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04.07.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

 

Siena

 

Civetta e va bene, è chiusa al pubblico tant'è che la foto che ho trovato è in un vecchio bianco e nero.

Ma tra Chiocciola, Giraffa e Istrice, caro Flavio, qual è la contrada con cui hai "litigato"? E perchè? Quali questioni personali?

 

A Siena, sì, ci sono stata tanti anni fa.

 

Eravamo partiti un sabato mattina verso la Toscana senza una meta precisa poi in un autogrill abbiamo incontrato una coppia di senesi e l'idea: andiamo a pranzo a Siena poi si vedrà.

 

Certo il mio lui ha capito subito che eravamo nuovamente nella terribile (per lui) condizione di dover parcheggiare la macchina "for de porta", fuori dal centro storico e poi a piedi, come era successo a Pisa, a Perugia, a Orvieto, a Spoleto... A raccontarlo adesso che Roma è tutto un combattere con la sacrosanta ZTL sembra incredibile ma all'epoca, erano gli anni '80, erano state proprio le civili città della Toscana e dell'Umbria a dare i primi esempi di centri storici chiusi al traffico.

 

E quindi a piedi siamo arrivati nella piazza del palio. E che facciamo? Non saliamo sul campanile a guardare la piazza dall'alto? E via, a piedi in cima al campanile, dove dopo le foto di rito, avevo cominciato a fare particolari del meccanismo della campana (era il mio periodo della fotografia macro e dei "particolari irriconoscibili").

 

E poi a piedi a pranzo (pranzo magnifico) e poi a piedi alla piazza del Duomo che rispetto a quella del Palio ci ha molto deluso.

Anche il Duomo, in fondo simile a quello si Orvieto ma... meno imponente... forse effetto della piazza non troppo grande.

 

E poi lui non ha più sentito ragioni: a piedi a riprendere la macchina per andare a cercare un posto dove ci fosse un albergo con parcheggio.

E finimmo in Chianti

 

Devo dire che delle contrade di Siena in quella gita non abbiamo avuto sentore alcuno ma sarà stato il gran ridere e il gran borbottare per quell'infinito "a piedi".

 

Ma non passò molto che mi capitò per le mani un romanzo di Fruttero e Lucentini,  "Il Palio delle contrade morte", dove scoprii che non solo c'erano 17 contrade (e tutti i meccanismi di turnazione che regolano il palio) ma che Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte e Vipera, non ci sono più.

 

ac :)

 


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