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30.01.2007 

 

 

 

                                                                                                        for de porta Voi che vivete sicuri

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case.
Voi che trovate tornando a casa visi amici,
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Anche Cerveteri, o meglio anche l‘Istituto Enrico Mattei, sempre presente e disponibile negli avvenimenti come questo che abbiamo appena vissuto, ha dato il suo contributo alla celebrazione del Giorno della Memoria.
Per non dimenticare. Mai.
Per ricordare, a volte per raccontare ex novo, ai nostri figli distratti, cosa è accaduto neanche settant’anni fa, ciò che dovranno trasmettere ai loro figli, che non dovrà mai più accadere.

Si è conclusa infatti sabato 27 gennaio la manifestazione "Shoah, il Giorno della memoria". Il progetto, realizzato grazie al contributo della Provincia di Roma insieme all'Istituto Enrico Mattei, è iniziato mercoledì 24 gennaio alle ore 16 nella sala Auditorium con quattro giorni di proiezione di film dedicati e di incontri. E proprio il primo incontro è stato di una emotività eccezionale: Vera Michelin-Salomon, ottantaquattro anni, ha raccontato ad un auditorio muto per la commozione la sua storia di sopravvissuta – una tra i pochi – al Lager di Dachau, dal suo arresto nel febbraio 1944 per distribuzione di materiale di propaganda antifascista contro l’occupante nazista, davanti alle scuole superiori e all’università di Roma, ai terribili interrogatori in via Tasso, al trasferimento su carri bestiame dapprima alla prigione di Stadelheim (Monaco), poi nella sede definitiva della sua fortunatamente breve detenzione: il Frauen Zuchthaus di Aichach (Alta Baviera) dove sarà liberata dalle truppe americane il 29 aprile 1945.

L’alternarsi, nei quattro giorni di durata della manifestazione, di testimonianze dirette e di proiezione di film ha costituito una indovinata operazione di sintesi e di rilancio di un approccio che va al di là della mera celebrazione del ricordo, coinvolgendo i giovani di oggi in un evento in un certo senso a loro estraneo per età e situazioni familiari.
Erano presenti tutti i ragazzi del Professionale, Tecnico e Scientifico. Ho visto molte persone in sala con i lucciconi agli occhi immedesimate, nel corso delle testimonianze che si sono succedute, in alcune parole come disperazione, impotenza, disprezzo, amore, constatando che il filo conduttore dei valori è eterno.

Altamente coinvolgente la chiusura della manifestazione. Alle 11.54 di sabato in tutto l’Istituto è risuonata la sirena. In tutte le classi i ragazzi si sono alzati in piedi per un minuto di assoluto silenzio, seguito dall’assolo di tromba del prof. Giorgetti che ha eseguito il “Silenzio fuori ordinanza”. In ogni classe un alunno ha letto il coinvolgente incipit da “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
Un momento che rimarrà a lungo nella memoria dei nostri figli.

Voglio dare atto a nome dei cittadini all'impegno della preside Daniela Scaramella, della docente Nicoletta Temperi e degli altri insegnanti dell'Istituto, al coordinamento del prof. Mauro Castagno, responsabile per l’ UPTER, settore cinema.

Gea Copponi

 


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