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20.09.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                         soggettive

Si torna a scuola

Nell’attività frenetica in cui si è trasformata la vita di noi tutti, non so quante persone si sono accorte che sono iniziate di nuovo le lezioni, si sono riaperte le scuole di ogni ordine e grado. Forse qualcuno lo avrà notato per un aumento del traffico o per un maggiore affollamento dei mezzi pubblici. Oppure se si ha il piacere di passare davanti a qualche scuola, specie se elementare, avrà notato il felice “chiacchiericcio” quasi un pigolare, dei bambini che si apprestano ad iniziare un nuovo anno scolastico. Come in primavera tornano le rondini, a settembre torna l’apertura delle scuole.
Io che oramai sono un nonno, ho vissuto direttamente questo momento di novità epocale perché uno dei miei nipotini è andato finalmente in prima elementare. E dico finalmente perché ormai da tempo diceva a tutti che a settembre sarebbe andato a scuola, per lui era un sentirsi grande ed importante e per questo che lo ripeteva con orgoglio. Già sa scrivere qualche parola ed a far di conto, aiutato in questo dalla mamma, ma è importante per lui avere coscienza che finalmente avrebbe approfondito quello che ha iniziato ad apprendere in maniera superficiale ed essere indipendente nel poter leggere e scrivere che ci consente di entrare a far parte della civiltà. E’ costantemente impegnato a dire che sarà bravo e che avrà sempre buoni voti per essere premiato dalle maestre, dai genitori e dai nonni. E’ un bambino molto orgoglioso e sicuramente si impegnerà come promesso.
Stamattina,con il suo grembiulino azzurro, simbolo del passaggio ad attività più importanti di quelle dell’anno precedente, e con il suo zainetto pieno di quaderni, matite ed altre cose, ha attraversato, per la prima volta, il cancello della sua nuova scuola insieme al fratello maggiore che già vi frequenta la classe quinta. Accompagnato anche dal resto della famiglia, anche lui si è immerso nel vortice della folla formata da coetanei e genitori in attesa dell’ingresso. Mi sono ritrovato da nonno a rivivere immagini di vita vissuta in altre occasioni, il mio ingresso a scuola che ormai non riesco quasi più a veder nelle nebbie del passato, l’ingresso a scuola di mio figlio ormai adulto ed ora il secondo nipote. Non vi nego che la commozione è comparsa più che nelle altre occasioni quando ho sentito chiamare il nome del mio nipotino per entrare nella sua nuova classe.
Prima dell’ingresso, una piccola cerimonia. Hanno fatto transitare i nuovi piccoli alunni nel corridoio attraverso due ali formate dai loro compagni più grandi che li hanno accolti con uno sventolio di bandierine ed un coro di “ benvenuti in questa scuola “ sulle note del “po po po po po “ che è stato il tormentone dell’estate iniziato negli stadi dove hanno giocato i campionati del mondo di calcio ormai di moda fra i giovani anche piccoli. Un modo simpatico per accogliere questi piccoli che si trovano in uno dei momenti di novità della loro vita in un ambiente ancora sconosciuto ma che diventerà sicuramente familiare. Molti erano i genitori ed i nonni con gli occhi lucidi.


massimo giacomozzi


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