Alemanno che guaio! Forse giustamente, nel dubbio e nel rischio, ha consigliato ai romani di non uscire di casa senza necessità, ha detto che nessuno era obbligato ad andare al lavoro visto il dichiarato stato di calamità, ha detto che questo non era il cinema ma una grave situazione.

 

L'onda di piena era annunciata fra mezzanotte e le due del mattino. Così alle 23.30 ho agguantato la machina fotografica e sono andata giù al fiume.

E ho visto la meraviglia: nonostante l'allarme (diciamocelo, forse anche allarmismo), i romani si erano scaraventati in strada, sui ponti, si erano appostati lungo i muraglioni ad aspettare la piena, moltissimi armati di macchine fotografiche e cavalletti grandi e piccoli, molti con i telefonini pronti, moltissimi semplicemente a guardare.

"Sprezzanti del pericolo" i romani hanno trasformato la notte della paura in una notte di festa, sembrava nuovamente la notte bianca ed è stato così fino alle tre del mattino quando si è bell'e capito che la spaventosa onda era tutto lì, con l'acqua che non sfiorava nemmeno l'occhialone di ponte Sisto.

Intendiamoci: fuori dal raccordo a Roma nord la campagna è allagata, così come a ponte Mammolo sulla Tiburtina. E ricordiamo con dolore ancora la povera signora Bruna a Monterotondo e il ragazzo irlandese che è scivolato dalle scale di ponte Mazzini.

A proposito: in serata erano stati chiusi ai pedoni alcuni ponti. Capisco ponte S. Angelo dove c'erano i vigili a cercare di rimuovere i barconi che avevano rotto gli ormeggi e ostruito le arcate, ormeggi che "qualche imbecille" come li ha definiti Bertolaso, non aveva rinforzato; capisco ponte Cestio per garantire il passaggio delle ambulanza del FateBenefratelli. Ma che senso aveva chiudere ponte Garibaldi ai pedoni e lasciarlo aperto al traffico di tram e auto? Infatti la chiusura è durata un'oretta, i pedoni devono esserselo ripreso così come è successo a Ponte Palatino dove i vigili non ci provavano più neanche a impedire lo scavalcamento del nastro bianco/rosso. Invece le scale, quelle si che dovevano essere veramente chiuse, perchè i gradini di travertino sono scivolosi. Quelle che hanno i cancelli infatti erano giustamente sbarrate. E le altre c'era il nastro che evidentemente non ha impedito al ragazzo irlandese di scendere al fiume quando la notte ormai stava terminando.

 

Di fatto, con incoscienza o con prudenza, con allegria o curiosità, i romani si sono ripresi la piena del fiume e la notte.

Non posso fare a meno di pensare che questo è un segno lasciato da decenni di estati romane e degli anni belli della Notte Bianca.

Segni che rimangono per sempre.

angela cannizzaro :)

 

ps - il fiume era "bellissimo", nel clima di generale presenza non faceva paura e per capire quanto sia stato alto, occorre guardare le foto e fare il paragone con le normali condizioni.

 

            


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