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04.08.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Sky line

Anche la grafica dell'Estate Romana racconta i tetti di Roma e mi piace.

 

A questo punto vale la pena di raccontare come è nato il disegno della nostra testata ed è una storia piuttosto lunga.

Erano gli anni 90, mi occupavo di grafica, ero innamorata di Venezia (e chi no?) e avevo appena comprato "Favola di Venezia" di Hugo Pratt, una delle storie di corto Maltese, bellissima edizione a colori.

Alcuni scorci di Venezia rapivano gli occhi e il cuore ma ce ne fu uno che mi innamorò particolarmente.

Come per tutti i grandi amori non esiste un perchè, giusto una similitudine con uno dei dipinti più belli che io abbia mai potuto vedere, l'unica opera d'arte per la quale ho avuto la tentazione del furto, il desiderio di possederlo.

 

"L'impero della luce" di Magritte

Inutile dire che si trova a Venezia, alla Peggy Guggenheim Collection. quando l'ho visto la prima volta era collocato tra due finestre che guardavano sul Canal Grande: da svenire dall'emozione, dal piacere di quel buio del lampione lungo la strada e quella luce del giorno in alto nel cielo con la casa e l'albero che diventano come uno skyline contro la luce e le nuvole del cielo (segnaliamo questo video).

 

E il disegno di Pratt mi faceva pensare a quel momento magico dell'imbrunire, che dura pochissimo e dove il giorno trascolora verso la notte e non è ancora notte ma non è più giorno.

Dopo un po' incontrai una cartolina tratta da una foto di Giancarlo Gasponi, era un tramonto rosso sui tetti di Roma che, con la luce, erano diventati quasi uno sky line.

In quel periodo disegnavo carta da lettere e calendari decorati con piccoli scorci di città. Nacque così un calendario commissionatomi da un amico che aveva una impresa di costruzioni e che lo avrebbe regalato ai suoi clienti per Natale: avevo campionato pezzi dello scorcio di Gasponi e li avevo ripetuti in sequenza casuale.

Quando cinque anni fa si è trattato di disegnare I love Roma, quello scorcio mi è sembrato il migliore. E Rosi vedendo la bozza per la testata mi disse che forse potevo disegnare un gatto romano sui tetti romani.

E così fu.

 

Ci sono altri "tetti romani"

 

 

 

 

:)

 

 


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